Hanno dai 17 ai 21 anni e sono quasi tutti stranieri i protagonisti dei disordini scoppiati nella notte tra sabato e domenica nella Opernplatz di Francoforte, dove centinaia di persone si erano radunate per bere e fare festa evitando gli assembramenti. Poi, attorno alle 3 del mattino, scoppia una rissa che in pochi minuti si trasforma in una vera e propria sassaiola nei confronti delle forze dell’ordine. A scatenare la rabbia è stato il gesto compiuto da alcuni agenti, che si sono avvicinati per soccorrere un ferito. I ragazzi lanciano bottiglie di vetro e gridano “fuck the police” davanti alle telecamere degli smartphone che riprendono la scena. Il risultato è una città messa a ferro e fuoco, con cassonetti ribaltati e vetrine spaccate. Cinque poliziotti finiscono in ospedale.

È un film già visto. Un mese fa a Stoccarda la violenza contro la polizia era esplosa intorno alla mezzanotte per un controllo anti-droga a Schlossplatz, la piazza principale della città. Decine di persone hanno iniziato a colpire gli agenti con pietre e bottiglie per poi prendersela con le vetrine di un grande centro commerciale. Scene simili a quelle che si verificavano dall’altra parte dell’Oceano, quando negli Usa montavano le proteste per i diritti dei neri dopo l’assassinio di George Floyd.

Nella capitale del Baden-Württemberg finiscono in manette almeno 24 persone. Almeno la metà ha origini straniere. “Scene da guerra civile”, così le descrive Sascha Binder, esponente politico locale dell’Spd, mentre Frank Lutz, il capo della polizia di Stoccarda parla di “violenza senza precedenti” contro le forze dell’ordine. “Non ho mai visto una cosa del genere in 46 anni di servizio”, confessa alla Deutsche Welle.

A Francoforte i protagonisti dei disordini applaudono chi colpisce i poliziotti con sassi e bottiglie rotte. “Un comportamento inaccettabile”, commenta il sindaco, Peter Feldmann, che ha chiesto il dispiegamento di un numero maggiore di agenti in città. Il capo della polizia di Francoforte, Gerhard Bereswill, ha fatto sapere che molti dei giovani arrestati, almeno 39 persone, “sono immigrati” che arrivano dai quartieri periferici. “L’aggressività nei confronti della polizia è aumentata”, ha detto il poliziotto.

Sullo sfondo c’è il dibattito politico sul presunto razzismo delle forze dell’ordine che va avanti da settimane in Germania. Secondo il New York Times le proteste andate in scena negli Stati Uniti avrebbero contribuito ad “incoraggiare gli immigrati a ribellarsi contro i fermi random sulla base dell’apparenza o del colore della pelle”. Per il capo della polizia di Francoforte dietro le proteste ci sarebbero diversi fattori. “Quando esagerano con l’alcol si sentono legittimati ad attaccare la polizia”, ha spiegato Bereswill ai giornalisti. Ma, ha aggiunto, anche il dibattito sul presunto razzismo tra gli agenti avrebbe contribuito a scatenare le rivolte. “Tutti questi elementi ce li siamo ritrovati in strada”, ha concluso in un’intervista con l’emittente Hessische Rundfunk.

“La maggior parte di quelli che hanno preso parte ai disordini di Stoccarda e Francoforte hanno origini straniere e sono di fede musulmana, non hanno nessun rispetto del nostro sistema di valori e delle nostre regole”, accusa Damian Lohr, deputato dell’AfD nel parlamento regionale della Renania-Palatinato, e leader della Junge Alternative, movimento giovanile del partito. “Le ragioni dietro questo tipo di proteste – spiega ad Inside Over – sono diverse ma possono essere tutte ricondotte ad una serie di politiche sbagliate: i partiti al governo non sostengono la polizia e la politica delle porte aperte ha consentito a migliaia di persone che non rispettano il nostro Stato di diritto di entrare in Germania”.

Anche per il politico di destra sarebbero state le sommosse scoppiate in America ad ispirare i vandali della Opernplatz. “La maggior parte dei media ha raccontato positivamente quello che stava succedendo negli Usa e il Black Lives Matter ha finito per scatenare un’ondata di violenza di cui si sta approfittando chi vuole manifestare il proprio odio contro la polizia”, commenta Lohr. Secondo l’esponente dell’AfD il dibattito sul razzismo tra gli agenti “indebolisce chi ogni giorno assicura la sicurezza dei cittadini”.

“Non è questo il problema del Paese – conclude – il governo dovrebbe sostenere i poliziotti invece che pugnalarli alle spalle”. La questione divide anche l’esecutivo tedesco. La co-presidente dell’Spd, assieme ad alcuni ministri, nelle scorse settimane aveva chiesto un report sull’utilizzo del “racial profiling” da parte degli agenti per contrastare il “razzismo latente delle nostre forze di polizia”. Per il ministro dell’Interno, Horst Seehofer, però, non ci sarebbe bisogno di condurre alcuno studio. “Non ci sono indicazioni – ha detto – sul fatto che la schedatura razziale all’interno della polizia federale rappresent un problema”.

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