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Media e Potere

“Obama tentò di incastrare Trump con il Russiagate”: i documenti inchiodano l’ex presidente

Barack Obama risulta centrale nell'orchestrare l'inchiesta Russiagate, un'indagine fabbricata per accusare la campagna di Trump del 2016 di collusione con la Russia, smentita successivamente da indagini e dalla CIA. Documenti declassificati, pubblicati da Tulsi Gabbard, indicano che Obama ordinò un Intelligence Community Assessment (ICA) manipolato per danneggiare Trump, ignorando rapporti che minimizzavano l'interferenza russa. Una riunione cruciale il 9 dicembre 2016, guidata da Obama con alti funzionari, portò a un nuovo ICA basato sul dossier Steele non verificato, con fughe di notizie immediate a media come il New York Times. Email rivelano scetticismo iniziale di FBI e ODNI sulla capacità russa di influenzare le elezioni, ribaltato sotto la pressione della Casa Bianca per sostenere le conclusioni dell’ICA. Le rivelazioni, supportate da giornalisti come Matt Taibbi e Paul Sperry, suggeriscono un esfuerzo coordinato dell'amministrazione Obama per creare e mantenere la narrazione del Russiagate.

Dossier / Media e Potere

Epstein fece minacciare agenti dell’Fbi che indagavano su di lui

Intimidazioni agli agenti FBI: Epstein assunse investigatori privati per seguire, intimidire e sorvegliare agenti FBI che indagavano sulle sue accuse di traffico sessuale. Tattiche invasive: Gli investigatori privati usavano pedinamenti, raccolta di rifiuti e indagini personali per screditare gli agenti. Impatto sugli agenti: Un agente si trasferì in una comunità recintata per sfuggire alle molestie. Ostruzione alla giustizia: Nel 2007, prove di ostruzione raccolte dalla procuratrice Maria Villafana furono ignorate nell'accordo di patteggiamento. Frustrazione interna: Gli agenti FBI espressero frustrazione per il blocco delle indagini da parte dei vertici, con accuse "spazzate sotto il tappeto".

Jeffrey Epstein
Dossier / Media e Potere

Jeffrey Epstein: i misteri irrisolti dietro i video di sorveglianza e la morte in carcere

Anomalie nei filmati: Un’inchiesta di Wired ha rivelato che i filmati del DOJ, presentati come grezzi, sono stati modificati con Adobe Premiere Pro, mostrando un taglio sospetto di un minuto e metadati dubbi. Modifiche sospette: Il video, composto da due clip MP4 e salvato più volte, è stato ritenuto potenzialmente inammissibile in tribunale da esperti forensi come Hany Farid. Contesto della morte: Epstein, arrestato per traffico di minori, fu trovato morto il 10 agosto 2019 dopo un presunto tentativo di suicidio tre settimane prima; la sorveglianza speciale fu revocata pochi giorni prima della morte. Incongruenze autopsia: Il patologo Michael Baden ha evidenziato lesioni più tipiche di uno strangolamento che di un suicidio, criticando la gestione della scena del decesso. Malfunzionamento telecamere: Molte telecamere del carcere erano fuori uso, con filmati inutilizzabili o distrutti per errore, e solo due erano operative senza riprendere direttamente la cella di Epstein.

Dossier / Media e Potere

Jeffrey Epstein, il Mossad e le accuse di Tucker Carlson: cosa c’è di vero

Tucker Carlson ha suggerito che Epstein lavorasse per il Mossad, orchestrando un'operazione di ricatto, durante un evento di Turning Point USA. L'ipotesi è supportata da testimonianze come quella di Ari Ben-Menashe e da libri investigativi, ma manca di prove ufficiali. Documenti del DOJ e dell'FBI classificano la morte di Epstein come suicidio, alimentando sospetti di insabbiamento. Glenn Greenwald ha messo in luce i misteriosi finanziamenti di Epstein, collegandoli a figure come Les Wexner e Robert Maxwell. Legami con Peter Thiel e Palantir aggiungono complessità, suggerendo influenze che potrebbero ostacolare indagini approfondite.

Media e Potere

Cosa c’è (davvero) dietro l’indagine francese contro X ed Elon Musk

Indagine penale su X: La sezione di cybercriminalità del tribunale di Parigi ha aperto un’inchiesta il 9 luglio contro X e i suoi dirigenti, accusati di manipolare l’algoritmo per favorire ingerenze straniere e compromettere il dibattito democratico in Francia. Segnalazioni all’origine: L’indagine nasce da denunce del deputato Éric Bothorel e di un funzionario pubblico, che criticano i cambiamenti dell’algoritmo di X, accusandolo di promuovere contenuti divisivi e di ridurre la trasparenza e la diversità delle opinioni. Caso Grok e antisemitismo: Un’ulteriore indagine riguarda la rimozione di post antisemiti del chatbot Grok di xAI, che includevano riferimenti a “MechaHitler” e stereotipi sul controllo ebraico di Hollywood. Contesto europeo e DSA: L’inchiesta si inserisce nella strategia dell’UE di regolamentare le big tech tramite il Digital Services Act, con accuse di censura e controllo eccessivo, come evidenziato dalle multe a Meta e Apple e dalle critiche al “Brussels Effect”. Tensioni transatlantiche: Negli USA, la Commissione Giustizia della Camera accusa l’UE di usare il DSA per limitare la libertà di parola, anche per i cittadini americani, spingendo le piattaforme a censurare contenuti legali per evitare sanzioni.

Russiagate
Media e Potere

Dopo 9 anni la CIA ammette: l’inchiesta del Russiagate era stata manipolata

Il rapporto della CIA, commissionato da John Ratcliffe, critica l'Intelligence Community Assessment (ICA) del 2017, che accusava Putin di voler favorire Trump, per manipolazioni e debolezze procedurali. John Brennan, ex capo della CIA, selezionò un ristretto gruppo di analisti, escludendo 13 agenzie di intelligence e includendo il dossier Steele nonostante le obiezioni. Il dossier Steele, commissionato da entità legate a Hillary Clinton, conteneva informazioni non verificate, come ammesso dallo stesso Steele nel 2019. La conclusione che Putin "aspirasse" a favorire Trump si basava su un unico rapporto privo di conferme, con l'NSA che esprimeva solo "moderata fiducia" e dubbi sulla preferenza russa per Trump. John Brennan e James Comey sono sotto indagine penale per possibili irregolarità legate al Russiagate, incluse false dichiarazioni al Congresso.

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