(Budapest) – 7 milioni di euro. A questa cifra ammonta il prestito emesso da MBH, il secondo gruppo bancario ungherese, al partito di estrema destra spagnolo Vox. L’iniezione di capitale è stata utilizzata per finanziare la campagna per le elezioni europee del 2024, ma non è la prima volta che MBH sostiene i radicali spagnoli. Già nel 2023, infatti, il consorzio magiaro aveva fornito due prestiti per un totale di 9,2 milioni di euro, poi restituiti da Vox con il saldo di interessi pari a 1 milione di euro.
Secondo quanto affermato da Ignacio Garriga, portavoce di Vox, la decisione di ricorrere al prestito ungherese è stata presa in seguito al boicottaggio subito da parte delle banche spagnole che, su pressione del governo di Madrid, rifiuterebbero di finanziare il partito. Garriga, tuttavia, non ha portato prove a sostegno delle sue affermazioni, sorvolando sul fatto che tanto BBVA (Banco Bilbao Vizcaya Argentaria) quanto Banco Santander hanno in precedenza fornito prestiti all’estrema destra spagnola.
Il flusso di denaro ungherese, sebbene presentato come una normale transazione bancaria, mostra numerose ombre e punti interrogativi. Il gruppo MBH è infatti controllato al 36,2% da Lőrinc Mészáros, l’uomo più ricco d’Ungheria legato a doppio filo al premier Viktor Orbán. Amico d’infanzia del primo ministro ungherese, la carriera di Mészáros, iniziata come installatore di linee di gas, ha subito una rapida evoluzione a partire dal 2010. È stato in quell’anno che Fidesz è tornato al potere, vincendo le elezioni e ottenendo la super maggioranza dei due terzi. Da quel momento, le aziende di Mészáros hanno iniziato a vincere numerosi appalti, generando ingenti profitti.
Non solo: il 20% di MBH è detenuto dal Corvinus BHG Zrt, un istituto legato al governo ungherese, mentre le quote restanti sono in mano a società di equity che fanno capo ad Ádám Matolcsy, figlio di György Matolcsy, ex Governatore della Banca Nazionale Ungherese ora nell’occhio del ciclone a causa della relazione della Corte dei Conti che ha segnalato numerose irregolarità avvenute durante il suo mandato. La manovra del gruppo bancario, quindi, sembrerebbe essere un vero e proprio prestito con forti motivazioni politiche per sostenere uno degli alleati chiave di Orbán a livello europeo.
Un esempio di destra euroscettica
I rapporti tra destra ungherese e destra spagnola sono effettivamente stretti da diverso tempo. Per gli ultraconservatori di Spagna e i neofranchisti, il primo ministro ungherese è un esempio della destra euroscettica, ma non completamente antieuropeista, che è riuscita a prendere il potere e a rimodellare lo Stato, avviando quella svolta da democrazia liberale a democrazia illiberale segnalata più volte da Orbán. Entrambi i partiti, alleati e membri del gruppo europarlamentare “Patrioti per l’Europa”, creato proprio su impulso di Viktor Orbán in seguito alle elezioni del 2024, condividono numerosi punti programmatici. Tanto Fidesz quanto Vox, infatti, insistono sulla tutela delle frontiere, sulla salvaguardia delle origini cristiane dell’Europa, sul rifiuto del globalismo e sulla necessità non di distruggere l’Unione Europea, ma di trasformarla in una nuova organizzazione che abbia alla base una maggior tutela della sovranità nazionale e sappia dare uno spazio più decisivo ai singoli Stati.
E se il precedente prestito del 2023, emesso sempre da MBH a favore di Vox e analogo a quello a favore del partito di Marine Le Pen nel 2010, ha portato a un’inchiesta poi arenatasi di fronte alla presunta impossibilità di trovare un collegamento tra MBH e il governo di Budapest, la decisione del 2024 non ha per ora portato a procedimenti giudiziari. Resta, però, l’indignazione di parte della stampa e delle opposizioni di fronte al sostegno di un istituto magiaro all’estrema destra spagnola. Episodio tanto più grave in quanto il Parlamento ungherese, come abbiamo già scritto a maggio, ha approvato una legge che colpisce partiti e organizzazioni che ricevono fondi esteri, definendole come “antinazionali” e “antiungheresi” e ponendole sotto lo scrutinio dell’Ufficio per la protezione della sovranità.
Lo stesso primo ministro magiaro, tuttavia, non sembra farsi troppi problemi di fronte all’appoggio finanziario di una banca ungherese a un partito di opposizione spagnolo, unendo all’alleanza politica l’appoggio anche economico a quella Internazionale nera denunciata dal primo ministro spagnolo Pedro Sánchez.
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