Nell’era della comunicazione istantanea e della condivisione globale di informazioni, il linguaggio che utilizziamo per esprimere le nostre opinioni e pensieri possiede un impatto significativo all’interno delle relazioni politiche, interpersonali e professionali.
Il linguaggio polarizzato, caratterizzato da espressioni estreme o giudizi assoluti, che sostanzialmente contraddistingue l’era attuale, sia nei media che nella politica reale, crea barriere comunicative e accentua conflitti.
E penso che tutto questo sia voluto, premeditato e forse utile in chiave elettorale.
Infatti, un linguaggio di altro tipo, equilibrato e non polarizzato, faciliterebbe la comprensione reciproca e favorirebbe un’atmosfera più armoniosa. Ci troveremmo di fronte ad una comunicazione che promuoverebbe il dialogo costruttivo, in grado di sviluppare un maggiore equilibrio rispetto a situazioni complesse e spesso difficili.
Invece, ascoltiamo dichiarazioni e leggiamo testimonianze di individui che esprimono giudizi estremi, termini assoluti e dichiarazioni divisive. E i termini utilizzati sono “sempre”, “mai”, “tutti” o “nessuno”, mentre un linguaggio non polarizzato si basa, invece, su una scelta accurata delle parole e su un tono che riflette apertura, curiosità e neutralità. È questo ultimo tipo di comunicazione che promuove la chiarezza e riduce la possibilità di malintesi, proprio perché si concentra sui fatti, emozioni e riflessioni proposte con equilibrio e prudenza
Esistono molti esempi che potremmo fare per esprimere l’utilità di un linguaggio equilibrato, e ne proponiamo alcuni:
- L’utilizzazione di dichiarazioni in prima persona (“Io sento”, “Io penso”) riducono la percezione di attacco e favoriscono un clima di confronto aperto. Dire “Io credo che lei non mi abbia ascoltato” è meno accusatorio rispetto a “Lei non mi ascolta mai”.
- Le affermazioni assolute oppure le generalizzazioni, come “Tutti fanno così” o “nessuno capisce il mio punto di vista” possono essere sostituite con espressioni più moderate, come “molte persone fanno così”, o “a volte mi sembra difficile comunicare il mio punto di vista”.
- Nel linguaggio parlato, specialmente quando si discute di argomenti controversi (come nei talk show), mantenere un tono pacato e non provocatorio aiuta a creare un clima di rispetto reciproco.
In conclusione, anche se potremmo fare ulteriori esempi, l’utilizzazione di un linguaggio non polarizzato è una competenza comunicativa che trasforma radicalmente il modo in cui interagiamo con gli altri, sia sul lavoro che nella vita privata.
Promuove la comprensione reciproca, riduce i conflitti e favorisce la collaborazione.
In un mondo sempre più interconnesso e complesso, come si sta manifestando anche a livello geopolitico, voler e saper comunicare in modo equilibrato non è solo un’abilità utile, ma una necessità politica che costruisce relazioni personali e internazionali sane.
Adottare un linguaggio non polarizzato non significa evitare il confronto o il disaccordo, ma approcciare le conversazioni con un atteggiamento di rispetto e apertura, che valorizzi la diversità di pensiero e favorisca soluzioni condivise e sostenibili.

