Un altro morto nel caso di Jeffrey Epstein, il finanziere-pedofilo deceduto a sua volta nel carcere di Manhattan nell’agosto 2019 per un misterioso e presunto suicidio. È morto Simon Andriesz, l’ex banchiere e whistleblower britannico che aveva portato alla luce presunti rapporti d’affari non dichiarati tra l’attuale segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, e il finanziere. A dare per primo la notizia, come riportato da The Banker, è stato Andy Agathangelou, fondatore di Transparency Task Force, che aveva ospitato in passato eventi sul tema della protezione dei whistleblower ai quali Andriesz aveva presenziato.
«Con grande tristezza comunichiamo che Simon Andriesz, un prezioso membro della nostra comunità, è scomparso la scorsa settimana», ha dichiarato Agathangelou, senza specificare le circostanze del decesso. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche si tratterebbe di un presunto suicidio.
Chi era Andriesz
Ma chi era davvero Simon Andriesz e perché è un personaggio tutt’altro che secondario nell’affaire Epstein? Con oltre 35 anni di carriera nei mercati finanziari, Andriesz è stato managing director di BGC, società di brokeraggio che fa parte del gruppo Cantor Fitzgerald, di cui Lutnick era amministratore delegato prima di entrare nell’amministrazione Trump. Sulla sua scomparsa è intervenuto anche il deputato repubblicano Thomas Massie, il più attivo sul dossier Epstein insieme al collega dem Ro Khanna. Massie ha ricordato che Andriesz aveva rintracciato email del 2018 che collegavano Lutnick all’investimento di Epstein in Adfin e le aveva consegnate alla commissione di Vigilanza della Camera (House Oversight).
«Simon Andriesz, il banchiere britannico che ha scoperto email del 2018 che collegano Howard Lutnick all’investimento Adfin di Jeffrey Epstein e le ha consegnate alla House Oversight, è morto a 57 anni. La BBC ha riportato le sue scoperte. Lutnick ha in seguito ammesso di aver visitato l’isola, ma non i rapporti d’affari» ha ricordato Massie su X.
Come Andriesz trovò le email sul suo ex capo
La ricostruzione del coinvolgimento del banchiere nel caso Epstein più dettagliata è quella dell’inchiesta della Bbc, pubblicata il 14 luglio 2026 a firma di Andy Verity, Rob Byrne e Ben Milne e legata alla puntata di File on 4 Investigates intitolata The Epstein Files: Lutnick, the Royals and the British Whistleblower. Secondo la Bbc, Andriesz scoprì per caso il proprio nome nei file Epstein, il vasto archivio di documenti rilasciato dal Dipartimento di Giustizia Usa: comparivano infatti le interviste che aveva dato all’Fbi tra il 2020 e il 2021, mentre era in causa con l’ex datore di lavoro. In quelle carte sosteneva che Lutnick avesse legami d’affari non dichiarati con Epstein, ma l’Fbi decise di non indagare.
Convinto che nei 3,5 milioni di pagine degli Epstein files ci fosse di più, Andriesz ragionò sulle abitudini dei dirigenti di Cantor Fitzgerald, che nelle email preferivano le sigle ai nomi completi. Cercò quindi «HWL», le iniziali di Howard William Lutnick, e trovò uno scambio del 2018 in cui Epstein chiedeva direttamente a quell’indirizzo quali fossero le prospettive di Adfin, società di pubblicità digitale nella quale avevano investito sia lui sia Cantor Fitzgerald. La risposta, riportata dalla Bbc, era che l’azienda stava finalmente producendo ricavi e che i successivi dodici mesi sarebbero stati decisivi.
I rapporti tra il ministro di Trump ed Epstein
Andriesz consegnò il materiale ai membri della commissione House Oversight prima dell’audizione a porte chiuse di Lutnick, a maggio. Davanti alla commissione, secondo la Bbc, il segretario al Commercio affermò di aver saputo solo quest’anno che Epstein era tra gli investitori di Adfin. I deputati democratici lo hanno accusato di aver mentito e tutti e 21 hanno firmato una lettera per chiederne le dimissioni. Il Dipartimento del Commercio ha parlato di «distrazione partigiana» e di assenza di prove di irregolarità. Lutnick non è stato accusato di alcun illecito in relazione a Epstein.
Ma non finisce qui perché dagli stessi documenti emerse anche un progetto datato 2013: una società del gruppo Lutnick avrebbe prestato un milione di sterline a un’azienda controllata dall’allora principe Andrea, vincolandola a lavorare in esclusiva con Cantor Fitzgerald e sfruttando i suoi contatti con grandi patrimoni e istituzioni sovrane. Com’è noto, il Principe Andrea, terzogenito e secondo figlio maschio della regina Elisabetta II del Regno Unito e del principe Filippo, oggi caduto in disgrazia, è una delle più celebri personalità a livello mondiale che frequentò Epstein negli anni. È stato arrestato lo scorso febbraio con l’accusa di cattiva condotta in carica pubblica, un reato grave che in Regno Unito può portare fino all’ergastolo.
Ma i rapporti tra Epstein e il Segretario al Commercio dell’amministrazione Trump non si limitano agli affari. Lo scorso febbraio, davanti a una commissione del Senato, Lutnick ha ammesso di essere stato sull’isola di proprietà del finanziere, Little Saint James: «Ho pranzato con lui mentre ero su una barca durante una vacanza di famiglia. C’erano mia moglie, i miei quattro figli e le tate. Per un’ora». Sulla vicenda Lutnick ha dichiarato di condannare «senza equivoci» la condotta attribuita a Epstein e a chiunque abbia partecipato alle sue attività illegali, aggiungendo che le sopravvissute «meritano rispetto e sostegno».
La misteriosa scomparsa di Andriesz riaccende il dibattito sul caso Epstein, che continua a intrecciarsi con figure di primo piano della politica e dell’economia mondiale.
Fonti:
Chris Newlands, “Whistleblower Who Flagged Lutnick’s Links to Epstein Dies,” The Banker, 2 ottobre 2026, https://www.thebanker.com/content/02286d53-0338-42ef-996d-5f7712b9f133.
Andy Verity, Rob Byrne e Ben Milne, “How US Commerce Secretary’s Epstein Links Were Uncovered by British Whistleblower,” BBC News, 14 luglio 2026, https://www.bbc.com/news/articles/c9q28dlyxrzo.
Le Monde with AFP, “US Commerce Chief Admits to Epstein Island Visit but Denies Closer Ties,” Le Monde, February 10, 2026, https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/02/10/us-commerce-chief-admits-to-epstein-island-lunch-but-denies-closer-ties_6750361_4.html.
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