Il presunto “suicidio” di Jeffrey Epstein: ora spunta una “figura arancione”

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Nuove ombre sulla morte di Jeffrey Epstein, avvenuta il 10 agosto 2019 al Metropolitan Correctional Center (MCC) di New York. Ufficialmente dichiarata suicidio, la vicenda presenta una serie di anomalie e incongruenze che ora emergono grazie a un’inchiesta della Cbs, che mostrerebbe una figura arancione non identificata, ripresa nel video di sorveglianza vicino alla cella del defunto pedofilo Jeffrey Epstein la sera prima della sua morte

Ma andiamo con ordine. Epstein, finanziere accusato di traffico internazionale di minorenni e abusi sessuali, fu trovato morto nella sua cella alle 6:30 del 10 agosto 2019, dopo essere stato arrestato il 6 luglio dello stesso anno. Secondo il referto ufficiale, si sarebbe impiccato con un lenzuolo legato al letto a castello.

Tuttavia, il caso è stato fin da subito avvolto da sospetti, soprattutto a causa delle circostanze che lo hanno preceduto: un presunto tentativo di suicidio il 23 luglio, seguito dalla rimozione della sorveglianza speciale il 29 luglio, nonostante il protocollo carcerario lo considerasse a rischio. Inoltre, il suo compagno di cella era stato trasferito il giorno prima della morte, lasciandolo solo, in violazione delle procedure.

Nuovi dubbi sulla morte di Epstein

L’autopsia, condotta da Barbara Sampson, confermò il suicidio, ma il patologo forense Michael Baden, intervistato da Fox & Friends e Miami Herald, rilevò fratture insolite (cartilagine tiroidea e osso ioide) più comuni nello strangolamento che nell’impiccagione suicida. Baden criticò anche la rimozione prematura del corpo dalla cella, che avrebbe compromesso le prove, e l’assenza di foto della scena.

Altri dettagli, come contusioni ai polsi e un’emorragia muscolare, riportati da 60 Minutes, hanno ulteriormente alimentato i sospetti di omicidio. Epstein stesso, secondo il Daily Mail, aveva confidato alle guardie di temere per la sua vita.

Le ombre sui filmati

Il Dipartimento di Giustizia e l’Fbi hanno rilasciato un filmato di quasi 11 ore, descritto come “grezzo”, registrato nella Special Housing Unit (SHU) dove Epstein era detenuto. Sebbene le autorità abbiano confermato la versione ufficiale del “sucidio”, il video, come spiega Cbs, mostra una serie di incongruenze. Il filmato, che inizia alle 19:40 del 9 agosto 2019, mostra Epstein scendere una scala accompagnato da un agente dopo una chiamata non monitorata. Tuttavia, la scala che conduce alla sua cella è quasi interamente fuori dal campo visivo della telecamera, rendendo impossibile confermare se Epstein sia effettivamente tornato nella sua cella o abbia lasciato la SHU. Le dichiarazioni ufficiali, che affermano che chiunque entrasse nel blocco di Epstein sarebbe stato ripreso, sono quindi contraddette dall’assenza di una visuale chiara.

La figura arancione

Alle 22:40, una forma arancione è visibile mentre sale le scale verso il blocco di Epstein. Il rapporto del DOJ identifica questa forma come un agente, Tova Noel, che trasporta biancheria. Tuttavia, esperti forensi come Conor McCourt, ex sergente della NYPD, sostengono che potrebbe trattarsi di una persona in una tuta carceraria arancione. L’ambiguità di questa immagine mette in discussione l’interpretazione ufficiale.

Il minuto mancante

Un’anomalia significativa è il salto temporale di un minuto poco prima di mezzanotte, non menzionato nel rapporto del DOJ. Durante questo lasso di tempo, un addetto ai materiali avrebbe terminato il turno. L’Attorney General Pam Bondi ha attribuito il salto a un presunto “reset notturno” del sistema, ma una fonte governativa ha smentito questa spiegazione, confermando che l’FBI possiede copie integrali del video senza “tagli”.

Come già riportato da InsideOver, i metadati indicano che il filmato è stato modificato, probabilmente con Adobe Premiere Pro, e composto da almeno due clip MP4 distinte (2025-05-22 21-12-48.mp4 e 2025-05-22 16-35-21.mp4). Il file è stato salvato più volte nell’arco di 23 minuti il 23 maggio 2025 da un account Windows denominato “MJCOLE~1”. Farid ha sottolineato che tali modifiche sollevano seri dubbi sul file, rendendolo potenzialmente inammissibile in tribunale.

“Se un avvocato mi portasse questo file, direi: ‘Torna alla fonte, fallo correttamente’”, ha dichiarato. Inoltre, il video presenta un sospetto “taglio” di circa un minuto, tra le 23:58:58 e le 00:00:00 del 9 agosto 2019.

Le incongruenze nel video, unite al malfunzionamento delle telecamere, alla rimozione della sorveglianza speciale e alle anomalie dell’autopsia, continuano a alimentare sospetti. Sebbene l’FBI abbia chiuso il caso, basandosi in parte sul video, le lacune nelle prove non fanno che rafforzare le domande senza risposta: Epstein si è davvero suicidato, o c’è qualcosa che le autorità non hanno rivelato? La verità, per ora, rimane avvolta nell’ombra.

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