Santiago Abascal è certo che il sovranismo non abbia esalato il suo ultimo respiro dopo l’esito delle presidenziali americane del 2020. Anzi, il leader di Vox è convinto che le previsioni lascino il tempo che trovano. E che quindi non sia utile pronosticare il destino di chi, da speranza per la ricostruzione del mondo occidentale, sembra occupare sempre minori spazi sullo scacchiere politico europeo e statunitense. Con il leader di Vox avevamo già parlato ad Atreju, quando la situazione politica non aveva idea di quello che sarebbe successo nel mondo con l’avvento della pandemia da Sars-Cov2. I toni del leader dei sovranisti spagnoli, però, non sono cambiati: Abascal sembra ancora convinto della necessità della difesa dei confini nazionali, mentre avverte sui rischi della propaganda che non disdegna di definire “comunista” all’interno della sua nazione e non solo.

Santiago Abascal, il sovranismo dopo la sconfitta di Trump è in crisi?

I media e l’establishment globalista sono ansiosi di certificare la sconfitta di Trump. In ogni caso, le idee che sono state avallate da 74 milioni di americane non sono in crisi, anzi. Inoltre, all’interno dell’Unione europea, diversi movimenti come Fratelli d’Italia, Fidesz e Diritto e Giustizia godono di un significativo sostegno popolare che ha permesso loro di rimanere al potere o che li trasformerà in forze politiche decisive per il destino delle proprie nazioni.

Elezioni europee 2024; elezioni americane 2024: sarà quello il momento clou per i sovranisti di tutto il mondo? E se perdeste entrambi gli appuntamenti?

Non sono favorevole a fare previsioni. La Spagna sta affrontando la peggiore crisi economica, politica e sociale dalla guerra civile, con un governo social-comunista al potere e il resto dei partiti che accetta tutte le imposizioni dell’esecutivo, con l’approvazione di uno stato di allarme per più di sei mesi. Contro questo c’è solo VOX. Il problema principale per la sopravvivenza dell’Unione europea sono gli stessi leader della comunità e i loro grandi dogmi. Hanno sconvolto il progetto iniziale per trasformarlo in un club di leader al servizio dell’agenda multiculturalista, globalista e dell’ideologia di genere. Aspiriamo a riformare l’Unione europea. Perché crediamo che l’unica soluzione sia cambiare il corso attuale e recuperare lo spirito dei suoi padri fondatori. Tornare ad un’Unione Europea di nazioni sovrane che cooperano liberamente, senza minacce e ricatti da strutture sovranazionali.

Cosa risponde a chi dice che le “destre” sono negazioniste sul Covid-19?

Le élite progressiste cercano di imporci una storia in cui chi osa essere in disaccordo sulla narrativa dominante che hanno costruito sul coronavirus viene classificato come un negazionista. È chiaro che il virus esiste e che proviene da un paese: la Cina comunista. È anche chiaro che la Cina deve pagare per tutti i danni causati e crediamo che, in questo momento cruciale della storia del nostro continente, tutti i paesi dovrebbero essere uniti in questa rivendicazione. Il nostro obbligo è difendere gli spagnoli abbandonati dal governo social-comunista. Un governo che ha approfittato dell’inizio della pandemia per limitare i diritti individuali mentre migliaia di connazionali sono morti senza le cure necessarie. Pedro Sánchez e Pablo Iglesias continuano a nascondere le informazioni e devono pagare le conseguenze criminali e politiche della loro gestione criminale.

Non crede che la sinistra abbia già immaginato il mondo post-Covid? Un mondo nelle mani della Silicon Valley, con l’intelligenza artificiale, i migranti, il multiculturalismo… Al netto dei complottismi e dei complottisti: voi che mondo immaginate?

La sinistra europea ha una tabella di marcia chiara ed evidente nell’Agenda 2030. La pandemia ha solo accelerato il raggiungimento di alcuni degli obiettivi fissati dalla sinistra, e per lo più accettati dal resto dei partiti europei. Ci affronteranno per denunciare che il globalismo, il multiculturalismo o le politiche di apertura delle frontiere sono dannose per tutti i cittadini europei. Siamo di fronte a un processo che avvantaggia solo i privilegiati di sempre. In VOX ci impegniamo per il buon senso e per preservare i valori e le identità europee. In fin dei conti, si tratta di recuperare alcuni degli aspetti principali che hanno reso le nostre società le più prospere della storia. Confini sicuri, nazioni stabili e sovrane e rispetto della democrazia e dello Stato di diritto.

In questo quadro, è possibile dire che VOX ed i sovranisti difendono soprattutto l’economia reale? Siete una forma di resistenza verso le mutazioni del mondo?

La Spagna deve essere competitiva, ma lo sarà solo se proteggerà i suoi datori di lavoro, i produttori ed i lavoratori dalla concorrenza sleale dei paesi terzi. L’Unione europea impone una serie di restrizioni ai nostri agricoltori o produttori, consentendo l’ingresso di prodotti da paesi terzi senza alcun tipo di controllo ambientale. Questo non è libero scambio, è concorrenza sleale con il sostegno e l’approvazione delle élite europee. Alcune élite che, tra l’altro, etichettano come negazionisti tutti coloro che negano i loro dogmi climatici, ma che importano questi prodotti da paesi responsabili dei più alti tassi di inquinamento del pianeta. Un’illusione ideologica subita dagli spagnoli e da molti europei, che vedono come le stesse élite che spendono miliardi di euro nell’agenda sul clima e impongono loro restrizioni, guardano dall’altra parte quando si tratta della Cina e di altri paesi del sud-est Asiatico. In VOX siamo favorevoli alla rilocalizzazione delle aziende nelle nostre diverse nazioni ed alla fine dell’impunità di cui la Cina ha goduto sia in questo settore sia in tutti quelle legati all’occultamento di informazioni sulla pandemia che hanno scatenato nel mondo.

Come procede la battaglia in Spagna? Cos’è la carta di Madrid? 

La Spagna sta attraversando una situazione senza precedenti. I comunisti hanno aderito a diversi portafogli ministeriali con la complicità del Psoe, del separatismo e dei terroristi. Un governo sociale delinquente che agisce come tale. Siamo stati gli unici ad esserci opposti alle varie arbitrarietà imposte da questo Governo, come la dichiarazione dello Stato di Allarme o la chiusura dell’ente depositario della nostra sovranità nazionale (il Congresso dei Deputati). I paesi dell’iberosfera subiscono da decenni un’offensiva social comunista da parte del Forum di San Paolo e, attualmente, del Gruppo di Puebla. L’ascesa al potere del chavismo e della sinistra radicale in gran parte dei paesi della regione, compresa la Spagna, è una minaccia alla nostra libertà e ai nostri diritti. La Carta di Madrid è l’atto fondante del Forum di Madrid. È il primo passo per fermare il comunismo e difendere la democrazia e lo Stato di diritto. Apprezziamo vivamente il sostegno di Giorgia Meloni a questa iniziativa della Fundación Disenso. L’Iberosfera e l’Unione Europea sono progetti paralleli in cui la Spagna deve svolgere un ruolo importante come collegamento tra le due sponde dell’Atlantico.