Gravi accuse contro Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum (Wef), e la moglie Hilde. Secondo quanto riportato dal quotidiano svizzero SonntagsZeitung e dal Berliner Zeitung, i coniugi Schwab sotto finiti sotto indagine a seguito a una lettera di alcuni whistleblower resa pubblica dal Wall Street Journal lo scorso aprile. I capi d’accusa riguardano presunte irregolarità finanziarie, manipolazioni di rapporti ufficiali e comportamenti inappropriati verso i dipendenti.
Le accuse contro Klaus Schwab
Secondo la SonntagsZeitung, il “Re di Davos” Schwab avrebbe “manipolato” il Global Competitiveness Report, una pubblicazione annuale del Wef (ora sospesa) che classificava i Paesi in base alla loro competitività economica. Le indagini preliminari suggeriscono che Schwab abbia manipolato i dati per favorire determinati paesi, in particolare del Medio Oriente, Nord Africa e India, per motivi diplomatici o per evitare conseguenze politiche. In un caso specifico, avrebbe consigliato di non pubblicare un rapporto sfavorevole su richiesta di un rappresentante governativo. Inoltre, Schwab è accusato di aver inviato e-mail inappropriate a dipendenti più giovani.
Anche Hilde Schwab, moglie del fondatore, è sotto indagine. Secondo il Wall Street Journal, avrebbe addebitato al Wef spese di viaggio per circa 900.000 franchi svizzeri, nonostante non ricoprisse alcun ruolo ufficiale all’interno dell’organizzazione. Inoltre, Hilde avrebbe supervisionato la ristrutturazione di Villa Mundi, una lussuosa proprietà vicino al Lago di Ginevra acquistata dal Wef per circa 30 milioni di dollari e ristrutturata per ulteriori 20 milioni. La lettera dei whistleblower sostiene che un intero piano della villa fosse riservato esclusivamente all’uso personale della coppia Schwab.
Secondo il Wall Street Journal, l’indagine ha rivelato anche un clima lavorativo tossico all’interno del Wef, con accuse di discriminazioni razziali e di genere. Inoltre, il figlio di Schwab, Olivier, è stato costretto a dimettersi dopo che un’indagine condotta dall’ex procuratore generale Usa Eric Holder ha evidenziato sue responsabilità nel gestire casi di molestie sessuali. Le tensioni tra Schwab e il suo vice, Børge Brende, hanno ulteriormente complicato la situazione, culminando con l’uscita di scena del fondatore. Schwab ha difeso il suo operato in una dichiarazione, sottolineando il suo impegno di 55 anni per il “bene pubblico” e negando ogni accusa.
La risposta del Wef e le dimissioni di Schwab
A seguito dell’inchiesta del Wall Street Journal, il Wef ha confermato l’esistenza della lettera dei whistleblower e ha annunciato l’avvio di un’indagine interna indipendente, sottolineando che le accuse non sono ancora state provate. Klaus Schwab ha negato con veemenza tutte le imputazioni, presentando una denuncia penale contro gli autori anonimi della lettera.
Tuttavia, le pressioni crescenti lo hanno spinto a dimettersi dalla presidenza del Wef, ruolo che ricopriva da oltre cinquant’anni. Al suo posto, è stato nominato come presidente ad interim Peter Brabeck-Letmathe, ex amministratore delegato di Nestlé.
Fondato nel 1971 da Schwab, il World Economic Forum è noto per il suo incontro annuale a Davos, che riunisce leader politici, economici e celebrità. L’organizzazione genera circa 500 milioni di dollari all’anno, in gran parte attraverso le quote versate dai partner aziendali.
L’organizzazione, con sede a Davos, Svizzera, riunisce regolarmente i leader più influenti del mondo aziendale e politico, fungendo da piattaforma per accordi, networking e definizione di agende globali. Sebbene sulla carta il Wef sia una no-profit di medie dimensioni, il suo impatto è stato enorme, rendendo Schwab una figura centrale tanto per i sostenitori quanto per i critici del cosiddetto “globalismo”.
Per i suoi ammiratori, Schwab è il padre di una filosofia che promuove soluzioni globali per problemi globali. Per i critici, invece, rappresenta un’ideologia antidemocratica che mira a un governo mondiale attraverso mezzi controversi. La pubblicazione del suo libro The Great Reset durante i lockdown per il Covid ha ulteriormente alimentato il dibattito su un personaggio tanto enigmatico quanto controverso.
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