Il caso di Hartmut Ebbing, ex deputato della Fdp (Partito Liberal-democratico) al Bundestag e storico sostenitore di Israele, continua a dividere l’opinione pubblica tedesca. Ebbing, che ha ricoperto a lungo il ruolo di tesoriere della Deutsch-Israelische Gesellschaft (Dig)– la principale organizzazione pro-israeliana e pro-sionista in Germania – è stato condannato per reati gravissimi legati ad abusi sessuali su minori. Al centro delle critiche c’è la decisione del tribunale di svolgere parti del procedimento a porte chiuse, accogliendo la richiesta dell’imputato che temeva danni alla sua attività pro-Israele.
Lo scandalo dell’udienza a porte chiuse per non danneggiare i rapporti con Tel Aviv
Secondo quanto riportato dai media tedeschi, tra cui la Berliner Zeitung, Ebbing aveva argomentato che un’udienza pubblica avrebbe potuto nuocere al suo incarico all’interno della Dig e al lavoro dell’associazione per i rapporti tra Germania e Israele. Il tribunale ha accolto questa motivazione, escludendo il pubblico dal processo e scatenando accuse di trattamento preferenziale per un ex politico di alto profilo.
i fatti contestati
Ebbing è stato colto in possesso di video di abusi sessuali su minori. Già nel 2025 il tribunale di Tiergarten (Berlino) lo aveva condannato per possesso e distribuzione di materiale pedopornografico a 10 mesi di reclusione con sospensione condizionale. Quella sentenza è diventata definitiva nel marzo 2025.Nel marzo 2026 il Landgericht di Braunschweig lo ha condannato per il più grave capo d’accusa: l’abuso sessuale del figlio piccolo della sua compagna, un bambino di sette anni all’epoca dei fatti (2021).
La pena inflitta è stata di due anni e dieci mesi di reclusione effettiva, senza sospensione condizionale della pena. La condanna precedente è stata inclusa nel computo complessivo. Ebbing ha sempre respinto le accuse di abuso sul minore, mentre la co-imputata – una insegnante di 51 anni – ha ammesso alcuni atti e lo ha coinvolto nelle sue dichiarazioni. L’uomo si è dimesso dalla carica di tesoriere della Dig solo dopo che le nuove accuse di Braunschweig sono diventate di dominio pubblico, motivando inizialmente le dimissioni con «ragioni personali e di salute».
Le polemiche sulla trasparenza
La decisione di tenere il processo (o parti di esso) non pubblico ha acceso un duro dibattito. La Berliner Zeitung, citando un’inchiesta della Zeit, riporta che giuristi e politici dell’opposizione si interrogano se l’attività di lobby di Ebbing abbia influenzato la conduzione del procedimento. WikiLeaks ha denunciato su X che un tribunale tedesco avrebbe evitato un’udienza pubblica principale per tutelare l’immagine della DIG.
In Germania l’esclusione del pubblico è prevista dal codice di procedura penale nei processi per reati sessuali, spesso per tutelare le vittime minori. Tuttavia, molti osservatori ritengono che in questo caso la motivazione legata alla «protezione del lavoro pro-Israele» abbia introdotto un elemento di privilegio ingiustificato, rischiando di minare la fiducia dei cittadini nello Stato di diritto. La Dig si è distanziata nettamente dalle azioni contestate a Ebbing, definendole «assurde e disumane» e contrarie ai valori che l’associazione rappresenta. Ma il dibattito sull’attività di lobbying dell’associazione, anche in un Paese marcatamente pro-Israele come la Germania, rimane.
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