La vicenda di Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di traffico sessuale e morto in carcere nel 2019, continua ad essere al centro del dibattito pubblico negli Stati Uniti. La gestione delle informazioni legate a Epstein sta causando profonde divisioni all’interno della seconda amministrazione di Donald Trump. Un recente incontro tra il vicedirettore dell’Fbi Dan Bongino, il capo dello staff della Casa Bianca Susie Wiles e il procuratore generale Pam Bondi è sfociato in un alterco, con Bongino che avrebbe lasciato la riunione furioso, tanto da considerare le dimissioni. Le tensioni derivano dalla riluttanza del Dipartimento di Giustizia (Doj) a pubblicare ulteriori documenti relativi a Epstein, in particolare la cosiddetta “lista dei clienti”, una promessa chiave della campagna di Trump amplificata da influencer Maga come Tim Pool e Laura Loomer.
Un’inchiesta di Rolling Stone ha riportato accuse sconcertanti: più fonti anonime delle forze dell’ordine federali hanno dichiarato che Epstein avrebbe assunto investigatori privati per seguire, intimidire e sorvegliare agenti speciali dell’Fbi incaricati di indagare sulle accuse secondo cui pagava minori per prestazioni sessuali. Queste tattiche, che includevano pedinamenti, raccolta di rifiuti personali e indagini invasive, avrebbero spinto un agente a trasferirsi in una comunità recintata per sfuggire alle molestie.
Il controverso accordo del 2007
Un rapporto di 348 pagine dell’Ufficio di Responsabilità Professionale (Opr) del Doj ha messo in luce dettagli inquietanti sull’accordo di patteggiamento del 2007, che permise a Epstein di evitare accuse federali e una possibile condanna a vita. L’ex procuratore federale Alexander Acosta, allora a capo dell’ufficio del procuratore della Florida meridionale, fu accusato dal Miami Herald di aver orchestrato un accordo illegale e senza precedenti. Questo accordo consentì a Epstein di patteggiare per accuse statali minori, ottenere un programma di rilascio lavorativo e un accordo di non persecuzione che proteggeva anche i suoi presunti complici, impedendo alle vittime di intentare ulteriori azioni legali. Gli agenti dell’FBI coinvolti nell’indagine espressero frustrazione per il rifiuto del Doj di arrestare Epstein, nonostante i piani per catturarlo durante un evento nelle Isole Vergini nel 2007.
Successivamente, in una deposizione ufficiale, Acosta si giustificò affermando di aver ricevuto l’ordine di non perseguire Jeffrey Epstein, accusato di traffico e abuso sessuale di minori, perché “apparteneva all’intelligence”.
Intimidazioni e ostruzione alla giustizia
L’inchiesta del Miami Herald aveva già rivelato che Epstein utilizzava investigatori privati per molestare gli agenti di polizia di Palm Beach che per primi indagarono su di lui, incluso il capo della polizia Michael Reiter. Secondo Rolling Stone, le stesse tattiche furono impiegate contro gli agenti dell’FBI: sorveglianza, pedinamenti, raccolta di rifiuti e indagini personali per screditarli. Michael Reiter, contattato da Rolling Stone, non si è detto sorpreso: “Questo tipo di cose accade più di quanto la gente pensi. Sorveglianza costante, raccolta di rifiuti… Non mi sorprende che sia successo anche agli agenti dell’Fbi”.Nel 2007, la procuratrice Maria Villafana aveva raccolto prove per accuse di ostruzione alla giustizia contro Epstein, ma queste furono accantonate. Villafana lamentò la frustrazione delle vittime e degli agenti, che chiedevano perché non si procedesse con un’incriminazione.
Un agente dell’FBI riferì che i suoi tentativi di opporsi all’accordo di patteggiamento furono “spazzati sotto il tappeto” dai vertici dell’ufficio del procuratore di Miami. Virginia Giuffre, una delle accusatrici di Epstein, testimoniò nel 2016 che un agente dell’Fbi le aveva confidato, anni dopo, che le sue indagini erano state bloccate dalla “catena di comando”.
La risposta di Trump alle critiche
In risposta alle crescenti pressioni, in primis della sua base, il presidente Usa Donald Trump ha chiesto a Pam Bondi, tramite un post su Truth Social, di desecretare le trascrizioni della giuria che indagò su Epstein, definendo le speculazioni sulla vicenda una “truffa” orchestrata dai democratici. Bondi ha risposto dichiarando che il Doj è pronto a richiedere al tribunale il rilascio di tali documenti. Tuttavia, Trump ha anche invitato i suoi sostenitori a smettere di insistere sulle rivelazioni, scrivendo: “Siamo una squadra, MAGA, e non mi piace quello che sta succedendo. Abbiamo un’amministrazione PERFETTA, e ‘persone egoiste’ stanno cercando di danneggiarla, tutto per un uomo che non muore mai, Jeffrey Epstein”.
Tuttavia, il timore che si tratti di un insabbiamento che conviene sia ai repubblicani, sia ai democratici per via delle connessioni di Epstein con l’establishment politico, finanziario, bancario a 360 gradi, rimane.
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