La data c’è, ma altre e ben più importanti incognite permangono. Nei giorni scorsi il presidente dell’Algeria, Abdelaziz Bouteflika, firma la legge che fissa ufficialmente la data delle prossime elezioni presidenziali. Il paese viene chiamato alle urne per il prossimo 18 aprile, così come prevede la costituzione che fissa il voto a 90 giorni dalla convocazione da parte del capo dello Stato. Scaduto il suo quarto mandato lo scorso 18 gennaio, è proprio in quella giornata che Bouteflika promulga la legge per le elezioni. Ma adesso è proprio lui la principale incognita: l’attuale presidente correrà per il quinto mandato?
Il dilemma Bouteflika
Al potere dal 1999, la costituzione prevede che Abdelaziz Bouteflika possa correre per un quinto mandato. Ma l’incognita non arriva dalla legge, bensì dalle sue condizioni di salute. Quando nel 2013 viene colpito da un importante ictus, che lo costringe per mesi a delle cure che gli impediscono di esercitare il potere, sembra già quasi impossibile che l’anno successivo Bouteflika concorra per il suo quarto mandato. Eppure, nonostante evidenti difficoltà di natura fisica, il presidente si candida e vince le consultazioni. Al seggio viene accompagnato in sedia rotelle e sembra avere problemi anche nell’inserire la sua scheda nell’urna. Il suo partito, il Fronte di Liberazione Nazionale, non ha ancora evidentemente individuato la strada per la successione a Bouteflika. Non lo ha fatto cinque anni fa e non sembra averlo fatto adesso. Non solo il Fln, ma anche tutto l’entourage che sostiene il presidente.
Bouteflika è punto di congiunzione di diversi equilibri che coinvolgono tanto il suo partito quanto altri settori importanti della società e della politica. Dall’esercito ad una parte della classe imprenditoriale, dai principali leader del settore energetico fino ad una variegata gamma di attori sociali: in tanti si mostrano più propensi alla continuità, con Bouteflika presidente, che ad azzardare un possibile ricambio. Se a dicembre il segretario del Fln, Djamel Ould Abbes, dà per sicura la ricandidatura dell’attuale capo di Stato, in tanti aspettano prima di pronunciarsi ufficialmente in merito. C’è tempo fino a febbraio: sono già 32 le candidature depositate, tra queste non c’è quella di Abdelaziz Bouteflika ma bisogna aspettare ancora qualche settimana per vedere o meno il suo nome tra i candidati.
Annullata la prospettiva di un rinvio
Talmente lontano l’orizzonte del post Bouteflika, che gli altri partiti che sostengono il governo piuttosto che esprimere un’altra candidatura paventano per mesi il rinvio del voto. Addirittura c’è chi chiede una grande assemblea nazionale, un forum aperto all’opposizione ed alla cittadinanza per trovare una piattaforma comune mentre si proroga il mandato dell’attuale leader. Secondo quanto scritto da AgenziaNova, anche la famiglia del presidente sarebbe stata d’accordo con il rinvio del voto. Abderezzak Makri, in particolare, che è leader del Movimento Islamico per la Società della Pace, avrebbe discusso della prospettiva del rinvio con il fratello minore di Bouteflika e quest’ultimo avrebbe espresso parere favorevole.
Ma oramai il dado è tratto: si vota il 18 aprile e la candidatura del capo dello Stato uscente è comunque probabile. Le ultime incognite saranno sciolte soltanto a febbraio.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.



