Altro che accoglienza indiscriminata e porti aperti. La Germania continua a condurre interrogatori sui migranti in Italia e a Malta. Come conferma il ministro dell’Interno tedesco, rispondendo a un’interrogazione presentata dalla Linke, i servizi segreti interni tedeschi, insieme ad alcuni agenti di polizia, continuano a recarsi in Italia e a Malta su ordine di Berlino al fine di interrogare i migranti che sbarcano sulle nostre coste. “L’obiettivo – riporta Agenzia Nova, che cita l’interrogazione del ministro del governo di Angela Merkel –  è valutare la sussistenza di possibili rischi di spionaggio o estremismo nel quadro dell’autorizzazione di sicurezza obbligatoria, prerequisito per l’avvio di una procedura di asilo in Germania”.

Secondo quando riferito dal ministro Horst Seehofer, gli interrogatori si baserebbero sul regolamento di Dublino. Gli agenti della BfV e della polizia tedesca si sarebbero presentati come impiegati del governo tedesco nei nostri centri di accoglienza, “impiegando per ciascun profugo tra le tre e le quatto ore” di interrogatorio “con alcune pause”. Alla BfV è affidato il compito di registrare i dati personali essenziali delle persone per cui risultino preoccupazioni in materia di sicurezza. Secondo la deputata della Linke Gokay Akbulut, tuttavia, l’impiego del BfV all’estero rappresenterebbe un’anomalia.

Allarme per la fuga dei jihadisti dalla Siria

L’iniziativa del governo tedesco conferma i timori per il possibile arrivo sul suolo europeo di jihadisti infiltrati e possibili minacce per la nostra sicurezza nazionale. Come ha riportato Chiara Giannini su Il Giornale, la recente offensiva turca in Siria ha fatto crescere la preoccupazione in Europa, ma soprattutto in Italia, dove fonti vicine all’intelligence fanno sapere che il rischio dell’arrivo di ex miliziani dell’Isis, soprattutto attraverso i canali migratori, si fa sempre più alto. I canali usati da eventuali combattenti in fuga potrebbero essere proprio quelli migratori, transitando dalla Turchia e arrivando fino in Tunisia o Libia, dove potrebbero avvalersi della collaborazione di trafficanti di esseri umani per raggiungere le coste italiane a bordo dei barconi.

Secondo James Jeffrey, inviato del presidente Donald Trump in Siria, sarebbero più di cento i jihadisti tornati a piede libero. Il numero dei prigionieri che sono fuggiti, ha precisato, “è superiore a cento”. Si tratterebbe dei combattenti più pericolosi, quelli rinchiusi nelle prigioni di massima sicurezza. “Non sappiamo dove siano”, ha poi aggiunto dopo essere stato interpellato sul tema.

Il pugno duro di Berlino

La notizia degli interrogatori dei servizi segreti interni tedeschi in Italia arriva proprio quando la Germania annuncia l’ennesima stretta sui migranti che cercano di attraversare il confine. La polizia federale tedesca, nelle scorse settimane, ha ricevuto l’ordine di effettuare più controlli ai confini per fermare i clandestini che vogliono tentare di entrare nel Paese violando le regole sull’immigrazione. Ad annunciare la chiusura delle frontiere è il ministro dell’Interno: “La polizia federale condurrà controlli flessibili a tutte le frontiere tedesche”.

Inoltre, come ha spiegato nelle scorse settimane il quotidiano tedesco Berliner Sonntagsblatt, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (Bfv, ossia i servizi segreti interni tedeschi) respinge sempre più richieste di asilo avanzate dai migranti sbarcati in Italia e a Malta dopo essere stati soccorsi nel Mediterraneo centrale. Come spiega il quotidiano, tra aprile e ottobre scorso, su 323 profughi interrogati dal BfV nei centri di accoglienza in Italia e a Malta, ben 47 casi hanno sollevato problemi di sicurezza che hanno portato alla bocciatura della richiesta di asilo. Se si fa poi un confronto tra marzo 2018 e l’aprile scorso, gli interrogatori sono stati 324, con appena 10 casi in cui sono emerse questioni di sicurezza che hanno condotto al respingimento della domanda di protezione internazionale.