Ne Il Cerchio, romanzo fantascientifico-distopico del 2013 dello scrittore statunitense Dave Eggers (edito in Italia da Feltrinelli), viene narrata l’ascesa di un’azienda tech che crea un social network capace di conquistare il mondo con slogan del tipo «la privacy è un furto» o «i segreti sono bugie». Progressivamente, The Circle riesce a entrare nei gangli del governo e del potere politico, fondendo sorveglianza di massa e potere sotto la bandiera della «democrazia trasparente» e della «libertà». Pura fantasia? Mica tanto. Negli Stati Uniti, infatti, secondo quanto riportato dalla rivista Foreign Policy, il Dipartimento di Stato di Marco Rubio ha avviato un programma che prevede la collaborazione di aziende come Palantir Technologies – fondata nel 2003 da Peter Thiel, Alex Karp e specializzata in piattaforme di integrazione, analisi e AI su grandi quantità di dati – e Anduril – che sviluppa sistemi autonomi (droni, missili, sottomarini, torri di sorveglianza, aerei da combattimento non pilotati) e la piattaforma software Lattice, basata su AI – le quali fornirebbero la propria« esperienza» in materia di «libertà di espressione digitale» al Dipartimento.
Il programma
Il progetto, chiamato Freedom Tech Excellence Program (FTEP) e lanciato alla fine di luglio, prevede che i dipendenti del settore privato svolgano incarichi a tempo determinato presso il Dipartimento di Stato in ambiti quali la «tutela della libertà di espressione nell’era digitale», il «contrasto alla sorveglianza digitale illegale e alle truffe online», le «tecnologie per la tutela della privacy», la «governance responsabile delle tecnologie emergenti» e «la protezione dei minori e degli altri utenti online», come conferma un comunicato stampa diffuso per dare notizia della curiosa e controversa iniziativa.
«I partecipanti del settore privato – si legge ancora nel comunicato stampa – acquisiscono conoscenze di prima mano sulla politica estera e lo sviluppo, contribuendo al contempo le loro competenze specializzate in aree nuove ed emergenti in cui il Dipartimento potrebbe non disporre di sufficienti expertise interne». Va precisato che i «partecipanti rimangono dipendenti delle loro organizzazioni di appartenenza per tutta la durata dell’incarico – mantenendo i rapporti di lavoro esistenti mentre lavorano su sfide diplomatiche ad alto rischio e concrete del mondo reale a fianco di alti funzionari del Dipartimento».
Tra le aziende che partecipano al progetto, oltre alle già menzionate Palantir e Anduril, partecipano anche la Victims of Communism Memorial Foundation e il Bitcoin Policy Institute.
Il ruolo controverso di Palantir e Anduril
Entrambe le società sono al centro di critiche e di polemiche. Palantir, attraverso la piattaforma Gotham, sta costruendo una rete di sorveglianza di massa integrando e collegando dati frammentati di agenzie governative in un sistema unificato. Come ha sottolineato il giornalista e Premio Pulitzer Glenn Greenwald, definendo Palantir il nuovo «Deep State» trumpiano: «Personalmente, preferirei che, nella misura in cui il governo raccoglie dati sui cittadini americani, questi rimangano frammentati e isolati, quindi indeboliti». Invece, un ordine esecutivo dello scorso anno garantisce che «i dipendenti federali non incontrino più ostacoli nell’accesso ai dati governativi», affidando a Palantir un controllo senza precedenti. Anche il New York Times ha sottolineato la portata di questa trasformazione. Dal 2008, Palantir collabora con il governo statunitense, e dall’insediamento di Trump l’azienda ha ricevuto oltre 113 milioni di dollari in contratti governativi, escluso un recente contratto da 795 milioni di dollari con il Dipartimento della Difesa (DoD).
Quanto ad Anduril, l’azienda fondata nel 2017 da Palmer Luckey , fondatore di Oculus VR e creatore di Oculus Rift, insieme agli ex dirigenti di Palantir Trae Stephens, Matt Grimm, Brian Schimpf e all’ingegnere di Oculus Joe Chen, la sua attività principale di Anduril consiste nello sviluppo di sistemi di sorveglianza basati sull’intelligenza artificiale e di armi autonome progettate per identificare, tracciare e, in alcuni casi, neutralizzare i bersagli. L’American Civil Liberties Union (ACLU), il Migrants’ Rights Network del Regno Unito e altri gruppi che si battono per i diritti civili hanno criticato la tecnologia di sorveglianza dell’azienda, sostenendo che essa amplia la sorveglianza governativa in maniera tale da minacciare seriamente la privacy e le libertà civili delle persone. In effetti, c’è da chiedersi: quale contributo alla «libertà» possono dare due aziende di questo tipo?
«Non è chiaro perché questi partner iniziali del settore privato abbiano alcuna competenza in materia di libertà di espressione», spiega alla rivista Foreign Policy Chris Painter, ex funzionario di cybersecurity presso l’Fbi, il Dipartimento di Stato e la Casa Bianca. «Quando si vuole parlare di questioni relative alla libertà di espressione, esistono una miriade di organizzazioni della società civile che se ne occupano». «Che l’amministrazione Trump recluti dalle stesse aziende che sono sotto esame per le loro pratiche di sorveglianza: trovo l’intera faccenda totalmente sconcertante», aggiunge Steve Feldstein, senior fellow presso la Carnegie Endowment for International Peace.
Fonti:
Sam Skove and Rishi Iyengar, “State Department to Partner With Palantir, Anduril on Free Speech Initiative,” Foreign Policy, August 20, 2026, https://foreignpolicy.com/2026/08/20/state-department-freedom-tech-excellence-program-ftep-anduril-palantir-speech/.
U.S. Department of State, “Current Partnerships,” Global Partnerships Unit, accessed August 21, 2026, https://www.state.gov/current-partnerships-global-partnerships-unit.
Nicole M. Bennett, “When the Government Can See Everything: How One Company – Palantir – Is Mapping the Nation’s Data,” The Conversation, 27 agosto 2025, https://theconversation.com/when-the-government-can-see-everything-how-one-company-palantir-is-mapping-the-nations-data-263178.