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La morte di Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di abusi sessuali e traffico internazionale di minorenni, avvenuta il 10 agosto 2019 al Metropolitan Correctional Center (MCC) di New York, continua a suscitare interrogativi. Un’inchiesta di Wired ha recentemente messo in luce anomalie nei filmati di sorveglianza rilasciati dal Dipartimento di Giustizia statunitense (DOJ), alimentando ulteriormente i sospetti su un caso già controverso.

Quest’ultimo, infatti, ha pubblicato circa 11 ore di filmati descritti come “full raw” (grezzi), registrati da una telecamera posizionata vicino alla cella di Epstein la notte prima della sua morte, con l’intento di smentire le presunte teorie cospirative che mettono in dubbio il suicidio (ossia la versione ufficiale). Tuttavia, l’analisi condotta da Wired insieme a due esperti forensi indipendenti, tra cui Hany Farid, professore alla UC Berkeley specializzato in analisi di media digitali, ha rivelato che il video non è un’esportazione diretta dal sistema di sorveglianza del carcere.

Il filmato “modificato” dal Dipartimento di Giustizia

I metadati indicano che il filmato è stato modificato, probabilmente con Adobe Premiere Pro, e composto da almeno due clip MP4 distinte (2025-05-22 21-12-48.mp4 e 2025-05-22 16-35-21.mp4). Il file è stato salvato più volte nell’arco di 23 minuti il 23 maggio 2025 da un account Windows denominato “MJCOLE~1”. Farid ha sottolineato che tali modifiche sollevano seri dubbi sul file, rendendolo potenzialmente inammissibile in tribunale.

“Se un avvocato mi portasse questo file, direi: ‘Torna alla fonte, fallo correttamente'”, ha dichiarato. Inoltre, il video presenta un sospetto “taglio” di circa un minuto, tra le 23:58:58 e le 00:00:00 del 9 agosto 2019. Come mai? Sebbene le modifiche potrebbero essere dovute a necessità tecniche, come la conversione in formato MP4, né il Doj né l’Fbi hanno fornito chiarimenti.

Il contesto della morte di Epstein

Epstein fu arrestato il 6 luglio 2019 e trovato morto il 10 agosto 2019, alle 6:30 circa, nella sua cella al MCC, dichiarato deceduto poco dopo. Secondo il referto ufficiale, si sarebbe suicidato impiccandosi con un lenzuolo legato al letto a castello. Tuttavia, solo tre settimane prima, il 23 luglio, era stato trovato privo di sensi con lesioni al collo; un episodio che il finanziere attribuì a un’aggressione da parte del compagno di cella, mentre il carcere parlò di un tentativo di suicidio. Come riportato dal New York Times, nonostante il programma di prevenzione dei suicidi, Epstein fu posto sotto sorveglianza speciale solo fino al 29 luglio, quando la misura fu revocata. Dodici giorni dopo, fu trovato morto.

L’autopsia, resa pubblica il 16 agosto 2019, confermò il suicidio, secondo Barbara Sampson, medico legale di New York. Gli avvocati di Epstein, però, contestarono questa conclusione, chiedendo l’accesso ai filmati di sorveglianza. L’Attorney General William Barr denunciò “gravi irregolarità” nel carcere, avviando indagini dell’Fbi e del Doj.

Le incongruenze dell’autopsia e i sospetti di omicidio

A gettare ulteriore ombra sul caso è il patologo forense Michael Baden, che, intervistato da Fox & Friends e Miami Herald, evidenziò lesioni insolite sul corpo di Epstein, come fratture multiple alla cartilagine tiroidea e all’osso ioide, più comuni nello strangolamento che nell’impiccagione suicida. Baden criticò la rimozione troppo rapida del corpo dalla cella, che avrebbe compromesso le prove, e l’assenza di foto della scena del decesso.

Successivamente, la trasmissione 60 Minutes riportò che altri patologi sottolinearono l’importanza di conoscere la posizione del corpo per chiarire l’autopsia, che ha rivelato anche contusioni ai polsi, un’abrasione sull’avambraccio e un’emorragia muscolare nella spalla. Epstein, secondo il Daily Mail, aveva confidato alle guardie di temere per la sua vita, sostenendo che qualcuno volesse ucciderlo. Tuttavia, una fonte interna al carcere lo descrisse come di buon umore, senza segnali di intenzioni suicide.

La decisione di rimuovere la sorveglianza speciale, definita “scioccante” dall’ex guardia carceraria Cameron Lindsay alla Bbc, appare ancora più inspiegabile considerando il presunto tentativo di suicidio precedente.

Il malfunzionamento delle telecamere

Un altro elemento controverso è il malfunzionamento delle telecamere di sorveglianza. Secondo il Washington Post, almeno una telecamera fuori dalla cella di Epstein produceva filmati “inutilizzabili”. La Bbc osservò che i video sarebbero stati “distrutti per errore”, con i filmati di backup salvati dalla cella sbagliata. Un rapporto del 2023 dell’Ufficio dell’Ispettore Generale del DOJ ha rivelato che circa metà delle 150 telecamere del MCC erano fuori uso dal 29 luglio 2019, e solo due erano operative la notte della morte di Epstein, nessuna delle quali riprendeva direttamente la sua cella.

Il rapporto del Doj spiegò che nessuno entrò nell’area della cella di Epstein tra le 20:00 del 9 agosto e le 6:30 del 10 agosto, ma la lacuna di un minuto nei filmati e le modifiche rilevate da Wired alimentano ulteriori dubbi, più che certezze, su una morte che, ancora oggi, desta sospetti e perplessità.

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