La Germania cambia idea sui migranti e offre un assist inaspettato all’Italia. La proposta di Berlino per contenere l’emergenza immigrazione comprende una serie di punti cruciali, tra cui l’abolizione del principio del Paese di primo ingresso, l’introduzione di quote predefinite e obbligatorie per tutti gli Stati membri dell’Ue, la redistribuzione automatica sia dei richiedenti asilo che dei migranti da rimpatriare e responsabilità chiare e precise per contrastare i cosiddetti “movimenti secondari”. La linea è durissima, e mira a superare il regolamento di Dublino, cioè quel regolamento dell’Unione europea che stabilisce i criteri da seguire per esaminare “la domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un Paese terzo o da un apolide”. Una delle criticità di Dublino è la legge che impone al primo Paese di sbarco l’esame delle richieste d’asilo presentate dai migranti. Molti governi, come quello italiano, si sono presto trovati con l’acqua alla gola vista la loro posizione geografica.

La proposta della Germania

Con ogni probabilità la proposta tedesca fungerà da base per le nuove regole del sistema d’asilo che scriverà la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen. La Germania mette nero su bianco il fallimento di “Dublino” e offre due valide motivazioni per superare l’attuale sistema. Prima di tutto l’onere dell’accoglienza, in questo modo, non è distribuito in maniera equa tra i vari Paesi dell’Ue; in seconda battuta non viene arginato il fenomeno dei movimenti secondari, cioè lo spostamento tra un Paese e l’altro dell’Ue. Il nuovo sistema dovrà mettere tutti i membri sullo stesso piano, senza svantaggiare nessuno. Anzi, ciascun governo sarà responsabile di una certa quota, ovvero un numero di richiedenti asilo da accogliere in base a popolazione e pil.

Il funzionamento del nuovo meccanismo

Ma come funziona precisamente il meccanismo che sogna la Germania? Uno Stato prenderà in esame un’eventuale richiesta d’asilo alla frontiera esterna. I migranti dovranno subito essere sottoposti a una prima valutazione, con il supporto dell’Agenzia Ue per l’Asilo. In poche settimane dovranno terminare tutte le procedure burocratiche. Ma nel frattempo, cioè in questo lasso di tempo, i migranti non potranno essere lasciati liberi di spostarsi da una parte all’altra dell’Europa. Potranno infatti essere sottoposti a una limitazione della libertà di movimento. Nel caso in cui una domanda dovesse essere respinta, il migrante verrà rimpatriato con il supporto di Frontex. In caso di semaforo verde e richiesta accettata, l’Agenzia per l’Asilo dovrà decidere in quale Paese trasferire il migrante, considerando le citate “quote eque“. Una volta smaltita anche questa pratica, il Paese scelto sarà responsabile di quel migrante, e dovrà quindi farsi carico della domanda d’asilo ed eventuale rimpatrio. E se, per esempio, un migrante dovesse essere assegnato alla Francia ma decidesse di scappare in Germania? Parigi avrebbe l’obbligo di riprenderlo indietro. L’ultima novità sostanziale riguarda la possibilità per i vari Paesi di accogliere meno migranti regolari in cambio della presa in carico di un numero maggiore di irregolari da rimpatriare. Un altro esempio ci aiuta meglio a capire la situazione: un governo X deve ricevere 100 richiedenti asilo. Ha la possibilità di accoglierne 20, ma dovrà in cambio accettare di rimpatriarne 80 che non abbiano alcun diritto all’asilo.