Sorpasso riuscito: l’Italia, per una volta, ha superato la Spagna in una particolare classifica solo che in questo caso non si tratta di graduatorie relative alla crescita economica od alla ripartenza post Covid, bensì il riferimento è all’immigrazione. Nel nostro Paese, a questo punto del mese di luglio dall’inizio dell’anno sono arrivati complessivamente 9.725 migranti, in Spagna invece si è fermi a 9.270. Un sorpasso, anzi per meglio dire un “controsorpasso” rispetto agli anni passati. Fino al 2018 infatti, l’Italia mediamente faceva registrare più ingressi irregolari nel suo territorio rispetto al Paese iberico. Questo perché soprattutto la rotta libica risultava la più trafficata in tutto il Mediterraneo. Poi si è avuta un’inversione di tendenza: a partire dalla seconda metà del 2018, è stata la rotta marocchina del Mediterraneo occidentale a crescere maggiormente e nel 2019 gli ingressi sono quasi raddoppiati mentre, per quanto riguarda il nostro Paese, si assisteva ad una drastica diminuzione degli sbarchi.

Il sorpasso di questo mese di luglio

Già dall’inizio di quest’anno la nuova inversione di tendenza era ben evidente. Nel reportage dello scorso 9 luglio su ilGiornale.it, era possibile scorgere l’andamento: in Spagna, secondo i dati dell’Unhcr aggiornati a giugno, erano approdati dal 1 gennaio 2020 8.453 migranti, a fronte dei 6.943 arrivati in Italia. Le autorità di Madrid dunque contavano più arrivi clandestini rispetto al nostro Paese, ma con una forte contrazione dei dati in relazione al 2019 quando, nei primi sei mesi dell’anno, nella penisola iberica sono sbarcati circa 10.500 migranti. Guardando poi all’intero contesto mediterraneo, analoga situazione si poteva scorgere con le rotte orientali: in Grecia dal primo gennaio 2020 erano arrivati al 30 giugno circa 10.400 migranti, nello stesso periodo del 2019 il numero ha sforato quota 14.000. In poche parole, nei primi sei mesi dell’anno soltanto in Italia il numero degli sbarchi è risultato in aumento, mentre in tutti gli altri Paesi maggiormente coinvolti dal fenomeno migratorio si è registrata una costante diminuzione.

Da qui dunque il prevedibile sorpasso: nonostante dal Marocco si continui ad arrivare in Spagna, sia via mare che via terra tramite le enclavi di Ceuta e Melilla, il dato relativo agli sbarchi oramai ha preso una decisa piega in avanti soprattutto per quel che riguarda il nostro Paese. A pesare è stato soprattutto l’incredibile aumento di approdi che ha riguardato il mese corrente: secondo i dati del ministero dell’Interno, a luglio sono arrivati 4.384 migranti a fronte dei 1.088 dello scorso anno. Ma non solo: questa volta i numeri appaiono in aumento anche su base biennale, visto che nel luglio del 2018 sono stati 3.147 le persone arrivate irregolarmente nel nostro Paese.

La situazione nel Mediterraneo

La rotta libica è quella che in questa fase sta destando le maggiori preoccupazioni. Qui si registra il maggior numero di morti, soprattutto tra le coste della Tripolitania e quelle della Sicilia è ben evidente l’aumento delle partenze dei barconi. Scafisti e trafficanti si sono organizzati nuovamente, riprendendo con il loro macabro business compiuto sulla pelle di migliaia di persone arrivate nei mesi e negli anni scorsi dall’Africa sub sahariana. A luglio specialmente, complice il definitivo miglioramento delle condizioni del mare, ogni giorno sono stati segnalati ed avvistati barconi e gommoni partiti dalla Libia. I porti da cui sono salpati i mezzi destinati al nostro Paese sono quelli di Garabulli, Khoms, ma anche Zuwara, Zawiya e delle località della costa a ridosso del confine tunisino. Stesso discorso per quanto concerne la Tunisia: buona parte dei barchini che autonomamente sono giunti a Lampedusa in questo mese di luglio arrivano da qui, alimentando il numero di migranti che solcano la rotta del Mediterraneo centrale.

Il tratto più frequentato dai migranti continua ad essere quello che riguarda l’Egeo: verso la Grecia dalla Turchia sono salpate, al 24 luglio 2020, 10.705 persone le quali hanno ulteriormente complicato la situazione nei campi profughi delle isole elleniche. Si registra però una contrazione di circa 4.000 unità nel numero dei migranti sbarcati rispetto al 2019. La rotta del Mediterraneo occidentale ha visto la partenza dal Marocco verso la Spagna di poco più di 9.200 persone, anche in questo caso si registra una contrazione nel numero degli sbarchi.

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