Per il cancelliere tedesco Friedrich Merz è in arrivo il giorno più lungo del suo ancora relativamente breve mandato da leader della Germania. Domenica 6 settembre gli elettori del Land della Sassonia-Anhalt, sito nella Germania orientale, popolato da poco più di 2 milioni di abitanti e con capitale Magdeburgo, la città sull’Elba che ha avuto un’importante storia nel Medioevo, saranno chiamati al voto per rinnovare il parlamento locale, e i sondaggi prevedono un potenziale terremoto. Alternative fur Deutschland, il partito sovranista e nazionalista guidato da Alice Weidel, non solo vola nei sondaggi ed è vicina a doppiare l’Unione Cristiano-Democratica (Cdu) del cancelliere, venendo data al 40-41% contro il 22-23% dei popolari, ma ha anche serie ambizioni di puntare al governo del Lander.
Sassonia-Anhalt, un crocevia decisivo
Se ciò accadesse, sarebbe un unicuum nella storia della Germania post-Seconda guerra mondiale e un passaggio fondamentale per un partito contro cui buona parte della classe dirigente tedesca ha imposto un vero e proprio isolamento. Ma a prescindere, il voto in Sassonia-Anhalt interroga in profondità la leadership di Merz e della sua coalizione con il Partito Socialdemocratico (Spd) che a Berlino deve governare un Paese che necessita politiche di rilancio economico-industriale e di capire le sue rotte future in un’Europa e un mondo in riconfigurazione, mentre da destra l’Afd cresce nei consensi e mira a fare della Sassonia-Anhalt il banco di prova per una futura, ulteriore ascesa nazionale.
Nel Land, uno dei più periferici del Paese, la retorica nazionalista dell’Afd mira a mobilitare un elettorato in larga parte scontento e che si sente marginalizzato: Ispi ricorda che la Sassonia-Anhalt è “un Land rurale, con una popolazione tra le più anziane e in più rapido calo demografico di tutta la federazione tedesca, dove l’insoddisfazione nei confronti di Berlino si è sedimentata nel tempo. Gli elettori lamentano diverse questioni, dal carovita, alle numerose turbine eoliche presenti nella regione” e in cui un “altro tema ricorrente è la sensazione di insicurezza“.
Merz e l’Afd, la sfida aperta
Parlando al Volksstimme, una delle maggiori testate del Land, Merz ha provato ad appellarsi direttamente agli elettori scontenti che riversano i loro consensi sull’Afd. Parole che mostrano le difficoltà della campagna elettorale con cui la Cdu, che governa la Sassonia-Anhalt dal 2002 nel 2021 conquistò il 37,1% dei consensi contro il 20,8% dell’Afd, prova a difendere il Ministro-Presidente uscente Sven Schulze, che a gennaio ha preso il testimone dallo storico leader di Magdeburgo, il cristiano-democratico Reiner Haseloff, in carica da 15 anni. I dati che i sondaggi presentano hanno da tempo spostato la partita sugli scenari post-voto: Afd riuscirà a avere i numeri per governare da sola? E se così non sarà, ci saranno prospettive per l’estrema destra per accedere al potere? Se non Afd, chi potrà occupare la casella di Ministro-Presidente e con quale schema di coalizione?
Forte di un consenso solido e con il vento in poppa, l’estrema destra vuole muoversi puntando al potere. Identitarismo, rifiuto dell’accoglienza dei rifugiati, retorica securitaria e una critica generalizzata delle leadership storiche di destra e di sinistra alimentano l’agenda radicale dell’Afd, che in Sassonia-Anhalt schiera Ulrich Siegmund come candidato ministro-presidente e propone un’agenda che, ricorda The Conversation, arriva a coprire tematiche, come quelle sulla stretta alla concessione dell’asilo agli stranieri, che difficilmente sarebbero promuovibili da un singolo Land e ha ricevuto diverse critiche, tra cui quella di diverse Chiese. Ma che potrebbe fare della Sassonia-Anhalt un test di come il partito potrebbe comportarsi in altri scenari di governo.
A tal proposito, secondo Politico.eu, per la Cdu sul piano locale una vittoria con maggioranza assoluta della destra aprirebbe ai conservatori “il beneficio di cui l’AfD ha a lungo goduto: la possibilità di attaccare il governo dalla comodità dei banchi dell’opposizione. I conservatori credono che un periodo di governo dell’Afd potrebbe benissimo trasformarsi in una disfatta che ridimensionerebbe l’estrema destra”, per quanto il precedente, sul piano politico, sarebbe comunque importante.
Gli scenari per un fronte Afd sono complessi
Se non conquisterà la maggioranza assoluta, l’Afd potrebbe risultare comunque il partito pivotale, come fattore di condizionamento. Chi nei sondaggi oscilla attorno la soglia di sbarramento è la sinistra populista Bsw, l’Alleanza Sahra Wagenknecht che prende il nome dall’omonima politica e nel recente passato non ha escluso la possibilità di cercare un dialogo con Afd su temi che possano essere d’interesse comune qualora in alcuni Lander venissero eletti ministri-presidente terzi, privi di tessere di partito, e con cui fosse possibile confrontarsi in nome di una cooperazione anti-sistema.
L’ingresso o meno di Bsw nel Landtag, condizionato al superamento del 5% dei suffragi, è un fattore da analizzare. Così come andrebbero analizzate le dinamiche politiche che si aprirebbero qualora l’Afd mancasse la maggioranza assoluta e ci fosse, teoricamente, una sommatoria di seggi nel Landtag tale da consentire a tutte le forze anti-sovraniste di formare un governo locale. Anche in questo caso, nulla sarebbe da dare per scontato: ad oggi dietro Afd e Cdu si posizionano, staccati, i partiti progressisti: la sinistra radicale della Linke oscilla tra l’11 e il 13%, la Spd è poco sotto la doppia cifra, tra l’8 e il 9%, i Verdi poco sopra la soglia di sbarramento, al 5-6% nelle ultime rilevazioni.
Uno scenario “tutti contro Afd” è teoricamente possibile ma per la Cdu questo vorrebbe dire cercare di trovare un modus vivendi con la Linke, partito con cui i cristiano-democratici hanno spesso escluso coalizioni e cooperazione. Bodo Ramelow, che ha a lungo governato la Turingia, invita a replicare lo schema che nel Land che ha a lungo amministrato proprio come figura di punta della Linke si è costituita dopo il voto del 2024, quando è sorta una coalizione di minoranza Cdu-Spd-Bsw che però dipende dai voti della sinistra, formalmente all’opposizione, per reggere l’urto con Afd, detentrice del primo gruppo parlamentare. La Cdu non ha mai voluto formalizzare coalizioni con la Linke in passato, ma Merz non ha chiuso all’ipotesi di una replica dello scenario turingio, anche se l’European Conservative ha segnalato i malumori di alcuni esponenti locali in Sassonia-Anhalt per questo scenario.
Uno spartiacque politico
Comunque vada è sempre più plausibile pensare che il 6 settembre 2026 possa segnare uno spartiacque nella politica tedesca. Aprendo alla prospettiva di dover discutere non solo dell’ascesa elettorale di quello che per molte rilevazioni è il primo partito per consensi a livello nazionale e di gran lunga la maggiore forza a Est ma anche di dover capire le sue effettive ambizioni di ascendere a posizioni di amministrazione, per quanto per ora solo a livello locale. Chiamando in causa la tenuta di una politica di “cordone sanitario” che mostra le sue problematiche e interroga circa il rischio di relegare all’opposizione quella che potrebbe essere la voce di una quota non secondaria di elettorato che si ritiene stanca, frustrata e insoddisfatta della condizione della Germania e potrebbe essere riconquistata alle forze tradizionali solo ricucendo le problematiche che hanno alimentato la crescita di Afd.
Una questione di concretezza, più che di aritmetica parlamentare, che chiama in causa anche un esecutivo tedesco che riceverà da questo e dai successivi voti in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino del 20 settembre, un tagliando decisivo circa il consenso verso le sue politiche. Dagli scenari industriali alle politiche per la crescita, dalla difesa alla sicurezza, l’esecutivo di Merz nasceva con grandi ambizioni e affronta profonde difficoltà, specchio della fragilità geopolitica e strategica della Germania in Europa rispetto alla condizione del passato. Pensare di poterle risolvere solo cercando di creare alternative a ogni costo all’Afd, che nutre i suoi consensi proprio delle risposte spesso incerte della classe dirigente tedesca, rischia di essere illusorio. Ma anche i sovranisti sono chiamati al momento della verità: se chiamati alla prova dell’amministrazione, come concilieranno proposte radicali e concretezza? Sono pronti a questo grande passo? I boom elettorali sono un’arma a doppio taglio: generano aspettative che vanno gestite. La sensazione che la politica tedesca, dal 7 settembre 2026, sarà diversa da quella che abbiamo conosciuto finora su ogni fronte vale per ogni parte del campo politico.
Fonti
- Ramelow: collaborazione Linke-CDU per fermare AfD, Il Mitte, 12 agosto 2026 – https://www.ilmitte.com/2026/08/collaborazione-cdu-linke-ramelow/
- German churches warn against AfD ahead of state election, Deutsche Welle, 30 agosto 2026 – https://www.dw.com/en/german-churches-warn-against-afd-party-ahead-of-saxony-anhalt-state-election/a-78482465
- Kanzler zu AfD-Wählern: „Zu euch gibt es keine Brandmauer, Volksstimme, 31 agosto 2026 – https://www.volksstimme.de/wahl/landtagswahl-sachsen-anhalt/kanzler-zu-afd-wahlern-zu-euch-gibt-es-keine-brandmauer-4311178
- Merz zieht Grenze zur Linken – und lässt Spielraum, Tagesschau, 1 settembre 2026 – https://www.tagesschau.de/inland/innenpolitik/merz-linke-sachsen-anhalt-100.html
- Sassonia-Anhalt: è il momento dell’AfD?, Ispi, 2 settembre 2026 – https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/sassonia-anhalt-e-il-momento-dellafd-243766
- Is Germany’s far right AfD about to take over a state government for the first time?, The Conversation, 2 settembre 2026 – https://theconversation.com/is-germanys-far-right-afd-about-to-take-over-a-state-government-for-the-first-time-290970
- CDU Revolt in Saxony-Anhalt Over Plan To Cooperate With Far-Left, European Conservative, 3 settembre 2026 – https://europeanconservative.com/articles/news/cdu-saxony-anhalt-rebellion-cooperation-plan-with-die-linke/
- La vittoria dell’AfD in Sassonia Anhalt è arrivata già prima del voto, Linkiesta, 4 settembre 2026 – https://www.linkiesta.it/2026/09/germania-afd-sassonia-anhalt-governo/
- Friedrich Merz will lose Sunday’s regional election — whatever the result, Politico.eu, 4 settembre 2026 – https://www.politico.eu/article/friedrich-merz-afd-cdu-germany-regional-election/
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