Il fondamentalismo musulmano oggi rappresenta un rischio maggiore per le autorità tedesche. A dirlo è il rapporto annuale dell’Ufficio statale per la protezione della Costituzione del Brandeburgo. Il motivo? Negli ultimi anni molti “estremisti islamici sono giunti in Germania approfittando della migrazione dei profughi”.

I servizi segreti interni del Land, nel report presentato dal ministro dell’interno regionale Michael Stuebgen, certificano l’aumento dei fondamentalisti nel territorio della regione. Il numero dei musulmani radicalizzati è salito da 180 nel 2018 a 190 nel 2020. Si tratta, per la maggior parte, di stranieri provenienti dalla Cecenia e da altre regioni del Caucaso settentrionale, collegati in più di un caso con i jihadisti dell’Isis.

Alcuni, secondo quanto riferisce l’indagine, avrebbero addirittura combattuto nello Stato Islamico. Sono quelli che provarono a rientrare in Germania dopo la sconfitta militare del Califfato in Siria ed in Iraq. Questi soggetti, alcuni con passaporto teutonico, come riferisce il report dell’intelligence, negli anni hanno cercato di portare avanti le attività dell’Isis anche all’interno dei confini tedeschi.

A rappresentare un pericolo, secondo gli 007 del Land, è anche l’attività dei Fratelli musulmani, il gruppo radicale islamico che cerca di fare proseliti all’interno delle moschee del Brandeburgo. Per ora, tuttavia, i tentativi di attrarre nuovi seguaci “sono falliti”. L’incremento del numero dei radicalizzati, chiarisce il governo regionale, è dovuto anche ad una maggiore conoscenza del fenomeno da parte degli investigatori, che oggi riescono ad individuare più facilmente i soggetti considerati pericolosi.

All’inizio di settembre la polizia federale tedesca, il Bundeskriminalamt, aveva fatto il punto sui crimini commessi da stranieri e richiedenti asilo. Secondo i dati del Bka, citati da Italia Oggi, finora su un totale di otto attentati messi a segno nel Paese, quattro sono imputabili a rifugiati, tre dei quali siriani. È successo spesso, inoltre, in questi anni, che predicatori radicalizzati cercassero di arruolare nuovi seguaci nei campi profughi tedeschi.

Sempre stando alle statistiche del Bka negli ultimi anni è salito anche il numero degli stranieri responsabili di furti e violenze. Ma le vittime spesso sono connazionali degli aggressori e non i tedeschi come predica l’estrema destra. Eppure è anche e soprattutto a seguito degli episodi criminali che hanno visto come protagonisti migranti e richiedenti asilo, che i partiti sovranisti hanno costruito il proprio consenso nel Paese.

Il Brandeburgo è una delle regioni dove questo fenomeno è più evidente. Qui nel 2019 Alternative für Deutschland ha fatto il pieno di consensi, ottenendo il 23,1% alle ultime elezioni e scavalcando di fatto la Cdu. E ora i servizi segreti del Land lanciano l’allarme anche sulla crescita degli ultrà di destra. Nello stesso anno il numero di soggetti schedati come estremisti è salito a 2.765, il massimo storico per la regione. Si tratta soprattutto di ragazzi che si sono uniti alla Junge Alternative, l’organizzazione giovanile dell’AfD, e all’Ala (“der Fluegel”), controversa corrente del partito, guidata dai leader della formazione in Turingia e Brandeburgo, Bjoern Hoecke e Andreas Kalbitz, finita sotto la lente d’ingrandimento dell’Ufficio federale della protezione della Costituzione (BfV).

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