Garabulli, Khoms, ma anche Sabratah e Zuwara: sono i nomi delle località che in questi ultimi anni sono diventate tristemente rinomate per ospitare alcune delle spiagge da dove, specie dal 2011 in poi, parte il maggior numero di barconi carichi di migranti diretti verso l’Italia. L’estate del 2019 vede in queste cittadine della Tripolitania l’avvicendarsi di numerose organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani. E c’è chi, da queste località, parla di gruppi pronti a tutto in questi mesi estivi pur di spedire nel Mediterraneo sempre più migranti.

Le partenze da Khoms e Garabulli

Buona parte dei salvataggi finiti poi nel mirino giudiziario e politico in questa estate del 2019, fino ad adesso riguardano barconi partiti dalla fascia orientale della costa della Tripolitania. Sia le navi della Ong che quelle della nostra Marina militare, recuperano migranti salpati proprio da Khoms e Garabulli. Anche la tragedia di fine luglio, in cui sono morti in un naufragio più di 100 migranti davanti le coste libiche, ha visto protagonista un barcone partito da questa zona della Libia occidentale. Secondo le ultime informazioni, che in qualche modo vanno ad integrare i dati raccolti con i vari soccorsi di questi mesi estivi, è proprio qui che vi è in qualche modo “l’epicentro” dell’emergenza immigrazione.

Si parte soprattutto da queste due località sopra citate, in quanto è proprio qui che le organizzazioni criminali risultano radicate. Così come raccontato nei mesi scorsi, a Garabulli specialmente si calcola che almeno la metà della popolazione lavori proprio nell’indotto generato dalla presenza di migranti. Dal 2011 in poi da queste parti l’economia risulta collassata, le prospettive per la popolazione sempre meno rosee, per cui anche procurare un barchino di legno per il gruppo criminale che organizza i viaggi della speranza può assicurare un reddito ad un cittadino libico rimasto senza nulla. A Garabulli, come a Khoms: in tanti lavorano in quella che rappresenta oramai l’unica industria del territorio, quella cioè dedita allo sfruttamento dei migranti.

Per di più, come già accennato prima, sembra esserci una vera e propria corsa a mettere in mare il numero più alto di barconi. Questo perché, dopo la diminuzione del 90% del numero delle partenze registrata tra il 2018 ed il 2019, i gruppi criminali vogliono sfruttare la confusione derivante dal conflitto a Tripoli per cercare di recuperare il denaro perduto nei mesi precedenti. Da qui dunque la prospettiva di un mese di agosto altrettanto caldo, sul fronte migratorio, come già i precedenti mesi estivi.

La situazione sul fronte di Sabratha

Si parte anche dalle spiagge ad ovest di Tripoli: il tratto di costa che va dalla capitale fino al confine tunisino, fa ovviamente gola alle organizzazioni criminali. Negli anni scorsi, gli scontri soprattutto intercorsi all’interno delle città di Zuwara e Sabratha sono conseguenza proprio delle lotte tra gruppi che si contendono il controllo delle rotte di migranti che salpano verso l’Italia. Il nostro paese peraltro da qui è più vicino, l’isola di Lampedusa è più facilmente raggiungibile da questo tratto di costa prossimo al confine con la Tunisia. Anche qui, in questa estate 2019, si contano morti e dispersi in mare: il barcone che il 1 luglio scorso affonda in prossimità delle acque tunisine, causando più di 70 vittime, parte proprio da Sabratha.

La guerra che interessa Tripoli in queste località è ancora più lontana, anche se non mancano episodi ad essa connessi quali, tra tutti, il bombardamento ad opera delle forze di Haftar effettuato a Mellitah, non lontano da uno dei più importanti stabilimenti dell’Eni. A Sabratha peraltro si riscontra una situazione di maggiore confusione in merito il controllo del suo territorio: dallo scorso mese di aprile infatti, la città sembrerebbe in mano a milizie vicine all’Lna di Khalifa Haftar. Una circostanza che la differenzia dalle località vicine della Tripolitania e da quelle di Garabulli e Khoms, formalmente in mano al governo di Al Sarraj.

Di certo però, a prescindere da chi controlla questo territorio, non mancano anche lungo la costa ovest della Tripolitania gruppi criminali che, proprio come accade ad est di Tripoli, proveranno in questo mese di agosto a far partire il numero più alto di barconi.