Era il confronto che nessuno si aspettava. Da una parte Zanny Minton Beddoes, editor-in-chief dell’Economist, rivista che da decenni si autoproclama (e viene presentata) come il faro indiscusso del giornalismo autorevole: analisi fredde, dati, distacco britannico. Dall’altra Tucker Carlson, il conservatore “populista” del Maga, l’uomo che ha lasciato Fox News per parlare direttamente alla gente senza filtri. Risultato? La giornalista ne è uscita letteralmente a pezzi.Il video del confronto, diventato virale su, è una lezione di giornalismo vera.
Tutto parte da una domanda apparentemente banale: «Tu critichi il governo israeliano. Credi nel diritto di Israele a esistere? Ti considereresti sionista, in quella definizione stretta?». Minton Beddoes la pone con il tono di chi sta recitando un mantra consolidato da decenni. Carlson, invece, non si limita a rispondere sì o no. Si ferma. La guarda. E ribatte, mettendo in crisi una narrazione pre-confezionata: «Cosa significa “diritto a esistere”?». Silenzio. La direttrice prova a spiegare: «L’esistenza dello Stato politico di Israele». Ma Tucker non molla: «Ma ha un diritto? Cosa vuol dire esattamente?». Carlson poi affonda: «Pensavo che Gaza avesse un “diritto a esistere”. Eppure ho notato che quando si inizia ad assegnare diritti, solo un Paese li ottiene».
Ma non finisce lì. Il momento francamente più imbarazzante per la giornalista dell’Economist arriva quando Carlson chiede: «Cosa pensi di quello che è successo a Gaza?». La risposta Beddoes è sconcertante benché incarni perfettamente un certo modo di pensare dei media mainstream: «All’inizio la guerra a Gaza è stata una risposta perfettamente ragionevole al 7 ottobre». Poi aggiunge che è stata «un disastro per il futuro di Israele». Non per i civili palestinesi, non per i morti, non per le città rase al suolo. Un disastro per Israele. Come se il genocidio di oltre 100 mila gazawi fosse secondario o un aspetto marginale.
In tutto questo, ha qualcosa di surreale – e persino paradossale – che sia proprio Tucker Carlson, l’uomo che da anni viene dipinto come fazioso, populista e “complottista” dai guardiani del giornalismo mainstream, a porre le domande elementari che l’Economist e i suoi colleghi non si sono mai sognati di fare. E alle quali non sanno rispondere.
Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!