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Media e Potere

Bufera in Germania per le dichiarazioni del cancelliere Merz su Israele e Iran

Critiche internazionali: Robert Malley, ex diplomatico USA, ha definito le parole di Merz "sconcertanti", criticando il sostegno a una guerra preventiva che ignora il diritto internazionale.Accuse di doppi standard: Il politologo Johannes Varwick ha denunciato Merz per legittimare azioni illegali, approfondendo il divario tra Occidente e resto del mondo.Sgomento accademico: Lo storico Roland Popp ha descritto le dichiarazioni come un "catastrofico passo falso", paragonabile a giustificare una guerra d’aggressione.Opposizione interna: In Germania, la leader della Linke Ines Schwerdnet ha accusato Merz di disprezzo per il diritto internazionale e le vittime del conflitto.Analisi critica: L’esperta Kristin Helberg ha definito le parole "deplorevoli", sottolineando che la minaccia principale del regime iraniano è verso il suo popolo, non l’Occidente.

“Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi” in Iran. Hanno fatto il giro del mondo le sconcertanti dichiarazioni pronunciate al G7 dal cancelliere tedesco Friedrich Merz. Affermazioni che, nel silenzio dei media (anche italiani), hanno attirato un coro di critiche dentro e fuori dalla Germania. Come riporta il Berliner Zeitung, il diplomatico statunitense Robert Malley, uno degli artefici dell’accordo nucleare con l’Iran del 2015 (Jcpoa), ha definito le parole di Merz “semplicemente sconcertanti” in un’intervista alla radio francese France Inter.

“Dichiarazione di Merz sconcertante e codarda”

Pur “comprendendo le preoccupazioni di Israele per la sicurezza”, Malley ha criticato il sostegno degli Stati occidentali a una logica di guerra preventiva, ignorando i rischi e le “flagranti violazioni del diritto internazionale”. Malley ha accusato Merz e l’Europa di seguire “ciecamente” la narrativa israeliana di legittima difesa, sottolineando che “esistono principi internazionali per cui l’Europa un tempo si batteva”. Malley ha insistito che il dialogo con l’Iran rimane “ancora possibile” e rappresenta “la via migliore”. Il politologo tedesco Johannes Varwick, su X, ha definito la dichiarazione di Merz “scandalosa sotto quattro aspetti” poiché “legittima azioni contrarie al diritto internazionale, approfondisce il divario tra Occidente e resto del mondo, promuove doppi standard” ed è “inoltre codarda”.

Anche lo storico militare Roland Popp, docente presso l’Accademia Militare dell’Eth di Zurigo, ha espresso sgomento: “Forse il più catastrofico passo falso di un capo di governo tedesco. Una guerra d’aggressione definita “lavoro sporco”. Pur evitando paralleli storici espliciti, Popp ha lasciato intendere che siano facilmente intuibili. A livello politico, in Germania, l’opposizione non ha risparmiato critiche. La leader della Linke, Ines Schwerdnet, ha dichiarato: “Il disprezzo manifesto del cancelliere per il diritto internazionale e, a quanto pare, per le vittime di questa guerra è inaccettabile. Quest’uomo non dovrebbe condurre colloqui diplomatici”.

“Parole deplorevoli”

La dichiarazione di Merz è stata commentata anche dall’esperta di Medio Oriente Kristin Helberg in un’intervista con il giornalista Markus Feldenkirchen dello Spiegel. Helberg non si è detta sorpresa dalle parole del cancelliere, ma le ha definite “molto deplorevoli e, in realtà, anche spaventose”. “Celebrare semplicemente questa azione mi sembra sbagliato”, ha aggiunto. Pur riconoscendo che l’indebolimento del regime iraniano possa avere un risvolto positivo, Helberg ha criticato l’affermazione di Merz secondo cui il regime rappresenti una minaccia per tutti, sottolineando che “attualmente sono principalmente le persone in Iran a essere minacciate”.

In conclusione, le dichiarazioni di Merz sono sconcertanti perché avallano un’azione unilaterale in spregio al diritto internazionale, rivelando una visione cinica e opportunistica. Parole inaccettabili da parte di un leader di un’Europa che, priva di identità e pudore, si abbandona a ipocrisia, doppi standard e interessi ambigui, tradendo i suoi principi fondanti.

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