“Nessun attacco russo imminente”: bellicisti smentiti da Nato, intelligence estone e Finlandia

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L’isteria mediatica su un imminente attacco russo a un Paese Nato ha raggiunto livelli parossistici in Europa. Dopo il drone di Lipsia – del quale, curiosamente, non si parla più – sui media del Vecchio Continente non si fa altro che discutere di un conflitto ormai «inevitabile» con la Federazione Russa e di una escalation ormai prossima della guerra in Ucraina che potrebbe coinvolgere alcuni Paesi della Nato e far scattare l’articolo 5. Quasi che i nostri guerrafondai da salotto, zelanti adulatori dell’establishment, non vedessero l’ora di misurarsi con l’orso russo: il sogno bagnato di una vita.

“Guerrafondai” smentiti dall’Estonia

A smentire questo coro bellicista, da destra a sinistra passando per il centro, ci pensa il rapporto annuale del Servizio di intelligence estera estone (EFIS) riportato su su X dal giornalista Thomas Fazi. L’Estonia, va ricordato, non è un Paese qualunque su questo fronte: confina direttamente con la Federazione Russa ed è tra gli Stati membri della Nato più esposti a un’eventuale escalation. Se qualcuno avesse interesse, eventualmente, a gonfiare la «minaccia russa», sarebbe proprio Tallinn. Va ricordato, infatti, che l’Estonia sostiene l’Ucraina con un impegno decisamente importante rispetto alle sue piccole dimensioni e alle sue possibilità: invia armi e munizioni, addestra militari ucraini, finanzia aiuti civili e ricostruzione, accoglie sfollati e fa pressioni in tutte le sedi per approvare sanzioni sempre più dure nei confronti di Mosca. Dall’invasione russa del 2022, l’Estonia dichiara circa 810 milioni di euro di assistenza militare diretta – circa 820 milioni includendo logistica e costi collegati – e ha formato approssimativamente 1.500 soldati ucraini.

Ma a dispetto di tutto ciò, la valutazione di Kaupo Rosin, direttore generale dell’EFIS e datata 10 febbraio di quest’anno, va in direzione opposta rispetto alla narrazione bellicista dominante. Don’t Panic. «Secondo la valutazione del Servizio di intelligence estera estone – scrive di suo pugno nel rapporto – la Russia non ha intenzione di attaccare militarmente l’Estonia o qualsiasi altro Stato membro della Nato nel prossimo anno. È probabile che giungeremo a una valutazione analoga anche l’anno successivo, perché l’Estonia e l’Europa hanno compiuto passi che costringono il Cremlino a calcolare con grande attenzione che cosa, se qualcosa, possa rischiare di tentare. Anche se oggi tale intenzione non esiste, il nostro compito è assicurarci che resti così domani e in futuro».

Anche la Nato conferma la valutazione di Tallinn

Il “bello” – si fa per dire – è che anche la Nato stessa smentisce l’allarmismo dei bellicisti nostrani. Secondo quanto riportato da Politico (non esattamente Russia Today), gli alleati dell’Alleanza Atlantica «non sono stati formalmente informati di alcuna nuova intelligence relativa a un imminente attacco russo», e l’Alleanza non ha modificato la propria valutazione della minaccia. Un funzionario Nato ha dichiarato a nome dell’organizzazione: «Al momento non vediamo una minaccia imminente di attacco», aggiungendo però che «non possiamo essere ingenui o compiacenti».

Una notizia che ha del clamoroso, ma che va scovata tra le righe di un articolo intriso di allarmismo – non a caso intitolato I leader europei preparano l’opinione pubblica a una “minaccia intensificata” da parte di Putin. Secondo lo stesso articolo, i principali funzionari europei «sono sempre più allarmati dalla possibilità che la Russia organizzi attacchi con droni o missili contro Paesi della Nato», mentre Mosca «intensifica la sua campagna ibrida in tutto il continente». Una retorica che evidentemente stride con la valutazione ufficiale dell’Alleanza Atlantica e basata perlopiù sulle dichiarazioni del solito Donald Tusk, il quale ha avvertito che Mosca potrebbe «inviare droni o missili nel territorio dei Paesi Nato» che sostengono l’Ucraina «nei prossimi mesi». Delle due, l’una: o Tusk mente spudoratamente per ragioni che noi non conosciamo – o forse sì – oppure la Nato sottovaluta platealmente la possibilità di un attacco russo. In ogni caso, abbiamo un problema.

La Finlandia sulla stessa linea: no allarmismo

Sulla stessa linea si è peraltro posizionato il presidente finlandese Alexander Stubb, che ha respinto pubblicamente la retorica allarmistica delle ultime settimane. Intervistato a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, Stubb è stato netto: «Non vediamo evidenze di questo. Nella nostra intelligence vediamo che c’è attività ma nessuna minaccia militare imminente in questo momento». Il presidente finlandese ha aggiunto che non è «nell’interesse della Russia né nella sua capacità» condurre un’offensiva su larga scala.

Fonti:

Estonian Foreign Intelligence Service, International Security and Estonia 2026 (Tallinn: Estonian Foreign Intelligence Service, 2026), https://valisluureamet.ee/doc/raport/2026-en.pdf.

Victor Jack, Laura Kayali e Sonja Rijnen, “European Leaders Prepare Public for ‘Intensified Threat’ from Putin,” POLITICO, 18 settembre 2026, https://www.politico.eu/article/russia-vladimir-putin-nato-drone-attacks-europe-leaders-warning/.

Hans von der Burchard, “Finland’s Stubb Warns Europe Not to ‘Overreact’ to Russian Threats and Sabotage,” POLITICO, 21 settembre 2026, https://www.politico.eu/article/finland-alexander-stubb-warns-europe-overreaction-russia-threats-sabotage/.