Dopo anni di narrazioni che hanno spesso semplificato le cause del conflitto russo-ucraino, demonizzando chi sollevava dubbi sulla versione dominante in Occidente, il New York Times ha pubblicato un articolo che segna un netto cambio di prospettiva. Nel pezzo intitolato “Russia Beefs Up Bases Near Finland’s Border” (La Russia rafforza le basi vicino al confine finlandese), datato 19 maggio 2025, il prestigioso quotidiano statunitense riconosce che l’espansione a Est della Nato ha contribuito a innescare l’invasione russa dell’Ucraina, iniziata nel febbraio 2022. Analizzare le radici del conflitto non significa giustificare un’invasione che viola il diritto internazionale, ma piuttosto ricollocare gli eventi nel loro contesto storico e geopolitico.
Il cambio di rotta del New York Times
Questo cambio di rotta, evidenziato anche in un tweet dell’analista Arnaud Bertrand, arriva dopo un lungo periodo in cui le motivazioni di Mosca sono state spesso liquidate come mere giustificazioni per un’aggressione ingiustificata. Per mesi, i media di tutto l’Occidente hanno descritto l’invasione come una “invasione su vasta scala non provocata”, ignorando le tensioni geopolitiche legate all’espansione della Nato.
L’articolo del New York Times sottolinea come, dalla prospettiva di Mosca, il rafforzamento delle difese russe vicino al confine finlandese sia una risposta diretta alla crescente presenza della Nato. “Dal punto di vista di Mosca, i russi devono rafforzare le loro difese per proteggersi dall’espansione della Nato, un tema sempre delicato”, si legge nel pezzo. La Finlandia, che ha aderito all’Alleanza Atlantica nel 2023, rappresenta solo l’ultimo tassello di un’espansione che ha visto i Paesi baltici – ex repubbliche sovietiche – entrare nella Nato già anni fa, portando ampie porzioni del confine russo a diretto contatto con l’Alleanza.
Ora ci si sorprende della reazione russa. Di questo ha scritto ampiamente il direttore di InsideOver, Fulvio Scaglione, spiegando che non si tratta di nulla che non fosse già stato annunciato: “Quando ancora si parlava dell’ingresso nella Nato di Finlandia e Svezia (la prima fece il passo decisivo nell’aprile del 2023, la secondo giusta un anno dopo), – ha sottolineato Scaglione – la Russia già annunciava misure simili, e l’aumento degli effettivi dell’esercito da 1 milione e 1 milione e mezzo”.
“Espansione a Est minacciosa per Mosca”
Il passaggio più significativo dell’articolo del New York Times riguarda però l’Ucraina: “La prospettiva che l’Ucraina, una repubblica ex sovietica ancora più grande, seguisse lo stesso percorso, era così minacciosa per Mosca che è diventata una delle cause della guerra terrestre più devastante di generazioni“. Questa ammissione segna una svolta, poiché per anni il ruolo dell’espansione Nato è stato minimizzato, ignorato o persino deriso da molti media occidentali e da una lunga schiera di fantomatici “esperti” di politica internazionale.
Sarebbe stato sufficiente ascoltare le parole dello stratega George Kennan, padre intellettuale della politica di contenimento americana durante la Guerra Fredda, che in un articolo del 1997 pubblicato proprio sul New York Times avvertì cosa avrebbe potuto mettere in moto l’espansione a est della Nato. “Penso che sia l’inizio di una nuova Guerra fredda”, spiegò Kennan. “Penso che i russi reagiranno gradualmente in modo piuttosto negativo e ciò influenzerà le loro politiche. Penso che sia un tragico errore. Non c’era alcun motivo per questo. Nessuno stava minacciando nessun altro”.
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