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Nazionalismi

Bosnia, la sfida di Dodik (con spinta americana) può spaccare il Paese

La sfida di Milorad Dodik, presidente della Republika Srpska, sostenuto dalla Russia e non ostacolato dagli Usa, può spaccare la Bosnia.

La Bosnia ed Erzegovina resta un mosaico fragile, costruito sugli Accordi di Dayton del 1995 e sostenuto da un’architettura istituzionale complessa. In questo equilibrio precario, Milorad Dodik, presidente della Republika Srpska, sfida apertamente la Corte Costituzionale e l’OHR, l’istituzione internazionale che vigila sul Paese. Nonostante condanne e sanzioni, Dodik continua a governare con l’appoggio dell’Assemblea serbo-bosniaca e il sostegno politico ed energetico della Russia. Le sue minacce di secessione e le aperture a Belgrado trasformano la Republika Srpska in un punto di frattura strategico per tutta la regione.

La Heritage Foundation e il vento di Trump

Il recente rapporto della Heritage Foundation, think tank conservatore vicino a Donald Trump, attacca l’OHR accusandolo di soffocare la sovranità bosniaca. La proposta è radicale: smantellare il sistema internazionale di supervisione e trasformare la Bosnia in una confederazione con tre entità etniche autonome. Una formula che, di fatto, favorirebbe le ambizioni separatiste di Dodik e aprirebbe a investimenti americani nelle risorse della Republika Srpska, come i giacimenti di litio. Il documento riflette l’approccio trumpiano: meno multilateralismo, più pragmatismo nazionalista.

Le ombre di Mosca e il rischio balcanico

Dodik rimane il principale alleato di Mosca nei Balcani. La Russia fornisce addestramento militare e droni, rafforza il rifiuto verso le istituzioni centrali e utilizza la RS come leva destabilizzante contro l’Occidente. Allo stesso tempo, Cina e Iran cercano spazi di influenza. Il rischio è che l’uscita degli Stati Uniti dal quadro multilaterale alimenti tensioni etniche e un nuovo caos nei Balcani, con Serbia e Ungheria pronte a sostenere Dodik e Croazia e bosgnacchi musulmani decisi a opporsi.

Un futuro in bilico

La Bosnia è candidata all’UE ma resta intrappolata in corruzione e stagnazione economica. Le scelte di Washington, condizionate dal pensiero della Heritage Foundation, potrebbero trasformare la Republika Srpska in una quasi-entità indipendente. Ma il prezzo sarebbe altissimo: il rischio concreto di far rivivere vecchi fantasmi di guerra in una regione mai del tutto pacificata.

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