Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Il 10 dicembre, alle ore 13.00, in diretta sul canale Instagram di InsideOver, sarà per noi un piacere avere ospite il saggista, giornalista, traduttore e autore di documentari Thomas Fazi. Quest’ultimo si confronterà con Roberto Vivaldelli su un tema fondamentale, quello della propaganda mediatica. Fazi, infatti, è autore di un’inchiesta, pubblicata lo scorso giugno, che ha fatto luce sull’impressionante volume di fondi che l’Unione europea ha erogato ai media del continente negli ultimi dieci anni.

Secondo il report del giornalista, Bruxelles avrebbe stanziato complessivamente circa un miliardo di euro a favore di giornali, agenzie di stampa, televisioni e radio in tutta Europa. L’analisi di Fazi non si limita a fotografare l’entità delle cifre, ma entra nel dettaglio dei programmi di finanziamento, evidenziando come molti di essi avessero tra gli obiettivi espliciti la promozione di una narrazione favorevole all’Unione europea.

Come funziona la macchina della propaganda di Bruxelles

Nel rapporto esclusivo redatto per il MCC Brussels, intitolato Brussels’s media machine: EU media funding and the shaping of public discourse, Thomas Fazi svela un vasto sistema, finora poco esaminato, attraverso il quale l’Unione Europea eroga annualmente quasi 80 milioni di euro a progetti mediatici in tutta Europa e oltre. Questo finanziamento, spesso presentato come un sostegno “alla libertà dei media”, in realtà serve frequentemente a promuovere narrazioni esplicitamente pro-UE e a marginalizzare voci critiche: questo elemento solleva non poche preoccupazioni e dubbi sull’indipendenza editoriale e sull’integrità democratica.

Fazi sostiene che la leva finanziaria dell’UE crea un “rapporto semi-strutturale” con i principali organi di informazione, in particolare emittenti pubbliche e agenzie di stampa, capace di offuscare i confini tra giornalismo indipendente e comunicazione istituzionale.

Questo sistema occulto compromette seriamente la capacità dei media di controllare il potere e di esercitare un ruolo di watchdog democratico.

Un finanziamento poco trasparente

Secondo il rapporto, la Commissione Europea e il Parlamento Europeo erogano congiuntamente circa 80 milioni di euro all’anno per progetti mediatici. Si tratta di una stima conservativa: negli ultimi dieci anni, il totale potrebbe superare il miliardo di euro. Questa cifra non include flussi di finanziamento indiretti, come pubblicità o contratti di comunicazione affidati a società di marketing che poi redistribuiscono fondi a grandi media.

Il problema non sta solo nella quantità, ma nella mancanza di scrutinio: questi fondi sono spesso erogati senza adeguata trasparenza, creando un ecosistema in cui i media dipendono economicamente dall’UE.

Parleremo di questo – e molto altro – nella diretta su Instagram in programma il 10 dicembre alle ore 13.00. Non perdetela!

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto