Con 40 miliardi per scalare Warner Bros, Larry Ellison punta al maxi-polo di news, contenuti e Ia

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Una garanzia di 40 miliardi di dollari che equivale praticamente a un annuncio dell’effettiva intestazione di un’intera operazione: scendendo in campo al fianco del figlio David, Ceo di Paramount Skydance, il magnate e fondatore di Oracle Larry Ellison ha di fatto palesato di essere regista e principale ispiratore della scalata ostile da oltre 100 miliardi di dollari a Warner Bros Discovery, in risposta alla proposta d’acquisizione da parte di Netflix. E questa manovra può essere letta su più punti di vista.

Perché Ellison sostiene Paramount

Finanziario e tecnico in primis, perché sulla carta la neo-costituita corporation dei media Paramount Skydance, che David Ellison guida e che ha portato la Cbs nel perimetro della famiglia fondatrice di Oracle, non avrebbe alcuna chance di sfidare Netflix. Del resto, l’offerta per Warner Bros Discovery vale sette-otto volte la capitalizzazione di Paramount, sormontata da Netflix in termini di capitalizzazione di venticinque a uno. Ellison, forte del patrimonio costruito con Oracle, ha sopperito al ritiro di Affinity Partners, il fondo del genero di Donald Trump, Jared Kushner, dalla proposta di scalata.

L’importanza della copertura ci porta al secondo fronte: quello della connessione tra media e potere insita nell’affare. Il sogno di un maxi-polo Cbs-Cnn, l’unione della grande potenza dell’immaginario di Warner Bros Discovery con quella di Paramount e la governance da parte di un conglomerato guidato da Ellison sarebbero l’indicazione netta di un sistema di potere, informazione e creazione di contenuti orientata favorevolmente al campo conservatore e occidentalista, ai sostenitori di Donald Trump e, in parallelo, a Israele.

Oracle, i media e Hollywood: il fronte dell’IA

Last but not least, anzi forse soprattutto, c’è la questione critica della sinergia tra l’impero che Ellison intende costituire e la strategia dello storico magnate del Big Tech di fondere l’influenza mediatica e il suo potere informativo con un processo sempre più impetuoso di accelerazione dell’intelligenza artificiale. Oracle, lo ricordiamo, è stata con Stargate e OpenAI l’azienda-madre del piano Stargate per abilitare investimenti per 500 miliardi di dollari nell’aumento della potenza di calcolo, si è fortemente legata al gruppo di Sam Altman e, nonostante problemi sui conti più recenti dopo settimane di ascesa borsistica, intende essere leader nei servizi di cloud computing per l’Ia.

Così come successo con l’operazione che ha portato Electronic Arts fuori da Wall Street col sostegno di Kushner, i settori dell’intrattenimento, ricorda Prospect, sono visti come laboratorio ideale per testare le applicazioni IA e non c’è da escludere che così potrebbe essere in un conglomerato Warner-Paramount: il settore del cinema, in particolare, “ha visto un’intensa attività lavorativa negli ultimi anni, poiché la base di Hollywood si oppone all’intelligenza artificiale come parte dell’evoluzione del suo business”, dato opposto a quello di Ellison, “la cui fortuna  dipende dalla costruzione di un impero mediatico da parte dell’intelligenza artificiale”.

L’impero di Ellison

Aggiungiamo a questo il fatto che Ellison sarà il primo titolare di quote nel consorzio che americanizzerà la filiale Usa di TikTok, ByteDance, e ci potremmo trovare di fronte a una piattaforma che, in forma integrata, potrebbe:

Chiaramente tutto questo aprirebbe a una concentrazione di potere probabilmente senza precedenti per un imprenditore a capo di un impero mediatico o del cinema. Ma chiaramente in piena linea con la pressione sistemica esercitata dai magnati del tech, di cui Ellison è oggigiorno uno dei capofila. La scommessa in questione vale ben più dei 40 miliardi di dollari che l’attempato finanziere intende puntare in sostegno al figlio. E mostra un gigantismo e una hybris sempre più dominante in un sistema dove pochi magnati si presentano come grandi architetti di un nuovo sistema.

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