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Sei contrario all’immigrazione di massa? Per gli psicanalisti junghiani sei praticamente un pazzo. Il Centro Italiano di psicologia analitica di Roma (Cipa), ha di recente diffuso un appellosingolare che sta facendo discutere. Nel mirino ci sono le misure del governo “giallo-verde” e, in particolare, quelle adottate dal ministro dell’Interno Matteo Salvini in materia di immigrazione. “Noi soci del Centro Italiano di Psicologia Analitica, nel firmare questo appello, vogliamo esprimere con spirito unitario la nostra profonda preoccupazione per il clima di intolleranza e disumanità che si sta diffondendo nel nostro paese, in particolare dopo l’emanazione del Decreto Sicurezza” affermano.

“Nel condividere appieno le lettere già inviate sulla questione dei migranti dai colleghi della Spo, dell’Apia e dell’Arpa al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella – osservano – vogliamo proporre a tutti i colleghi che lavorano con il disagio mentale di organizzare una manifestazione comune per costituire un movimento d’opinione che sostenga con forza i valori dell’accoglienza e dell’integrazione, proprio come principi cardine della nostra pratica psicoterapeutica, nonché della salute psichica e della vita sociale”.

Non parliamo di un istituto qualunque: l’istituto di Roma, che è una sezione della Scuola di Formazione riconosciuta dal Miur, cura la qualità scientifica e l’organizzazione dei corsi formativi per psicoterapeuti secondo l’indirizzo della dottrina junghiana.

 “Contrastare il clima di intolleranza e disumanità”

I professionisti della psiche, tuttavia, vanno ben oltre e lanciano un appello che sembra il manifesto politico di un qualunque partito progressista e no-border: “Pensiamo che sia necessario”, affermano “che tutti coloro che comprendono il valore dell’accoglienza e dell’integrazione per la tutela della salute psichica, individuale e collettiva, si uniscano per un’azione forte ed efficace nell’organizzazione insieme di iniziative pubbliche di confronto, discussione e testimonianza”.

E se siete tra quelli che si oppongono a un’immigrazione senza freni, o avete da ridire sul fatto che l’Italia – 12% della popolazione europea – abbia accolto l’70% dei migranti via mare verso l’Europa fra il 2014 e il 2017 (Dati Organizzazione Internazionale per le migrazioni di Ginevra, 165 paesi aderenti, Italia co-fondatrice),  allora state creando un clima pericoloso e folle. “Il nostro lavoro quotidiano – si legge nel comunicato – ci porta continuamente a misurarci con angosce, paure, sofferenze che sono anche figlie di un clima culturale spaventoso e spaventante”.

Gli esperti del Cipa parlano dunque di un clima apocalittico, senza fornire uno straccio di dati. “Le conseguenze di questo clima non ricadono soltanto sulle vittime di atteggiamenti razzisti e xenofobi, ma sull’intera nostra società, che rischia di impoverirsi dei valori apportati dal confronto con l’altro e di rifiutare la capacità umana di riconoscere e di avere a che fare con la sofferenza, con il conseguente rischio di generare una società psicopatica, paranoica e autoritaria”.

Azzerare gli sbarchi al fine di bloccare il traffico di essere umani e porre un freno alle morti nel Mediterraneo significa dunque portare la società verso la paranoia e l’autoritarismo?

Gli psicanalisti: “Sì al multiculturalismo”

Che ci sia molto di politico in questa presa di posizione del Cipa – e assai meno di scientifico – lo si evince anche dal fatto che gli psicanalisti citino apertamente il “multiculturalismo” come modello di società. “Collegare il problema della sicurezza con l’immigrazione è sbagliato e pericoloso. Perché riduce a tema di ordine pubblico un fenomeno geopolitico di portata storica, figlio di emarginazione, barbarie umana, economica e sociale” rilevano, ignorando casi eclatanti e terribili come l’efferato omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa e fatta a pezzi il 30 gennaio scorso a Macerata, sulla cui morte stanno trapelando dettagli sempre più inquietanti.

Perché la sicurezza, secondo gli esperti del Cipa, “si costruisce con politiche di accoglienza e integrazione, che valorizzino le singole individualità, che facciano vivere nel tessuto della società il valore dello scambio e del multiculturalismo”. E dove è scritto che l’unica società ideale è quella multiculturale? Sia chiaro, si tratta di una posizione assolutamente legittima, in democrazia. Ma è politica. Null’altro. E anche piuttosto banale.