Prima che l’amministrazione Trump e il DOGE di Elon Musk annunciassero l’intenzione di azzerare la controversa Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), ponendola sotto il controllo diretto del Dipartimento di Stato, un memorandum interno dell’Ufficio dell’Ispettore Generale (OIG) confermava che l’agenzia gestiva il suo budget – oltre 46 miliardi di dollari – in maniera poco trasparenti e con un sacco di sprechi.
Il documento che inchioda l’USAID
Il documento, pubblicato a fine gennaio e reso pubblico dalla testata conservatrice Just the News, denuncia la mancanza di trasparenza e accountability nell’erogazione di miliardi di dollari a Paesi e organizzazioni straniere, spesso senza un’adeguata verifica sui destinatari finali. Secondo il rapporto, l’agenzia avrebbe creato “vulnerabilità significative” distribuendo fondi pubblici senza garantire che questi non finissero nelle mani di organizzazioni terroristiche o soggetti coinvolti in frodi. L’ispettore generale Paul Martin ha evidenziato tre principali aree di criticità: la resistenza delle agenzie delle Nazioni Unite e delle ONG straniere a condividere informazioni su potenziali illeciti, le limitazioni nei controlli antiterrorismo e la mancanza di dati sui sub-appaltatori finanziati da USAID.
Cosa dice il memorandum
Il memorandum sottolinea che circa un quarto dei fondi USAID, pari a 8 miliardi di dollari, viene gestito da organizzazioni internazionali come le agenzie dell’ONU. Tuttavia, queste spesso non rispettano gli obblighi contrattuali di segnalare frodi o irregolarità. Ad esempio, nonostante il Programma Alimentare Mondiale abbia identificato 519 casi di potenziale illecito, solo 29 sono stati segnalati all’OIG.

Inoltre, l’ispettore generale ha evidenziato il rischio che fondi statunitensi possano finire, direttamente o indirettamente, nelle mani di organizzazioni terroristiche. Un caso emblematico riguarda la Siria, dove aiuti alimentari USAID sono stati deviati a favore di Hay’at Tahrir al-Sham, l’ex diramazione siriana di al-Qaeda oggi al potere dopo l’ascesa di Al Julani. Il rapporto ha anche messo in luce la mancanza di un database centralizzato sui sub-appaltatori, rendendo difficile tracciare i fondi e verificare l’affidabilità dei destinatari finali. “La mancanza di un sistema di monitoraggio completo ritarda le indagini e limita la nostra capacità di collaborare con le autorità straniere”, ha avvertito l’ispettore generale.
Contraccettivi in Afghanistan
Negli ultimi anni, USAID è stata coinvolta in programmi controversi, dalla distribuzione di contraccettivi in Afghanistan a iniziative LGBT in Europa, alimentando ulteriori critiche sulla necessità di rivedere le priorità dell’agenzia. Non solo. Un’inchiesta del giornalista Lee Fang ha rivelato il controverso ruolo dell’USAID nel finanziare testate giornalistiche e iniziative editoriali in tutto il mondo, sollevando dubbi sull’indipendenza e l’imparzialità di queste realtà. L’USAID ha finanziato diverse testate ucraine impegnate non solo a contrastare la propaganda russa ma anche a silenziare le voci critiche della politica occidentale, incluse figure di spicco come Jeffrey Sachs e John Mearsheimer. Questi media, sostenuti da USAID, hanno etichettato critici e giornalisti come “propagandisti russi” con il chiaro intento di screditarli.

