L’anno che si sta chiudendo, il 2025, è un anno che rimarrà nella storia e, soprattutto, nella memoria e nella coscienza di tutti noi. È stato l’ennesimo anno della guerra in Europa, quella sanguinosissima tra Russia e Ucraina, che coinvolge e preoccupa tutto il continente. E sempre più l’anno della guerra non dichiarata ma sempre più prevista, organizzata e per alcuni addirittura incombente tra Europa e Russia. Parole come “riarmo”, “invasione”, “difesa” popolano i discorsi dei politici di tutta Europa, gli articoli dei giornali, i dibattiti dei talk show e sono ormai sula bocca di tutti.
Il 2025 è stato anche il secondo anno della strage di Gaza, delle decine di migliaia di bambini, donne e anziani uccisi dai bombardamenti di Israele. InsideOver ne ha parlato tanto, lo sapete bene, per la verità ne abbiamo parlato per primi e, sempre per primi, abbiamo denunciato i numeri veri del massacro, quelli rivelati dai 99 medici americani sul New York Times e dalla rivista scientifica Lancet, che di morti palestinesi ne contano oramai oltre 300.000. A Gaza e in Palestina, in questo 2025, si è registrato anche un record terribile: più di 300 giornalisti uccisi, non era mai successo nella storia.
La libertà di stampa e di parola soppressa con la forza delle armi, in un anno in cui questo diritto fondamentale è parso a rischio non solo nelle zone di guerra. Non possiamo più darlo per scontato nemmeno in Europa, culla del diritto, dove le violazioni alla libertà d’opinione sono sempre meno nascoste, anche in Paesi un tempo insospettabili, magari mascherate da “difesa del cittadino”. Di queste violazioni è piena Internet: immagini e racconti sempre più sconcertanti. Abbiamo cercato di darne puntualmente conto, anche e soprattutto quando da giornali e Tv vedevamo arrivare sempre più bugie e mezze verità.
Ma il 2025 è stato anche l’anno delle piazze piene di gente cosiddetta “normale”: uomini, donne, bambini, famiglie intere, scolaresche. Gente comune che ha riempito le strade d’Europa e, forse inaspettatamente, anche quelle del nostro Paese: milioni di persone in tutto il mondo che hanno chiesto pace e giustizia per la Palestina e non solo. E tra loro anche tanti ebrei pronti a esprimere solidarietà e compassione per il popolo palestinese ma anche a sostenere l’idea che la pace e la convivenza sono tuttora possibili. Piazze piene di gente che, fra le altre cose, chiedeva ai nostri Governi e ai nostri media di fare il loro dovere, la loro parte: non per giustificare la violenza ma perché nel mondo finiscano violenze e ingiustizia.
Il 2025, però, è stato anche il nostro anno, l’anno di InsideOver, che tutte queste cose ha cercato di raccontarle nel modo che gli è tipico: con passione, lealtà, professionalità e tenacia. Tanti di voi ci hanno fatto un complimento enorme, scrivendoci: “Solo voi dite certe cose”. Non sappiamo se sia davvero così. In fondo speriamo non sia vero e che invece tanti, come facciamo noi, raccontino le cose con lealtà… Ma sappiamo di certo che siete sempre più numerosi sulle nostre pagine: sul sito ogni mese siete 1 milione a leggere i nostri articoli e su Instagram siamo passati dai 18.000 follower di gennaio agli oltre 60.000 di questi giorni. Un seguito, anzi un affetto, di cui siamo grati e che ci conforta.
Sta iniziando un nuovo anno e sappiamo che il 2026 che arriva sarà comunque pieno di tutte le cose brutte che lo hanno preceduto e sarà un anno decisivo. Noi e voi sappiamo che, se qualcosa non cambia, sarà ancora più un anno di guerre e di libertà negate.
Noi ci saremo, tu resta con noi! Sostienici: diventa, come diciamo noi, un Insider. Abbonati e, anche solo con cinque euro al mese, permetterai a InsideOver di esserci e di crescere. Abbonati, regalati un pezzetto di lealtà e onestà.