Negli ultimi anni, la giornalista americana Bari Weiss, ex opinion editor del New York Times, si era affermata come una strenua difensora della libertà di espressione, opponendosi alle derive del politicamente corretto che l’avevano portata alle dimissioni dal prestigioso quotidiano nel 2020.Dopo aver fondato e diretto per alcuni anni The Free Press – il suo sito indipendente inizialmente su Substack, noto per il giornalismo critico verso i media mainstream – Weiss è diventata una figura di spicco nel panorama del giornalismo pro-Israele. Nell’ottobre 2025, in seguito all’acquisizione di The Free Press da parte di Paramount Skydance (la nuova entità nata dalla fusione tra Skydance Media, guidata da David Ellison, e l’ex Paramount Global, proprietaria di CBS), Weiss è stata nominata editor-in-chief di Cbs News, un ruolo creato appositamente per lei in questa fase di ristrutturazione aziendale.
La polemica su Bari Weiss
Nei giorni scorsi, Weiss aveva provocato non poche polemiche quando, durante un evento pubblico, ha dichiarato di “voler utilizzare la sua nuova posizione presso Cbs News per “ridisegnare i confini di ciò che rientra nelle 40 iarde del dibattito accettabile” nella vita politica e culturale americana. Ha sottolineato che l’obiettivo è quello di “emarginare voci come quelle di Hasan Piker, Tucker Carlson e Nick Fuentes”, e “promuovere figure carismatiche come Alan Dershowitz e Dana Loesch”, che riflettono “dove si trova realmente la stragrande maggioranza degli americani”. Insomma, il suo obiettivo dichiarato è emarginare i critici della politica israeliana.
L’ultima polemica riguarda la decisione della nuova editor-in-chief di CBS News, di bloccare all’ultimo minuto un segmento del programma 60 Minutes sulle condizioni nel megacarcere salvadoregno CECOT – dove l’amministrazione Trump ha deportato centinaia di migranti venezuelani. L’episodio, previsto per la trasmissione del 21 dicembre 2025, è stato rinviato dopo che Weiss ha ritenuto il servizio “non pronto” per la messa in onda, motivando la scelta con la necessità di ulteriori verifiche e di includere commenti ufficiali dall’amministrazione Trump.
Secondo quanto riportato da Ben Armbruster su Responsible Statecraft, la decisione di Weiss desta non poche preoccupazioni sul futuro del giornalismo investigativo a Cbs, specialmente su temi sensibili come le politiche di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Armbruster cita la corrispondente Sharyn Alfonsi, autrice del segmento, che in una email interna ha definito la decisione “politica” piuttosto che editoriale: “Se il rifiuto dell’amministrazione a partecipare diventa una ragione valida per bloccare un servizio, abbiamo di fatto consegnato loro un ‘interruttore di spegnimento’ per qualsiasi reportage scomodo”.
L’impero pro-Israele degli Ellison
Il ruolo controverso di Weiss si inserisce nel contesto della guerra dell’informazione lanciata da Israele e dai suoi afiecionados negli Usa. David Ellison, proprietario di Cbs, è infatti il figlio di Larry Ellison, il mega-miliardario di Oracle che ha donato milioni di dollari a Israele e all’IDF, con un patrimonio netto stimato in oltre 380 miliardi di dollari. Nei giorni scorsi, l’impero mediatico degli Ellison si è ampliato: TikTok ha infatti firmato un accordo per separare le sue operazioni negli Stati Uniti, trasferendole a un gruppo controllato principalmente da investitori americani, tra cui proprio Larry Ellison. Questo evita il ban dell’app. La nuova entità gestirà i dati Usa (archiviati su Oracle), riaddestrerà l’algoritmo solo con dati americani per “prevenire manipolazioni esterne”, e definirà autonomamente le policy di moderazione dei contenuti. ByteDance mantiene una quota minoritaria (circa 20%), ma il controllo operativo passa agli investitori. Bari Weiss è solo un tassello di questo intricato puzzle.
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