Sin dalla sua istituzione, Israele ha sempre goduto di ben poche simpatie all’interno del panorama mediorientale. Non sono state solo le differenze religiose e culturali sono state alla base dei conflitti e degli scontri che sono avvenuti: il dominio dell’area è sempre stato il problema principale alla base delle tensioni internazionali. Essendo l’unico Paese del Medio Oriente bagnato sia dal Mar Mediteranneo che dal Mar Rosso, Israele si configura come un confine interno al mondo arabo, separando l’oriente musulmano dal suo occidente africano e con i porti di Ashdod e di Eilat ha ottenuto vantaggi nei commerci di import/export a discapito dei Paesi confinanti. Negli ultimi anni e dopo il conflitto con il vicino Libano nel 2006 ha goduto di un periodo di relativa tranquillità internazionale, con le uniche tensioni armate derivanti dal conflitto interno in Cisgiordania.

Con l’escalation di tensioni nella provincia palestinese avvenuta in seguito al riconoscimento di Mike Pompeo della legittimità degli insediamenti israeliani nell’area, Israele non deve guardarsi nel suo prossimo futuro solo dalle crisi interne: anche con la Giordania le acque sembrano essersi nuovamente alzate.

Il recesso degli accordi di pace

Nell’ottobre del 2018, in prossimità dell’inizio della crisi politica israeliana, il Re di Giordania Abd Allah II aveva annunciato il recesso di parte delle condizioni di pace stipulate con Gerusalemme nel 1994. Nella fattispecie, il governo giordano non avrebbe più riconosciuto il diritto di sfruttamento dei suoi territori nell’area del Mar Morto ai coloni israeliani, i quali in controparte dovevano impegnarsi nello sviluppo agricolo dei terreni. Con effetto dall’inizio del prossimo anno, la popolazione israeliana dovrà quindi abbandonare i territori, a meno della stipula di un nuovo accordo, nelle volontà di Amman che sia maggiormente bilanciato dalla propria parte.

Allo stato attuale infatti Israele, oltre al buon mantenimento dei terreni, si è impegnato a fornire alla Giordania accesso ai canali per l’irrigazione e acqua potabile per le popolazioni delle aree limitrofe. Queste condizioni non sono comunque mai apparse soddisfacenti ad Abd Allah II, in carica dal 1999. Sfruttando l’instabilità politica di Israele, la speranza è di riuscire ad aumentare le forniture in cambio del diritto di sfruttamento, per far fronte alla carenza di acqua dell’arido Paese mediorientale.

Perché la Giordania alza la voce

L’economia giordana, nonostante da anni aumenti continuamente il proprio Pil, soffre la grave carenza del settore agricolo a causa del paesaggio arido nel quale è collocata. Questo particolare rende più costoso la produzione di beni agricoli di prima necessità in uno scenario in cui Amman si trova continuamente in difficoltà nel reperire risorse per dare impulso alle coltivazioni ed all’allevamento.

Esse sono state in parte reperite tramite l’uso accorto dell’unico porto del Paese, nella città meridionale di Aqaba. Con il raggiungimento di accordi commerciali con Baghdad, l’approdo portuale gioca un ruolo centrale nel transito e nello spostamento del petrolio iracheno, nonché delle forniture per la filiera del combustibile fossile dell’Iraq. La restante parte delle risorse viene invece racimolata grazie al turismo, soprattutto nei territori settentrionali, con il deserto e con le rovine di Petra.

Non potendo però basare l’intera propria sopravvivenza economica sugli accordi commerciali con il vicino Iraq ma avendo trovato un mercato di ampio interesse, la Giordania ha la necessità di alzare i toni contro Israele per guadagnarsi il favore degli Stati arabi del Medio Oriente. Essendo stato storicamente l’unico Stato insieme parzialmente all’Egitto ad intrattenere rapporti con Gerusalemme, non ha mai goduto della fiducia del blocco dei Paesi che si riconoscono nella Lega Araba. Nell’ultimo anno comunque la propria reputazione sembra essere sotto questo aspetto migliorata sfruttando le difficoltà dell’esecutivo israeliano, in uno scenario che sembra potersi evolvere a suo vantaggio. Sarà sulla base di queste implicazioni che si giocherà partita tra Gerusalemme ed Amman.