Da Salonicco. “Duemila dollari”, ride Amid. si liscia i capelli, poi passa le mani sulla giacca di pelle e ammicca. Tanto ha pagato per entrare clandestinamente in Grecia. Appena un mese fa, dieci mesi dopo l’entrata in vigore dell’accordo fra Ue e Turchia che doveva sigillare la rotta balcanica dei profughi.Amid ha ventiquattro anni e viene dal Pakistan. Lo incontriamo in un edificio abbandonato non lontano dalla stazione ferroviaria di Salonicco a circa di un’ora di macchina dal confine macedone.Ci racconta di come quattro settimane fa sia partito dalla provincia di Karachi. Ha attraversato a piedi il confine con l’Iran e poi quello della Turchia. Da Istanbul, una breve corsa in macchina fino alla frontiera greca, quindi l’attraversamento del fiume Evros, che segna il confine esterno dell’Unione Europea. Il passaggio del confine costa duemila dollari: la stessa cifra per cui i trafficanti conducono i rifugiati fin nel cuore dell’Europa più ricca. Per ora Amid aspetta di intraprendere l’ultima tappa del proprio viaggio alla periferia di Salonicco.Da questa città, per tutto l’autunno del 2015, sono transitate centinaia di migliaia di persone dirette in Germania, attirate dalla promessa di Angela Merkel di concedere la protezione internazionale anche a chi fosse già stato registrato in un altro Paese europeo, in barba al regolamento di Dublino.I migranti arrivavano da Atene o direttamente dalla Turchia e a bordo di taxi o di bus proseguivano direttamente fino alla piana di Idomeni, dove si riposavano in attesa del grande balzo verso i Balcani.Ora che il campo di Idomeni è stato chiuso e la Turchia ha irrigidito i controlli sulle partenze, nel nord della Grecia sembra tornata la calma. Ma si tratta di una tranquillità solo apparente.A marzo, all’epoca dell’accordo fra Ankara e Bruxelles, si calcolava che in Grecia fossero bloccate circa quarantamila persone. Da allora, questo numero è lievitato fino a sessantacinquemila. Non pochissime, per il primo Stato sulla via di una rotta che spesso si vuole “sigillata”. Certo, gli arrivi in Grecia sono precipitati dagli 856mila del 2015 ai 173mila del 2016.Nei primi tre mesi del 2016, rivelano i dati Unhcr, sono arrivati in Grecia 151mila migranti; negli altri nove mesi “appena” 21mila. Confrontando il dato di gennaio 2017 con quello del primo mese dell’anno scorso, notiamo come da 67mila ingressi il numero di chi entra in Grecia si sia ridotto a poco più di mille.migrantigrecia2016Ma la Turchia continua a rappresentare un gigantesco hub di smistamento di migranti e un mercato fondamentale per i trafficanti di uomini. Migliaia, come Amid, prendono la via dell’Anatolia dagli immensi spazi del Pakistan, dell’Afghanistan, dell’Iran. Giunti nella Mezzaluna, in molti si dirigono verso la porzione di Tracia sotto controllo turco: l’ultimo lembo europeo di quello che fu l’impero ottomano.flussigreciaVi si concentrano nella provincia di Edirne, da cui tentano l’attraversamento del confine con la Bulgaria e con la Grecia. Una delle vie più battute è quella che passa per il fiume Evros, che per quasi centocinquanta chilometri segna il confine fra l’Ellade e la Mezzaluna.Qui, con il favore delle tenebre, i trafficanti caricano i loro “clienti” come Amid su gommoni assai precari e li spingono a guadare il corso d’acqua per entrare in Europa di nascosto. Sul finire dell’autunno, la polizia greca ha intercettato una media di quattromila persone che ogni mese tentano la pericolosa traversata: un valore triplo rispetto a quello normalmente rilevato in estate.Il passaggio del fiume può costare la vita. Non sono rari i decessi per ipotermia, in un’area rurale in cui le temperature precipitano fino a -14C°. La polizia greca ha militarizzato tutta la sponda ellenica nelle zone più sensibili e pattuglia quotidianamente la sponda nel tentativo di individuare i trafficanti che percorrono le strade nei pressi del greto del fiume per recuperare i migranti e portarli fino a Alessandropoli o a Salonicco.Una volta entrati in Grecia, i migranti sarebbero costretti a presentarvi richiesta di asilo e quindi a trascorrervi un lungo periodo di attesa per ricevere i documenti. Per questo molti di coloro che entrano clandestinamente nel Paese preferiscono rimanere nell’illegalità e proseguire il viaggio il più in fretta possibile verso il cuore dell’Europa.Ancora una volta, la clandestinità aumenta i rischi. Per altri duemila euro i trafficanti di Salonicco promettono passaggi in macchina fino alla Francia o alla Germania. Molto spesso, quelli che sono pubblicizzati come comodi posti auto si rivelano pochi centimetri nella cella frigorifera di un camion o addirittura un angusto interstizio fra gli assi delle ruote di un treno.E non sono pochi nemmeno quelli che si dirigono verso l’Italia. Fra i migranti che affollano le città della costa ionica circolano “offerte speciali” per i porti italiani. Ancora una volta, stipati sul fondo di un tir imbarcato sui traghetti, oppure sull’ennesimo, eterno, gommone.

Articolo di Giovanni Masini