Il muro che separa il Messico e gli Stati Uniti, i tentativi continui di superare la frontiera da parte dei cittadini centroamericani e poi le immagini di famiglie intere aggrappate a camere d’aria mentre guadano il Rio Grande ma non solo, anche arresti, respingimenti e morti: è questo nella cronaca e nell’immaginario comune il processo d’immigrazione clandestina che interessa USA e Messico.

Ma negli ultimi due anni, ed esponenzialmente nell’ultimo anno è andata ad affermarsi anche un’altra forma di immigrazione verso gli States. Silenziosa, sconosciuta e che interessa sempre i due Paesi del continente americano, ma anziché esserci i chicanos,a cercare di superare il confine ci sono cittadini africani che partono da Somalia, Ghana, Senegal e altri Paesi dell’Africa e dopo un periplo di qualche mese arrivano nell’Eldorado dello Zio Sam.

Chi sono questi nuovi migranti? Si tratta di cittadini africani che appartengono al ceto medio, che quindi non hanno bisogno di rischiare la vita su una carretta del mare, ma possono comprarsi un biglietto aereo che li traghetta sino in Brasile.

Una volta arrivati in Sud America e sfruttando il fatto che non sono necessari visti, percorrono in autobus il viaggio sino al Messico e qua si fermano per un mese ottenendo un visto provvisorio che consente loro anche di lavorare e guadagnarsi poi la cifra necessaria per volare negli Stati Uniti.

Un fenomeno sconosciuto che interessa soprattutto studenti e giovani perseguitati politicamente nei propri paesi d’origine ed è stato l’INM (Instituto Nacional de Migraciòn Mexicano) a fornire le cifre che rivelano come questa nuova immigrazione sia incrementata nell’ultimo anno. Nel 2013 infatti i cittadini africani registrati all’immigrazione messicana erano 545, nel 2015 invece più di 2000.

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