Gli osservatori internazionali sono da tempo concordi su un fatto: la crisi catalana è da sempre un elemento fondamentale per l’ascesa di Vox e continuerà a esserlo anche nel prossimo futuro. Tuttavia, le possibilità che questa ascesa fosse così decisiva a due mesi dalla consultazione elettorale della Spagna erano più remote, considerando l’apparente calma susseguitasi alle agitazioni della campagna elettorale. Dopo la vittoria in corte europea di Oriol Junqueras le cose sono però leggermente cambiate: gli indipendentisti della Catalogna ha ottenuto una sorta di riconoscimento internazionale. Sebbene la sentenza sia legata soltanto alla persona dell’ex esponente della Generalitat ed agli altri politici inquisiti, la sensazione che un piccolo riconoscimento dei propri diritti secessionisti ci sia finalmente stato può riaccendere l’animo catalano. Vox, dal canto suo, non deve far altro che fermarsi a guardare la situazione che si evolve, mentre attende di entrare in azione e vedere accrescere il proprio consenso elettorale.

La destra difende l’integrità della Spagna

Mentre da un lato i suoi consensi elettorali sono sempre stati limitati dall’attaccamento ai valori tradizionali del popolo spagnolo, sul piano politico il discorso è differente. La sensazione che Vox possa essere l’unico bastione eretto in difesa dell’unità della Spagna è insita in un numero sempre maggiore di abitanti, aumentando giorno dopo giorno i consensi di cui gode il partito. E poco importa che per molti sia un partito estremamente tradizionalista o considerato “oscurantista” dai suoi avversari: prima si tenga unita la Spagna, poi tutto il resto si vedrà quali migliorie andranno apportate.

Ecco dunque che il partito spagnolo ha la possibilità di dividere in due blocchi la propria campagna elettorale che, a causa dell’instabilità dell’attuale governo, è destinata a continuare per tutta la vita dell’attuale esecutivo. Mentre il primo rimarrà legato ai concetti culturali cari alla destra spagnola come l’attaccamento ai valori religiosi cattolici, il secondo si giocherà tutto sul concetto di unità nazionale: di cui solo Vox può essere il difensore, soprattutto dopo le aperture di Pedro Sanchez ai partiti secessionisti.

Un terremoto scuote Sanchez

La barcollante alleanza tra il partito socialista spagnolo e Podemos scricchiola sin dai primi contatti. Nonostante le molte affinità, i due partiti rispecchiano elettorati molto differenti e che hanno obiettivi agli antipodi. Gli stessi numeri all’interno del parlamento spagnolo rischiano di non sostenere la compagine di governo che non sarebbe in grado di difendersi dai franchi tiratori; con la Spagna che rischia una deriva di ingovernabilità. Mentre le aperture ai partiti secessionisti catalani possono aiutare la gestione globale spagnola, lascerebbero aperti comunque troppi punti interrogativi sulla questione catalana; motivo per cui più le acque rimarranno calme e meglio sarà per il governo di Sanchez.

In questo clima, Vox ha la possibilità di muoversi in molteplici direzioni, tenendo però sempre puntato lo sguardo sulla questione che da troppi anni tiene bloccato lo Stato iberico. Il partito di destra ha soltanto una carta da calare se vuole avere qualche possibilità di governare alla prossima tornata elettorale: giocare sulle paure del popolo spagnolo circa una secessione di Barcellona. E per sfortuna di Sanchez, se le tempistiche saranno quelle corrette, sarà sicuramente la carta vincente dei candidati di Vox.

GILET GIALLI: UN ANNO DOPO
Leggi il reportage