Così Jeffrey Epstein ospitava la super-spia israeliana nel suo appartamento di Manhattan: diffuse le mail

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Quella che emerge in queste ore è l’ennesima prova del legame tra l’intelligence israeliana, il Mossad, e Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di crimini sessuali morto in carcere per un apparente suicidio presso il Metropolitan Correctional Center di New York il 10 agosto 2019. Su InsideOver vi abbiamo parlato di come, recentemente, siano state rese pubbliche centinaia di email scambiate da Epstein con l’ex premier e già ministro della Difesa israeliano Ehud Barak, che documentano come il finanziere non fosse semplicemente un intermediario per quest’ultimo, ma un amico intimo e un consigliere fidato, con cui collaborava a livelli elevati per promuovere gli interessi di sicurezza israeliani.

Diffuse le mail che inchiodano Epstein e Barak

Ora, una nuova inchiesta di Drop Site News, aggiunge ulteriori elementi sui legami tra Epstein, Israele e i suoi servizi governativi di sicurezza e di intelligence. I calendari personali di Epstein e le email hackerate di Ehud Barak dimostrano che Yoni Koren, uno dei più alti ufficiali dell’intelligence militare israeliana (Aman) e stretto collaboratore dell’ex primo ministro, ha soggiornato per settimane nell’appartamento newyorkese del finanziere-pedofilo almeno in tre occasioni tra il 2013 e il 2015. I documenti sono stati resi pubblici dal Comitato di Sorveglianza della Camera degli Stati Uniti e ottenuti da gruppi di hacker come Handala e Distributed Denial of Secrets.

I soggiorni di Koren negli appartamenti di Epstein

Yehoshua Koren, all’epoca capo ufficio del Ministero della Difesa israeliano, risulta aver soggiornato per tre volte nell’appartamento newyorkese del finanziere. Il primo soggiorno risale a febbraio 2013: Koren rimase a Manhattan per diversi giorni e il suo nome appare esplicitamente nel calendario di Epstein alla data del 21 febbraio. Il secondo avvenne tra il 30 settembre e il 13 ottobre 2014, per due settimane consecutive, come indicato nella nota «Reminder: Yoni in apt Sept. 30-Oct 13». Il terzo, di dieci giorni, si svolse a settembre 2015. In tutti e tre i casi, le visite sembrano legate ad attività ufficiali o semi-ufficiali: un articolo del Times of Israel di fine gennaio 2013 lo identificava ancora come “bureau chief” del Ministero della Difesa.

Koren ha costruito la carriera nella Divisione Ricerca di Aman, diventando poi capo dell’intera direzione intelligence militare. Negli anni Ottanta partecipò, insieme al Mossad, a un’operazione segreta per rapire membri dell’Olp in transito da Cipro al Libano. Negli anni Novanta fu capo di gabinetto di Barak quando questi era Capo di Stato Maggiore IDF, poi lo seguì come assistente in tutti i ruoli governativi: ministro dell’Interno, degli Esteri, della Difesa e primo ministro (1999-2001). Anche dopo il ritiro di Barak dalla politica, Koren rimase il suo “fixer” a Washington, con accesso privilegiato a Leon Panetta (ex direttore CIA e Segretario alla Difesa USA) e al suo capo di gabinetto Jeremy Bash.

Il “link” tra Epstein e Israele

Cosa ci faceva una super spia israeliana negli appartamenti di Jeffrey Epstein? Come vi abbiamo già raccontato su InsideOver, l’ipotesi che Epstein fosse legato a servizi segreti, in particolare al Mossad, non è nuova. Una delle testimonianze più significative in tal senso proviene da Ari Ben-Menashe, ex agente dell’intelligence israeliana, che nel 2020, in un’intervista a RT Internationalha dichiarato che sia Epstein sia Robert Maxwell, padre di Ghislaine Maxwell, erano agenti del Mossad.

Secondo Ben-Menashe, Epstein gestiva un’operazione di raccolta di informazioni e ricatto, utilizzando le sue dimore piene di telecamere nascoste per compromettere personaggi potenti. Non solo: c’è un’altra figura, eccellente ed estremamente (ricca) e potente, che collega Epstein a Israele e alla lobby israeliana negli Stati UnitiLes Wexner. fondatore di The Limited, impero da Victoria’s Secret a Bath & Body Works. Negli anni Novanta diede a Epstein procura generale illimitata sui suoi miliardi. La mega-villa di Manhattan dove Epstein commise i crimini era di proprietà di Wexner fino al 1998; poi passò a una società del finanziere per zero dollari. Tanti elementi di un puzzle che ora, anni dopo la morte del finanziere e grazie alle inchieste giornalistiche di queste settimane, cominciano a ricomporsi.

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