Decine di esecuzioni nello ZamZam camp. A Khartoum le fosse comuni sono vicino la caserma RSF
Caro lettore, Cara lettrice,
Oggi è venerdì 14 marzo. Io Sono Raffaele Riccardo Buccolo e qui su InsideOsint, la newsletter che affianca al giornalismo tradizionale la lente dell’Open Source Intelligence, oggi puntiamo il nostro sguardo sul Sudan.
In Sudan è in atto un conflitto che ha avuto inizio a metà aprile 2023, contrapponendo le RSF (Rapid Support Force) alle Sudanese Armed Forces (SAF) e che ha causato oltre 62.000 morti in due anni e lo sfollamento di più di 14 milioni di persone. Il conflitto ha alimentando una spirale di violenze che coinvolge non solo operazioni militari dirette, ma anche una crescente campagna di rappresaglie e attacchi etnici in tantissime aree del Sudan.
Le RSF in Sudan ammazzano, stuprano, rapiscono e riempiono enormi fosse comuni con centinaia di corpi. Tutto questo mentre, proprio in questi giorni sono in atto i colloqui delle RSF con diversi attori regionali per costruire un governo parallelo per il Sudan.
Un mese fa, il 12 febbraio 2025, le RSF hanno condotto un attacco su numerosi villaggi dello stato del White Nile, situato a sud della capitale Khartoum. L’attacco ha provocato più di 200 morti, saccheggi e il massiccio sfollamento della popolazione locale. In queste aree, la presenza di forze militari era scarsa o assente, e i cittadini hanno subito non solo uccisioni, ma anche torture, sequestri e sono stati costretti a pagare un riscatto per ottenere il rilascio dei famigliari imprigionati.
Il caso dello Zamzam refugee camp, popolato oggi da oltre 500.000 persone e attaccato sistematicamente da RSF è emblematico della crisi umanitaria in corso. Trasformato dalle RSF in campo di battaglia, nessuno sa quante esecuzioni civili ci siano ogni giorno. Sui Social media sono emersi racconti di persone che scavano buche profonde nel terreno per nascondersi, pur di sfuggire alla violenza. Dal campo nessuno esce e nessuno entra. Da poche settimane anche Medici Senza Frontiere ha chiuso il suo ospedale-campo a Zamzam e le UN hanno dichiarato che portare aiuti umanitari dentro il campo è impossibile.
E poi c’è una fotografia di una “stanza degli orrori”. La stanza si trova a poche centinaia di metri dalle caserme di addestramento delle RSF e dalle fosse comuni di civili scoperte dal The Guardian attraverso immagini satellitari.
La guerra in Sudan non risparmia nessuno. E la comunità internazionale? Non ne parla. 64.000 morti in 2 anni evidentemente non sono abbastanza.
Vi lascio all’approfondimento completo abbinato a questa newsletter,
Ci sentiamo il prossimo venerdì,
Raffaele Riccardo Buccolo