Tra il 2017 e il 2019 ha scelto di puntare fortissimo sull’Asia. Ha quindi iniziato a sfornare una serie di film e serie televisive “a tema”, sfruttando il lato esotico di un continente ricco di soft power e perfetto per attirare nuovi clienti. Mai strategia fu migliore. Netflix ha infatti capito, meglio e prima dei rivali, che l’intera regione asiatica rappresenta una “gallina dalle uova d’oro”. I risultati, non a caso, hanno fin da subito premiato la scelta del colosso di Los Gatos visto che, nel triennio citato, gli abbonati dell’area Asia-Pacifico sono aumentati a dismisura (+148%) così come i ricavi (+153%). Adesso che l’effetto sorpresa sta svanendo, che tutti hanno scoperto i K-Drama – le serie televisive sudcoreane – che hanno divorato le puntate di serie come Clash Landing on You, Itaewon Class, Vincenzo, Avvocata Woo e Squid Games, Netflix sta cercando di capire come comportarsi. L’obiettivo è chiaro: scommettere ancora sull’Asia. Sia per produrre nuovi contenuti che per attirare clienti, così da trainare verso l’alto i conti dell’azienda.
Netflix-Asia: il “matrimonio” continua
Considerando che in gran parte dell’Occidente i suoi abbonati stanno calando, Netflix sta espandendo il raggio d’azione in Oriente. Uno dei mercati attenzionati dall’azienda statunitense coincide con quello del Giappone, dove non a caso proporrà alcune tra le categorie televisive più apprezzate nel Paese: reality, dating show e varietà. Questa è però solo una parte della storia, e forse nemmeno la più importante. La grande ambizione di Netflix, infatti, fa rima con la necessità di replicare il successo della citata Squid Games, la serie più vista sulla piattaforma.

Come fare a replicare un successo del genere? Netflix ha scelto di aumentare gli investimenti nella programmazione di contenuti originali nel Sud-Est asiatico, nello specifico in Thailandia, Indonesia e Filippine, e di affidarsi alla giovane fascia demografica della regione. Ci sono già le prime “fiammate” da non sottovalutare. Una serie di fantascienza indonesiana del regista Joko Anwar, intitolata Nightmares and Daydreams, è andata in onda a giugno ed è subito arrivata nella top 10 statunitense di Netflix. Hanno riscosso un discreto successo anche il thriller thailandese Hunger e un’altra serie indonesiana, Cigarette Girls (dopo non poche polemiche).
Il prossimo successo mondiale
Netflix sta poi producendo Abadi Nan Jaya, la prima serie horror zombie pensata per il pubblico mondiale. Dovrebbe veder luce nel 2025 e potrebbe avere le carte in regola per riscuotere un discreto successo.
O almeno questo spera la società statunitense, alle prese con la diversificazione del suo catalogo e con l’imperativo di mantenere alta l’attenzione degli abbonati occidentali, saturi dei soliti contenuti e affamati di novità.
Annotatevi, in ogni caso, il citato Hunger, che ha raggiunto la vetta della top 10 globale dei film (non in inglese) di Netflix, e il drama Master of the House, prima serie thailandese a raggiungere, lo scorso luglio, il primo posto nella stessa classifica. Il film, sempre indonesiano, The Shadow Strays è stato invece proiettato al Toronto International Film Festival e andrà in onda su Netflix nelle prossime settimane.
Le mosse di Netflix nel Sud-Est asiatico, tra l’altro, vanno in direzione opposta rispetto a quelle intraprese dai suoi rivali dello streaming come Disney+ e Prime Video, che hanno entrambi smesso di realizzare contenuti originali nella regione. I principali sfidanti della società statunitense in loco rimangono quindi Viu, con sede a Hong Kong, e Vidio, in Indonesia: avversari temibili ma non imbattibili per un player del calibro di Netflix.

