L’immigrazione oltre ad essere un tema molto delicato sulla sponda nord del Mediterraneo, è spesso diventata oggetto della propaganda delle varie parti in conflitto in Libia. Sia il premier Fayez Al Sarraj da un lato che il generale Khalifa Haftar dall’altro, hanno tutto l’interesse a mostrarsi, tanto a livello interno quanto sotto il profilo internazionale, come veri e propri “nemici” dell’immigrazione. Coloro cioè a cui tutti i principali attori interessati alla diminuzione dei flussi migratori, Italia in testa, devono necessariamente rivolgersi. E potrebbe andare verso questa ottica l’annuncio, operato nelle scorse ore dai vertici del Libyan National Army, ossia l’esercito guidato da Haftar, di un’attività d’intelligence delle forze della Cirenaica in grado di scoprire un vero e proprio “mercato” di migranti nel Fezzan. I dettagli in tal senso sono stati resi noti da una fonte del Comando generale dell’Lna raggiunta dall’emittente Al Arabiya. 

Migranti venduti come merce

Secondo quanto fatto trapelare da un alto comandante dell’esercito guidato da Haftar, la scoperta effettuata dalle forze di sicurezza al servizio del generale sarebbe tra le più importanti nell’ambito del contrasto all’immigrazione. Questo perché le attività effettuate dai vertici dell’esercito di Bengasi avrebbero consentito l’individuazione di una località dove le persone, in gran parte provenienti dai paesi del Sahel, che vorrebbero raggiungere la costa verrebbero vendute come merce. Ad Al Arabiya, la fonte ha raccontato di un mercato di esseri umani nel villaggio di Adiri: si tratta di un piccolo centro situato nel distretto di Wadi al Shatii, poco più a nord di Sebha, città più importante del Fezzan e soprattutto snodo cruciale delle rotte dell’immigrazione.

Secondo l’intelligence dell’Lna, i migranti qui verrebbero divisi in gruppi e poi messi in vendita al miglior offerente. Vengono offerti centinaia o migliaia di Dollari, a seconda dei casi, con contrattazioni svolte allo stesso modo di quelle usate per acquistare una comune merce. Una circostanza quest’ultima non inedita, già riscontrata purtroppo in altri campi della Libia negli anni passati, ma che indubbiamente desta sempre un certo clamore. Ad “acquistare” i migranti sono mediatori libici, che successivamente vengono poi portati verso le coste in cui poi i trafficanti di esseri umani organizzano i viaggi verso l’Europa.

Come avviene la tragica tratta dei migranti secondo l’Lna

Oltre ad aver rilevato l’esistenza ad Adiri di un vero e proprio mercato dei esseri umani, l’intelligence dell’esercito di Haftar ha quindi descritto alcuni passaggi riguardanti la tratta dei migranti. In primis, le carovane arrivano dal Niger ed in particolare dalla città di Agadez. Si tratta il più delle volte di persone che risalgono dai Paesi del Sahel e dell’Africa occidentale. Per entrare in Libia, il migrante deve sborsare almeno un equivalente di 500 Dollari, successivamente viene preso in consegna dai gruppi che gestiscono la rotta migratoria al di là del confine. Secondo gli uomini di Haftar, ad organizzare questa fase del viaggio verso le coste sono gruppi appartenenti all’etnia dei Tebu, i quali controllano buona parte dei territori desertici al confine con il Niger. Successivamente, i migranti vengono dirottati verso Sebha: qui, sempre secondo l’intelligence dell’Lna, verrebbero ceduti alla tribù degli al Muqaraha. Sarebbero soprattutto loro poi ad organizzare il mercato di esseri umani precedentemente descritto. I mediatori libici che “acquistano” i migranti, li indirizzano nella città di Bani Walid e, da qui, vengono quindi venduti a gruppi di Misurata e di Zuwara. Sarebbero poi proprio questi gruppi ad organizzare la parte finale del viaggio che prevede la partenza dei barconi dalle coste.

L’indagine curata dall’esercito di Haftar, pur se molto dettagliata, non ha comunque portato alla scoperta di una dinamica inedita. Purtroppo la tratta di esseri umani ha da anni i tragici connotati prima descritti, con migliaia di persone trattate come schiave e vittime di abusi di ogni genere. Allo stesso tempo, sono noti da tempo quali sono i gruppi maggiormente coinvolti in questo macabra vicenda. Tuttavia, l’inchiesta svelata da parte dell’Lna ha mostrato una presa non indifferente sul territorio da parte dell’intelligence di Haftar. Segno di un sempre più marcato radicamento da parte del suo esercito nel Fezzan ed in tutto il sud della Libia. Ed è forse questo il dato che maggiormente ha voluto svelare il generale: la parte meridionale del Paese, con annessi i confini con il Niger, può essere controllata da lui. E quindi chiunque voglia ridimensionare la portata dei flussi migratori in Libia, deve in qualche modo aver a che fare con l’uomo forte della Cirenaica.