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Media e Potere

La nuova CBS di Ellison e Weiss: media partner di Netanyahu che può scegliersi l’intervistatore

Cbs: sotto l'egida della giornalista pro-Israele Bari Weiss, Netanyahu ha potuto scegliersi l'intervistatore.

La “nuova Cbs” degli Ellison, guidata dalla giornalista pro-Israele Bari Weiss, ha permesso al premier Benjamin Netanyahu un grande privilegio che la dice lunga sulla direzione della testata: scegliersi l’intervistatore. Secondo quanto appreso dal New York Post, Bibi ha accettato di concedere la sua prima grande intervista a una rete televisiva statunitense dall’inizio della guerra con l’Iran solo dopo una «negoziazione» con il nuovo capo della Cbs News, Bari Weiss, che ha di fatto escluso la corrispondente storica di 60 Minutes Lesley Stahl.

L’intervista, andata in onda domenica scorsa, è stata condotta da Major Garrett, capo corrispondente da Washington per Cbs News, figura esterna al team abituale del programma di punta della rete. Una fonte ha rivelato al Post che Weiss, che ha personalmente organizzato l’incontro, ha concesso al premier israeliano una scelta secca: parlare con Stahl oppure con Garrett. Netanyahu ha scelto quest’ultimo.

La decisione arriva dopo mesi di tentativi da parte di Stahl, 84 anni, di assicurarsi l’intervista. Secondo la newsletter Status, la giornalista, che collabora con “60 Minutes” dal 1991, aveva «instancabilmente» cercato di convincere l’entourage di Netanyahu, senza ottenere alcun riscontro. Fonti vicine alla situazione hanno spiegato che la scelta di dare potere di veto a Netanyahu è stata un «tentativo disperato» di Weiss per assicurarsi l’esclusiva per la rete. «Bari ha fatto quello che doveva fare per ottenere l’intervista», ha confidato un insider al Post. «Lo staff di Bibi ha scelto Major invece di Lesley».

Ma è evidente che a convincere Netanyahu ad affidarsi alla Cbs per parlare al pubblico americano, è stato il recente cambio di proprietà: Cbs, infatti, fa parte di Paramount Global (precedentemente ViacomCBS), che è stata acquisita da Skydance Media nel 2025 attraverso una fusione completata ad agosto 2025. Il leader di Skydance è David Ellison, figlio del fondatore di Oracle, Larry Ellison.

Com’è noto, la famiglia Ellison è profondamente legata al governo israeliano. Nel 2017, infatti, Larry Ellison ha donato 16,6 milioni di dollari a Friends of the Israel Defense Forces (FIDF), la cifra singola più alta nella storia dell’organizzazione all’epoca e ha finanziato strutture per i soldati dell’Idf (Forze di Difesa Israeliane).

Cbs al centro della tempesta

Come vi abbiamo raccontato nelle scorse settimane, all centro della tempesta c’è l’arrivo della nuova caporedattrice Bari Weiss e il licenziamento dei giornalisti non allineati con la linea editoriale ora marcatamente filo-israeliana e in linea con l’agenda politica dell’editore. L’ultimo atto di quella che il giornalista Premio Pulitzer Glenn Greenwald definisce la creazione di un vero e proprio Israel State Media, arriva da Londra, e ha il sapore amaro di una resa dei conti interna.

Secondo quanto riportato dal New York Postla Cbs ha esonerato la capa dell’ufficio di LondraClaire Day, una giornalista con quasi 25 anni di carriera nel network, in seguito a scontri con la nuova direttrice editoriale Bari Weiss sulla copertura delle guerre a Gaza e in Iran. Day, che secondo fonti interne aveva spinto per una copertura più equilibrata, non avrebbe superato un «indefinito test di purezza» imposto dalla nuova dirigenza. Come riporta Yahoo News citando la newsletter Status, la Weiss, autodefinitasi una «fanatica sionista», riteneva che la Day fosse «eccessivamente favorevole alla parte palestinese» e che l’ufficio di Londra fosse quindi «fazioso contro Israele».

Oggi, dunque, Cbs News è a tutti gli effetti un media partner (semi)ufficiale del governo Netanyahu. Quanto accaduto a Lesley Stahl e Claire Day invia un messaggio inequivocabile agli altri giornalisti del network: la professionalità e il rigore non sono più parametri di valutazione; ciò che conta è l’allineamento alla linea editoriale imposta dall’alto.

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