Cosa c’è dietro la pressione migratoria su Melilla

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A maggio è toccato a Ceuta, adesso invece è la volta di Melilla. Le due enclavi spagnole in territorio marocchino in questa estate 2021 sono tornate ad essere protagoniste nelle rotte migratorie tra Africa ed Europa. Due mesi fa quasi ottomila persone sono riuscite a scavalcare le recinzioni e ad accedere a Ceuta nel giro di poche ore. Da giorni l’attenzione è puntata su Melilla. Soltanto giovedì notte quasi 300 migranti hanno attraversato il confine giungendo a piedi in un centro di accoglienza. Tempistiche e circostanze non certamente casuali.

Cosa sta succedendo a Melilla

La cronaca delle ultime ore parla chiaro. I report provenienti dall’enclave spagnola fanno riferimento a un vero e proprio assalto delle frontiere terrestri con il Marocco. Le autorità locali hanno registrato almeno 230 ingressi irregolari. Sembrerebbe quasi nulla se rapportato ai numeri ben più alti di Lampedusa, dove via mare questa estate sono arrivati anche mille migranti in 24 ore, ma così non è se riferito a Melilla. Qui non c’è il mare, ogni persona che entra in territorio spagnolo deve oltrepassare almeno due barriere alte sei metri. Se più di 200 migranti compiono questo gesto nello stesso momento, tutto assume le dimensioni di un assalto poco gestibile dalla Polizia spagnola.

I dettagli riportati da fonti di stampa locale appaiono emblematici. I migranti, una volta entrati a Melilla, hanno attraversato il quartiere cinese, per poi riversarsi nelle zone più centrali della città. Qui hanno inneggiato al proprio diritto di asilo e, secondo alcune testimonianze, hanno gridato a più riprese anche il termine “vittoria”. Tutti o quasi in autonomia hanno raggiunto il locale centro di permanenza temporanea. I migranti dunque sapevano dove dirigersi. All’interno della struttura adesso dovranno rispettare un periodo di quarantena per via dell’emergenza Covid. Quello di giovedì notte non è stato l’unico tentativo di ingresso dall’altra parte della frontiera. El Mundo ha riportato almeno altri due episodi di questo genere negli ultimi dieci giorni, seppur di minore entità.

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