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E adesso anche Angela Merkel esce definitivamente dalla lista dei “leader buoni” sul fronte dell’immigrazione: circa 262 tra associazioni ed Ong  scrivono infatti una lettera alla cancellierain cui si critica aspramente la politica dell’Europa in merito le politiche di accoglienza degli ultimi mesi, accusando implicitamente anche il governo della stessa Merkel di aver cambiato rotta rispetto a qualche anno fa.

I firmatari della lettera

Una missiva quindi, come si può intuire, dove si punta il dito contro le posizioni dell’Europa intera e non solo di singoli Stati. A rivelarne il contenuto è il quotidiano tedesco Die Welt, il quale svela in primo luogo chi sono i firmatari del documento. Si tratta, come detto in precedenza, di un totale di 262 organizzazioni: non solo Ong, ma anche associazioni, sindacati e gruppi impegnati nei soccorsi negli anni passati. Si va da Amnesty International a Medici Senza Frontiere, giusto per citare le Ong più famose. Ma tra chi firma la missiva indirizzata alla Merkel, figurano anche altre sigle ben note negli ultimi anni per le loro attività al centro del Mediterraneo. Come ad esempio la Sea Watch ed Sos Mediterranee, Ong che nei mesi scorsi sono protagoniste di aspri scontri con il governo italiano per via della chiusura dei porti alle navi che accolgono migranti in mare.

Ma al fianco delle Ong figura anche la Caritas, così come l’associazione Pane per il Mondo e la tedesca Pro Asyl. Nell’elenco dei firmatari è possibile vedere poi sindacati tedeschi ed olandesi, alcune associazione benefiche laiche ed ecclesiastiche. Il nome forse più inaspettato è quello della squadra di calcio Fc St. Pauli, impegnata nella seconda serie tedesca e nota per essere la seconda società calcistica di Amburgo.

“Scioccati dalle politiche europee”

I toni usati nella missiva indirizzata alla cancelliera tedesca appaiono molto aspri. Non si evidenzia solo una critica, ma più volte si fa riferimento allo stesso stato d’animo che spinge i firmatari ad aderire all’idea di scrivere alla Merkel: “Siamo sempre più sconvolti di fronte all’attuale politica europea, che punta sempre di più alla chiusura e alla deterrenza – si legge tollerando tranquillamente migliaia di morti”. Ma non solo: i firmatari puntano il dito contro la presunta “criminalizzazione delle organizzazioni civili che cercano di effettuare i salvataggi in mare”. Si lamenta, in particolare, l’azione volta a screditare coloro che si spingono fin quasi verso le coste libiche con le navi. Un riferimento non solo alla politica di Salvini in Italia, ma anche a quella dell’ex beniamino del fronte delle Ong, ossia il premier spagnolo Sanchez. Quest’ultimo, dopo aver inaugurato una massiccia politica di accoglienza, adesso vieta alle navi di uscire dai porti per trasportare gente fatta salire dai barconi.

Fin qui le critiche a cui non sfugge nemmeno la Merkel, che pure nel 2015 viene lodata da molti dei firmatari della lettera per via dell’apertura della Germania all’ondata di migranti risaliti dal medio oriente tramite la cosiddetta “rotta balcanica“. Le 262 associazioni ed Ong che scrivono alla cancelliera tedesca, propongono le loro soluzioni: “I profughi dovrebbero essere suddivisi tra i vari Paesi europei su base solidaristica – si legge nella lettera – alle città e ai comuni si dovrebbe permettere di accogliere volontariamente un numero più altro di migranti, e in “nessun caso” le persone a cui si è dato soccorso debbono essere ricondotte in Libia”.

Un ritorno ad un recente passato in pratica, ecco la “ricetta” dei firmatari. Un canto del cigno forse, visto il diniego oramai di gran parte degli Stati europei all’apertura dei porti ed il sostegno dell’opinione pubblica di molti paesi ad un maggior controllo del fenomeno migratorio. Da capire inoltre come mai, nonostante la critica sia rivolta all’intera Europa, la missiva è inviata esclusivamente alla Merkel. Forse un implicito riconoscimento del ruolo da “leader” della Germania nell’attuale Ue, oppure un estremo tentativo di provare a far breccia in uno degli ultimi governi ritenuto, dai firmatari della lettera, ancora un interlocutore affidabile sul fronte migratorio.

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