Si chiama RiseApp ed è l’ultimo tassello della imponente macchina di propaganda che Israele ha messo in piedi, in questi ultimi anni, al fine di influenzare l’opinione pubblica mondiale, a partire da quella americana. Di cosa si tratta? Nei fatti, di un’operazione di “troll farming” gestita da ex ufficiali dell’intelligence israeliana. L’applicazione, spiega la rivista Usa the American Conservative, presentata come un’iniziativa della Reichman University (ex IDC Herzliya), è in realtà la reincarnazione di Act.IL, la piattaforma di “hasbara” digitale lanciata nel 2017 dal Ministero degli Affari Strategici israeliano – all’epoca diretto da Gilad Erdan – in collaborazione con l’Israeli-American Council (IAC), organizzazione no-profit i cui maggiori finanziatori sono stati Sheldon (scomparso nel 2021) e Miriam Adelson, oltre a Beny Alagem, Leo David, David Wiener e vari imprenditori della comunità israelo-americana. Organizzazione che, negli anni, ha ospitato esponenti democratici come Chuck Schumer, Nancy Pelosi, Debbie Wasserman Schultz e repubblicani, come l’ex vicepresidenrte Mike Pence, Donald Trump (che ha parlato a un summit), Paul Ryan, Mitch McConnell.
Che cos’è RiseApp
Ma entriamo nel merito di questo progetto. Secondo quanto riportato sul sito ufficiale, RiseApp mobilita un database di oltre 40.000 attivisti pro-Israele con l’obiettivo dichiarato di contrastare ciò che definisce “antisemitismo” e “disinformazione”. Ma a destare preoccupazione sono le reali funzionalità della piattaforma e i suoi inquietanti precedenti. La piattaforma si presenta come uno strumento di advocacy proattiva che fornisce «risposte verificate da esperti» da utilizzare nei dibattiti sui social media. Ma il suo duplice scopo, ammesso dalla stessa università, è anche quello di «identificare narrazioni avversarie emergenti» e «allertare organizzazioni partner» per sviluppare «risposte mirate» – un linguaggio tecnico per descrivere un sistema di sorveglianza del dissenso.

«Nel periodo successivo al 7 ottobre – si legge sul sito web – la comunità ebraica affronta sfide senza precedenti, con un panorama digitale sovrasaturo che porta a un sovraccarico di informazioni. Molti si sentono sopraffatti, disimpegnati e disconnessi. Le persone desiderano avere un impatto positivo, ma faticano a trovare contenuti di alta qualità personalmente rilevanti ed eventi comunitari. RiseApp, sviluppata all’interno della Reichman University, riconosce che per risolvere questo problema è necessario un’unica piattaforma pensata specificamente per riconnettere e coinvolgere le comunità in tutto il mondo».
Le funzioni dell’app
Tra le funzionalità di RiseApp, troviamo «Contenuti guidati da esperti che affrontano questioni critiche e domande urgenti della comunità ebraica». In buona sostanza, l’interfaccia presentata dalla Reichman University rivela schede come «The Useful Idiots» (gli utili idioti) e «Genocide Claims» (accuse di genocidio). Quest’ultima sembra studiata per fornire agli utenti argomentazioni pronte da opporre all’accusa di genocidio a Gaza documentata da varie organizzazioni internazionali e numerosi esperti di diritto internazionale.
A gettare luce sulle reali radici dell’operazione sono le dichiarazioni del passato, nota sempre the American Conservative. Nel 2018, Yarden Ben-Yosef, direttore di Act.IL, rivelò a Forbes Israel: «Lavoriamo con il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero degli Affari Strategici, ci consultiamo con loro e gestiamo progetti congiunti». L’anno precedente, in un’intervista a The Forward, era stato ancora più esplicito riguardo ai rapporti con i servizi di spionaggio: «Parliamo tra noi. Lavoriamo insieme». Act.IL faceva parte di un’operazione più ampia denominata Concert, orchestrata dal Ministero degli Affari Strategici israeliano. La direttrice generale del ministero Sima Vaknin-Gil spiegò nel 2016: «L’ambiguità è parte delle nostre linee guida”, rivelando l’esistenza di «un’unità di intelligence civile che raccoglie, analizza e agisce» contro i nemici di Israele, utilizzando dati provenienti da «campus universitari, sindacati e chiese».
Il rilancio di Act.IL con RiseApp arriva in un momento cruciale. La Knesset israeliana ha recentemente approvato il più grande budget della sua storia per le operazioni di propaganda estera (hasbara), quintuplicando i fondi fino a raggiungere i 730 milioni di dollari dal 2025. Questo aumento esponenziale riflette un dato allarmante per Tel Aviv: i sondaggi, negli Stati Uniti, mostrano un calo del sostegno a Israele in entrambi gli schieramenti, una tendenza che il governo israeliano percepisce correttamente come una minaccia esistenziale ai finanziamenti incondizionati e alla protezione diplomatica da cui dipende.
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