Bye Bye Occidente. Nella Worst Ten dei Paesi col più basso livello di fiducia i cittadini collocano Governi e Media di 5 economie del G7: Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Giappone. È ciò che emerge dal 2025 Edelman Trust Barometer della più grande società di Relazioni Pubbliche del mondo. Giunta alla sua 25° edizione, l’indagine che ha intervistato 33mila cittadini di 28 Paesi, è stata presentata recentemente al Forum dell’Economia di Davos. Davanti al gotha dell’economia, Richard Edelman ha illustrato le principali novità del suo Barometro: al tramonto della fiducia per l’Occidente, che nemmeno le recenti elezioni sembrano fermare, si contrappone l’alba della fiducia per Paesi come la Cina, 77% dei consensi, Indonesia, 76%, lndia 75%, Emirati Arabi Uniti 72%, Nigeria 65% e Kenya 63%.
In molti Paesi dove si è votato, ha dichiarato il CEO di Edelman, “i leader in carica sono stati spodestati dalla rabbia degli elettori per la perdita di posti di lavoro, la globalizzazione e l’inflazione”.
Complessivamente, la fiducia dei cittadini verso Imprese, NGO, Governi e Media dei 28 Paesi oggetto della rilevazione si ferma al 56%. Salde al primo posto, si confermano ancora una volta le imprese 62% dei consensi. Dietro loro, le NGO col 58%, i Governi e i Media col 52%.
E, decisamente, è ancora più alta la fiducia che le persone riversano verso le proprie aziende e i propri ceo: il 72% degli intervistati ritiene che il proprio datore di lavoro sia impegnato nel fare la “cosa giusta” (I trust my employer to do what is right, nda). La percentuale, sebbene in calo di 3 punti percentuali rispetto all’indagine dell’anno precedente, è comunque alta. Anche in questo caso, sono in particolare i Brics, che fanno registrare le più alte percentuali di fiducia: Indonesia (93%), India (89%) e Cina (84%). Tra i “peggiori”, Corea del Sud, Giappone, Spagna, Italia e Germania, con percentuali al di sotto della media del 72%. E in forte calo rispetto allo scorso anno: Germania -7%; Francia e Spagna -6%; Italia -3%.
Marco Bentivogli, fondatore di Base Italia e grande esperto e conoscitore del mondo dell’impresa, fino al 2020 è stato segretario della Federazione dei lavoratori metalmeccanici della Cisl, rileva come “da un lato la crescente difficoltà delle persone, che si esprime in un crollo generalizzato della partecipazione. Dall’altro la fiducia nell’impresa perché rappresenta una proiezione del contributo di ciascuno a partire dal lavoro.” Quest’ultimo secondo Bentivogli è l’aspetto della condizione umana che sta cambiando di più e anche più rapidamente. “Solo gli imprenditori che capiranno che nelle grandi trasformazioni bisogna stare accanto alle persone manterranno la sempre più rara e preziosa fiducia”.
Fiducia, che tuttavia in Italia sembra mancare. Nella classifica stilata dallo “European Workforce Study 2025 di Great Place to Work”, il nostro Paese è infatti all’ultimo posto col 43% dei lavoratori soddisfatti. Dietro Paesi come Cipro, Grecia e Polonia e ben al di sotto della media europea pari al 59%.