Nell’immaginario collettivo europeo, siamo abituati a pensare come le rotte migratorie dall’Africa e dell’Asia si riducano al massimo a due flussi: quello balcanico e quello mediterraneo, che si suddivide a sua volta tra la tratta Libia-Italia e la tratta Marocco-Spagna. Tuttavia l’instabilità politica della Libia e le dure condizioni a cui sono sottoposti i migranti hanno spinto i popoli africani a cercare altre strade: spesso però ancora più pericolose. Una di queste, nella quale si è recentemente sviluppata una tragedia che ha visto la morte di almeno 62 persone, è quella che porta all’arcipelago delle Isole Canarie, cancello per entrare nell’Unione europea. Le difficili condizioni dell’Oceano atlantico e l’imbarcazione improvvisata non hanno permesso ai migranti gambiani di raggiungere Tenerife, naufragando al largo delle coste della Mauritania, nei pressi della città costiera di Nouadhibou.

I numeri del fenomeno

Nonostante siano in corso le indagini degli organismi di controllo internazionale, è difficile stimare il numero reale delle persone che hanno scelto questa strada per entrare in Europa. Tuttavia, è conosciuto grossomodo il numero delle vittime del 2019: si tratterebbe di 158 persone. Sebbene appaia lontano dai numeri che interessano il Mar mediterraneo, basti pensare che tale dato è quasi quadruplicato dal 2018, se si considera il bilancio delle vittime della tratta dell’anno scorso che si sarebbe fermato a 43 persone.

I luoghi di origine dei migranti che si affidano alla rotta atlantica sono in modo principale due: la Mauritania e il Gambia. E questo è dovuto alla posizione geografica dei Paesi che renderebbe facilmente raggiungibili le coste dell’arcipelago spagnolo, non fosse per le condizioni precarie delle imbarcazioni che vengono utilizzate dai migranti la traversata.

Le speranze dei migranti

A differenza della migrazione che avviene attraverso il deserto del Sahara, la rotta atlantica è preferita dalla popolazione giovanile in cerca di un futuro migliore, ma dalle disponibilità economiche ridotte. Grazie alla più abbordabile spesa del viaggio in confronto alle altre soluzioni proposte dai trafficanti di uomini ha avuto un notevole sviluppo nell’ultimo anno, anche a causa del peggioramento delle condizioni economiche dal Gambia, dovute al crollo del turismo in seguito al crack dell’agenzia Thomas Cook.

Migrare in Europa significa poter migliorare la vita non solo a se stessi, ma anche ai propri familiari. Molte persone scelgono quindi di lanciarsi verso l’Oceano aperto nella speranza di raggiungere le Canarie, nonostante i grossi pericoli della tratta. Qualcuno ci arriva; gli altri, meno fortunati, annegano a seguito dell’inabissarsi dell’imbarcazione, troppo improvvisata per portare a termine il viaggio. Il tutto, apparentemente, nel silenzio dei riflettori internazionali, troppo interessati agli sviluppi derivanti dall’immigrazione dai canali del Mediterraneo.

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