James Comey: il burattinaio del Russiagate rischia il carcere per un post

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Anche se a molti il nome di James Comey non dirà nulla, si tratta di una figura che ha segnato la storia recente degli Stati Uniti. Ex direttore dell’Fbi (2013-2017), è stato il principale artefice del Russiagate, la vasta inchiesta volta a dimostrare una presunta collusione tra la campagna di Donald Trump del 2016 e la Russia. Un’indagine che, tuttavia, si è conclusa con un nulla di fatto, come confermato dal rapporto finale di Robert Mueller. Ora Comey è tornato a far discutere, con un gesto che rischia di costargli caro.

Newsweek riferisce che Tulsi Gabbard, direttrice dell’Intelligence Nazionale, ha chiesto che l’ex direttore del Bureau venga incriminato per aver postato su Instagram una foto di conchiglie disposte a formare il numero “8647”. Per i conservatori, quel “86” è un messaggio in codice che richiama l’idea di “eliminare” qualcuno, un attacco diretto a Trump, 47° Presidente degli Stati Uniti d’America.

Messaggio in codice o provocazione?

Parlando a Fox News, Gabbard ha dichiarato senza mezzi termini: “Sono preoccupata per la vita del Presidente. Dopo due attentati, un personaggio influente come Comey, osannato dai media, dovrebbe essere ritenuto responsabile e incarcerato per questo”. Il riferimento è agli attentati contro Trump durante la campagna elettorale : la sparatoria a Butler, Pennsylvania, dove è stato ferito a un orecchio, e il tentativo di agguato al suo campo da golf in Florida. Comey ha rimosso il post, dicendo di non sapere che “quei numeri potessero evocare violenza”, ma la giustificazione non ha convinto i repubblicani.

L’uomo dello “Stato profondo” che odia Trump

Perché James Comey è finito nel mirino dei supporter del Presidente Usa? Perché da direttore dell’Fbi ha supportato l’apertura dell’inchiesta sul Russiagate dando credito al controverso dossier ricco di fake news e accuse non verificate redatto dall’ex spia britannica Christopher Steele. Tale dossier fu commissionato dalla società di ricerca politica Fusion Gps, che a sua volta era stata incaricata da due clienti principali in fasi diverse. Inizialmente, durante le primarie repubblicane del 2015-2016, il lavoro di Fusion Gps fu finanziato da un donatore repubblicano anonimo, contrario alla candidatura di Trump, attraverso il sito neocon The Washington Free Beacon.

Successivamente, quando Trump divenne il candidato repubblicano, il progetto passò nelle mani del Comitato Nazionale Democratico (Dnc) e della campagna presidenziale di Hillary Clinton, che finanziarono il dossier tramite lo studio legale Perkins Coie. Fusion Gps ingaggiò poi Christopher Steele, ex agente dell’MI6, per raccogliere informazioni sui presunti legami tra Trump e la Russia. Secondo il giornalista investigativo Glenn Greenwald, lo studio legale Perkins Coie, è un attore importante nella politica del Partito Democratico. Uno dei suoi partner all’epoca del presunto crimine, Marc Elias, è diventato una star dei social media liberal dopo essere stato consigliere generale della campagna di Clinton 2016.

Le ombre sulla collusione russa

Le ombre sul Russiagate si fanno ancora più cupe grazie a documenti resi pubblici di recente, citati da Public. L’ammiraglio Mike Rogers, ex direttore dell’Nsa, ha rivelato in un’intervista all’Fbi del 2017 di essere stato tenuto all’oscuro da Comey sull’indagine, scoprendo solo in seguito che riguardava il team di Trump. Rogers ha anche detto di essersi volutamente distanziato da informazioni come la chiamata tra Mike Flynn e l’ambasciatore russo Kislyak, usata per giustificare l’espulsione di Flynn, sottolineando la gestione opaca del Bureau da parte di Comey, evidentemente troppo politicizzato. Ora però quest’ultima provocazione, se di provocazione si tratta, potrebbe costargli caro.

Fin dall’inizio, su InsideOver abbiamo svelato che il Russiagate era una bufala, mentre i grandi media sostenevano il contrario. Con cuore, esperienza e onestà intellettuale, raccontiamo un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, abbiamo bisogno di te: delle tue idee, dei tuoi suggerimenti e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!