Sono passati venti giorni da quanto Recep Tayyip Erdogan ha deciso di aprire le frontiere per spingere i rifugiati a riversarsi verso l’Europa, in violazione degli accordi con Bruxelles. E nonostante nelle ultime giornate la situazione sia gradualmente rientrata, il rischio che essa si possa riacutizzare da un momento all’altro è concreto e rappresenta la paura più grande per la Grecia. In questo difficile scenario, le uniche speranze del premier greco Kiriakos Mitsotakis – come riportato dal The Guardian – risiederebbero in un nuovo accordo tra Francia, Germania e Turchia.

Un accordo con la Turchia è l’unica strada (per Atene)

Riuscire a portare a casa un accordo soddisfacente con Ankara sarebbe indispensabile per alleviare la pressione che in questi giorni hanno subito le frontiere della Grecia e le isole dell’Egeo, non in grado di opporre resistenza all’infinito. Nonostante infatti la risposta di Atene abbia ottenuto il sostegno dell’Europa, molteplici sono state anche le critiche rivolte all’eccessivo uso della forza e al dispiegamento di filo spinato per respingere l’avanzata umana verso il territorio ellenico.

Riuscire a ricucire con Ankara significherebbe ottenere tempo prezioso per ridistribuire i migranti già presenti sul territorio greco, alleviare la pressione sulle isole e poter organizzare una nuova linea in caso di ulteriore invasione. Tutte cose che – in presenza di una costante pressione – sarebbero altrimenti difficili da attuare.

Perché Atene non può mediare da sola?

I difficili rapporti che storicamente intercorrono tra Atene ed Ankara rendono impossibile un dialogo diretto tra le due nazioni, con l’Europa che si deve ergere a mediatore e solutore della vicenda. Le difficili questioni legate alle isole dell’Egeo non sono che la punta dell’iceberg di incomprensioni tra Grecia e Turchia: attualmente al punto di una de facto rottura diplomatica, non ufficializzata per la semplice adesione comune al Patto del Nordatlantico. È lo stesso premier greco Mitsotakis a parlare infatti di “problemi geopolitici” alla base delle incomprensioni con la Turchia, del quale i contrasti migratori non sono che una semplice conseguenza.

La Grecia adesso deve concentrarsi sul Covid-19

Nella delicata situazione sanitaria dettata dalla pandemia del Covid-19 che sta affrontando l’Europa, concentrarsi sulla migrazione è l’ultimo degli interessi sia di Bruxelles che di Atene. Ed è proprio questo fattore alla base della riapertura delle trattative che hanno avuto luogo nella giornata di ieri e che si spera possano condurre ad una risoluzione della questione. Tuttavia, anche in questo caso alla base dell’accordo c’è la fiducia riposta nei confronti di Ankara, che già per troppe volte ha ritrattato le proprie posizioni a titolo di ricatto nei confronti dell’Unione europea.

Ad ogni modo, allo stato attuale la Grecia necessita del proprio corpo militare per gestire l’ordine interno al Paese ed il rispetto delle ordinanze di isolamento imposte dalla lotta al Covid-19; non differentemente dal resto dell’Europa. Ogni truppa di istanza al fronte, in questo contesto, è una forza in meno utilizzabile per lo svolgimento della guerra contro la pandemia e che interesserà il Paese nelle prossime settimane.

 

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