Mentre negli Stati Uniti infuria la polemica sugli Epstein Files, con almeno 16 pagine di documenti scomparsi dal sito web del Dipartimento di Giustizia meno di 24 ore dopo la loro messa online, un’inchiesta pubblicata da Drop Site News e The American Conservative rivela connessioni inquietanti tra il finanziere-pedofilo Jeffrey Epstein, lo scandalo Iran-Contra e operazioni di intelligence. L’indagine, basata su documenti storici, interviste e fonti investigative, dipinge Epstein non come un semplice predatore sessuale, ma come una figura centrale in un intreccio di operazioni segrete, traffico d’armi, riciclaggio di denaro e (opache) operazioni di intelligence.
Ma di cosa si tratta? Tra il 1985 e il 1986, durante la presidenza di Ronald Reagan, alti funzionari dell’amministrazione vendettero segretamente armi all’Iran – nonostante l’embargo – per ottenere il rilascio di ostaggi americani in Libano e, soprattutto, per deviare i profitti illeciti al finanziamento dei ribelli Contras in Nicaragua, violando esplicitamente le leggi del Congresso (emendamenti Boland) che proibivano tali aiuti.
Epstein e lo scandalo Iran-Contra
Cosa c’entra con Epstein? La Southern Air Transport, la stessa compagnia che negli anni Ottanta aveva volato per la CIA nell’Iran-Contra, si era trasferita a Columbus con milioni di incentivi statali. Il suo cliente principale? The Limited di Leslie Wexner, il milionario pro-Israele fondatore di Victoria ‘s Secret che aveva affidato al finanziere Epstein il suo immenso patrimonio. Secondo fonti investigative locali dell’epoca, citate dalle due testate americane, “investigatori sia dell’Ufficio dello Sceriffo della Contea di Franklin che dell’Ufficio dell’Ispettore Generale dell’Ohio stavano indagando sulla Southern Air Transport […] e fonti in entrambi gli uffici identificarono Jeffrey Epstein come avente un ruolo centrale nel trasferimento degli aerei”.
Il giornalista investigativo Bob Fitrakis, autore di storici reportage che fecero emergere lo scandalo, ha dichiarato: “Mentre scrivevo articoli investigativi per Columbus Alive… mi sono trovato inondato di persone che mi passavano storie su corruzione in tutta la città e lo stato”. L’ex ispettore generale David Sturtz gli parlò specificamente di Epstein: “Dopo di che, mi ha dato verbalmente molte informazioni sui legami di Wexner e Epstein con la criminalità organizzata e la comunità dell’intelligence. È così che ho saputo della Southern Air Transport”.
L’incidente che svelò tutto
L’inchiesta parte dall’ottobre 1986, quando un aereo della Southern Air Transport (SAT) fu abbattuto sui cieli del Nicaragua. L’unico sopravvissuto, Eugene Hasenfus, confessò di lavorare per la CIA, trasportando armi ai Contras – i ribelli antisandinisti – in violazione delle leggi statunitensi. Questo incidente aprì uno squarcio sulle operazioni segrete del governo Reagan: la CIA usava SAT per vendere armi all’Iran (tramite Israele come intermediario) e deviare i profitti per finanziare i Contras. SAT, fondata nel 1947 e di proprietà della CIA dal 1960 al 1973, era al centro di questo schema illegale.
Con lo scandalo che montava, SAT divenne “troppo calda”. Nel 1995, l’azienda spostò la sua sede da Miami a Columbus, Ohio, cambiando pelle e dedicandosi al trasporto di abbigliamento dalla Cina. Ma le ombre non svanirono: voci di traffico di droga persistevano. Secondo il Fitrakis, investigatori locali e statali dell’Ohio indagavano su SAT per legami con il traffico di cocaina dai Contras. E qui entra in gioco Epstein: all’epoca, gestiva gli investimenti di Leslie Wexner, magnate della moda (Victoria’s Secret, Abercrombie & Fitch).
Epstein, come già osservato, orchestrò il trasferimento degli aerei ex-Contra a Columbus per servire la catena di Wexner. SAT dichiarò bancarotta il 1° ottobre 1998, esattamente una settimana prima che l’ispettore generale della CIA pubblicasse un rapporto che collegava l’azienda al traffico di cocaina. Fitrakis afferma che le indagini in Ohio furono interrotte su pressione del governatore, lasciando il ruolo di Epstein nell’ombra.
Epstein e i mercanti d’armi
L’inchiesta scava nelle origini di Epstein. Dopo aver lasciato Bear Stearns nel 1981 per sospetti di insider trading, Epstein si legò alla famiglia Leese a Londra. Douglas Leese, un imprenditore britannico nel settore aerospaziale, fece del controverso finanziere un suo protetto. Leese era coinvolto in affari opachi: la sua holding Lorad creò entità per facilitare vendite di armi cinesi all’Iran durante la guerra Iran-Iraq, aggirando l’embargo USA.
Nel 1979, con la rivoluzione iraniana e l’ascesa di Saddam Hussein, la CIA favorì segretamente queste vendite per bilanciare il potere nel Golfo e contrastare l’URSS. Era la strategia del “doppio contenimento”. Epstein collaborò anche con John Stanley Pottinger, ex funzionario del Dipartimento di Giustizia, in schemi di evasione fiscale e vendite di armi illegali all’Iran. Pottinger evitò l’incriminazione grazie a nastri FBI “scomparsi”.
Altro che predatore sessuale, dunque. Epstein era questo e molto di più, come abbiamo più volte raccontato su queste pagine.
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