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Dopo la morte di Mohamed Abdelaziz, presidente della Repubblica araba saharawi democratica (Rasd) dal 27 febbraio 1976 – il giorno successivo al ritiro della Spagna dai territori del Sahara Occidentale – e leader storico del Fronte Polisario, avvenuta il 31 maggio scorso, sabato 9 luglio è stato proclamato il nuovo leader dello Stato che non c’è.Si chiama Brahim Gali Uld Sidi Mustafa, classe 1949, è stato cofondatore del Fronte e il primo Segretario generale, dal 1973 al 1974. Successivamente – dal 1976 al 1989 – è stato membro del comitato esecutivo del movimento di liberazione, che da più di quarant’anni chiede la libertà del popolo saharawi, un popolo senza terra, occupata dal Marocco, che ora vive quasi esclusivamente nei campi di rifugiati nel sud dell’Algeria.Brahim Gali Uld Sidi Mustafa è stato eletto con più del 93 per cento dei voti del congresso, a cui hanno partecipato circa 2500 delegati. Una percentuale altissima, sintomo che dopo la morte di Mohamed Abdelaziz, il movimento saharawi è ancora determinato a portare avanti la sua battaglia.Per approfondire: Morto il presidente dello Stato che non c’èSecondo molti analisti, come riporta un articolo di Mondo e Missione, Brahim Gali Uld Sidi Mustafa “è tra i sostenitori della soluzione militare del conflitto, la cosiddetta linea dura del Fronte Polisario”. Ma è anche “tra coloro i quali sono consapevoli delle tragiche conseguenze di un’eventuale ripresa delle ostilità”.Per approfondire: Abbandonati nel deserto da 40 anniNel discorso dopo la votazione, il nuovo presidente, ha dichiarato che “l’eredità politica ed umana di Mohamed Abdelaziz continuerà ad essere nel cuore di ognuno di noi e nella storia di tutti i popoli che lottano per la propria libertà”. Ha poi aggiunto che gli saharawi vogliono la pace e sono pronti a risolvere pacificamente il conflitto, ma a condizione che venga riconosciuto il proprio Stato.