Nuovi uomini dell’esercito inviati al confine, nuova stretta e nuovo giro di vite sul fronte immigrazione: negli ultimi giorni il presidente Usa Donald Trump torna energicamente sulla questione riguardante la carovana che, dai confini messicani, spinge verso il territorio statunitense. E, come rivelato dal New York Times, la Casa Bianca avrebbe già elaborato un nuovo pacchetto di misure da rendere attuabili in 90 giorni.

Il contributo dei migranti alla procedura

La prima vera disposizione che appare di discontinuità con il recente passato e che, come si legge sullo stesso Nyt, appare inedita anche negli Usa, riguarda l’istituzione di un tariffario con il quale di volta in volta deve essere deciso il contribuito che il migrante deve versare per la procedura della valutazione della sua domanda d’asilo. Il principio è quindi il seguente: visto e considerato che valutare una singola richiesta ha un costo, sia in termini di Dollari che in termini di tempo impiegato dai giudici per l’esame, allora il richiedente deve versare una quota.

In questo modo, l’amministrazione Trump spera da un lato di scoraggiare quanti più migranti possibili dall’approdare negli Usa. Dall’altro lato però, tale norma ha come obiettivo quello di provare ad abbattere i costirelativi alle procedure di riconoscimento della domanda d’asilo, con l’intento inoltre di diminuire il tempo che solitamente si impiega per concludere per intero l’iter.

L’esame del Dna

Ma la vera innovazione, come trapela sempre dal New York Times, riguarda l’introduzione dell’esame del Dna delle famiglie di richiedenti asilo che attraversano il confine messicano. Il tutto per evitare, come emerge da fonti della Casa Bianca, quelle situazioni in cui alcuni soggetti si dichiarano genitori di minorenni ed ottenere l’asilo per motivi umanitari e per non dividere le famiglie. Un inganno che, negli ultimi mesi, viene svelato più volte durante l’iter procedurale per il riconoscimento del diritto di asilo. Un nucleo familiare non si può dividere e dunque, per poter accedere negli Usa, tramite l’utilizzo di documenti falsi procurati in Messico o durante il viaggio dal centro America si dichiara il falso.

In pratica i funzionari che sospettano l’inganno circa l’attestazione della stretta parentela da parte dei migranti, possono procedere con l’esame del Dna e dimostrare se quanto dichiarato corrisponda al vero. Trump avrebbe intenzione di concedere 90 giorni ai funzionari del dipartimento di Stato per elaborare nel dettaglio le nuove disposizioni. Una volta uscite le indiscrezioni sulla stampa, dal Partito Democratico arrivano già le prime critiche e, come si legge sulla stampa Usa, è molto probabile che associazioni e membri del congresso attivino diverse procedure giudiziarie contro le nuove norme.