Si è spesso fatto riferimento, in merito a Jeffrey Epstein, il controverso finanziere accusato di crimini sessuali morto in carcere per un apparente suicidio presso il Metropolitan Correctional Center di New York il 10 agosto 2019, ai suoi legami con Israele e con il Mossad. Uno dei primi a parlarne è stato Ari Ben-Menashe, ex agente dell’intelligence israeliana, che nel 2020, in un’intervista a RT International, ha dichiarato che sia Epstein sia Robert Maxwell, padre di Ghislaine Maxwell, erano agenti del Mossad. Successivamente, di questo presunto legame ne hanno parlato giornalisti noti come l’ex anchorman di Fox News, Tucker Carlson, e Glenn Greenwald.
“A Washington tutti pensano che Epstein gestisse un’operazione di ricatto per conto di un governo straniero”, ha dichiarato Carlson a un convegno di Turning Point USA a luglio 2025. Anche il professor John Mearsheimer, politologo di fama mondiale, vede lo stesso schema. Intervistato a luglio dal giudice Andrew Napolitano, ha parlato di “una montagna di prove indiziarie che fanno pensare che Epstein fosse legato a doppio filo al Mossad, e probabilmente anche alla CIA”.
Speculazioni, dicevano gli scettici. Tuttavia, la recente pubblicazione delle email private dell’ex Primo Ministro israeliano Ehud Barak conferma il ruolo inedito di Jeffrey Epstein come “diplomatico” ombra e lobbista per conto di Israele. Secondo quanto pubblicato da Drop Site News, infatti, il finanziere, all’epoca del suo coinvolgimento già condannato per reati sessuali, agì come un vero e proprio operativo non ufficiale per conto di Tel Aviv. Epstein, infatti, non era semplicemente un intermediario per Barak, ma un amico intimo e un consigliere fidato, con cui collaborava a livelli elevati per promuovere gli interessi di sicurezza israeliani. Ma c’è un’altra figura, eccellente ed estremamente (ricca) e potente, che collega Epstein a Israele e alla lobby israeliana negli Stati Uniti: Les Wexner.
Chi è il milionario dietro la ricchezza di Esptein
Come osserva la rivista Usa the American Conservative, Wexner è il fondatore di The Limited, impero da Victoria’s Secret a Bath & Body Works. Negli anni Novanta diede a Epstein procura generale illimitata sui suoi miliardi. La mega-villa di Manhattan dove Epstein commise i crimini era di proprietà di Wexner fino al 1998; poi passò a una società del finanziere per zero dollari. Wexner è anche co-fondatore del Mega Group, club di venti super-ricchi filoisraeliani (tra cui Charles Bronfman e, secondo alcune fonti, Steven Spielberg) che finanzia Birthright Israel e influenza il dibattito USA su Tel Aviv. Quando Stephen M. Walt e John J. Mearsheimer pubblicarono The Israel Lobby nel 2007, saggio nel quale i due docenti di relazioni internazionali svelavano le trame segrete della lobby pro-Israele negli Usa, Wexner orchestrò la campagna per silurare Walt dall’Università di Harvard, dove tutt’ora insegna.
Epstein e lo scandalo Iran-Contra
Ventisei anni fa, mentre il mondo era distratto, il giornalista dell’Ohio Bob Fitrakis collegava già i puntini: la Southern Air Transport, la stessa compagnia che negli anni ’80 aveva volato per la CIA nell’Iran-Contra – lo scandalo in cui l’amministrazione Reagan vendette segretamente missili all’Iran (sotto embargo) per liberare ostaggi in Libano, poi deviò i profitti neri per armare i ribelli Contras in Nicaragua nonostante il divieto del Congresso – si era trasferita a Columbus con milioni di incentivi statali. Il suo cliente principale? The Limited di Leslie Wexner. Jeffrey Epstein, dal 1991 procuratore personale del miliardario e gestore dei suoi fondi più opachi, era dentro fino al collo. Ancora oggi ignoriamo se quei voli portassero armi, denaro sporco o altro, ma una cosa è certa: Wexner sa.
Come nota the American Conservative, L’inchiesta congressuale lanciata da Marjorie Taylor Greene, Thomas Massie e Ro Khanna per declassificare i file Epstein deve convocarlo subito, prima che l’ultimo anello della catena scompaia per sempre.
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